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| 10 ott 2017 | 19:21

Sicurezza sui treni, la Pat pronta a collaborare con Trenitalia: "Vigilanza privata soluzione efficace"

In risposta a un'interrogazione di Claudio Civettini lo spiega l'assessore Gilmozzi: "Già previsto di intervenire e co-finanziare iniziative di Trenitalia per presidiare le fermate più delicate: Domegliara, Borghetto, Ala"

di Redazione

TRENTO. A segnalare la situazione all'attenzione della Giunta provinciale era stato il consigliere Claudio Civettini con un'interrogazione. La tratta ferroviaria del Brennero, soprattutto tra Verona e Trento, è in balia di eventi che minacciano la sicurezza delle persone e del capotreno. 

 

Ora la Giunta, per firma dell'assessore Mauro Gilmozzi, risponde al consigliere annunciando nuove e future collaborazioni con Trenitalia per il controllo dei biglietti e di conseguenza il controllo della situazione. 

 

"E' noto che il fenomeno riguarda in particolare cittadini stranieri domiciliati a Verona, che alla luce dei divieti locali per l'attività di accattonaggio si dirigono a nord acquistando un biglietto al minimo prezzo indispensabile per poter salire sui treni e poi contare sulla eventuale mancata presenza dei controlli. Questo anche per la tratta in direzione a su di Trento". 

 

Spiegato il fenomeno Gilmozzi scrive di come la Provincia abbia già previsto, "nell'ambito del contratto di servizio, di intervenire e co-finanziare iniziative di Trenitalia per attivare forme di vigilanza privata che possano presidiare nelle fermate più delicate: Domegliara, Borghetto, Ala".

 

Ma a decidere dev'essere Trenitalia: "Se nell'ambito della propria autonomia organizzativa intenderà accedere all'opzione vigilanza la Provincia concorrerà". Ma saranno anche altre le possibili soluzioni, sempre che RFI, responsabile delle stazioni, voglia collaborare con alcuni investimenti.

 

Ad esempio il potenziamento dei filtri in partenza, forme di eventuale revisione del sistema tariffario (che preveda acquisto di biglietti con chilometraggio più lungo), forme di impedimento fisico dell'accesso alla stazione sia in entrata che in uscita a chi è sprovvisto di titolo di viaggio. 

 

Nella conclusione Gilmozzi spiega che la vigilanza privata, anche a tutela del capotreno, è quella più efficace, "capace di fronteggiare episodi come quelli descritti anche in termini di prevenzione".

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