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| 07 apr 2017 | 18:59

Siria, l'Imam Breigheche: "Ora l'Europa non può più solo guardare. Assad deve essere portato davanti ad un tribunale internazionale"

La scorsa notte il presidente Donald Trump ha dato il via al bombardamento della base di Al Shayrat da cui erano partiti gli aerei con le armi chimiche martedì scorso usate poi per uccidere civili innocenti. L'analisi dell'Imam di Trento che ha origini siriane, su quanto accaduto

TRENTO. Con 59 missili Tomahawk lanciati da due portaerei al largo del Mediterraneo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha voluto rispondere alla strage di Khan Sheikhoun in cui martedì mattina sono morte più di 80 persone, fra cui 28 bambini. Il bombardamento alla base siriana da dove era partito l'attacco chimico ad inizio settimana, è arrivato poco dopo le 8.30 ora di New York, quando nel Mediterraneo era notte (le 2.30 in Italia). 

 

Un attacco mirato attraverso il quale gli Stati Uniti hanno voluto lanciare un messaggio. A spiegarlo è stato il presidente Trump poche ore dopo il bombardamento: "Martedì il dittatore della Siria, Bashar al-Assad ha lanciato un terribile attacco con armi chimiche contro civili innocenti, uccidendo uomini, donne e bambini. Per molti di loro è stata una morte lenta e dolorosa. Anche bambini piccoli e bellissimi sono stati crudelmente uccisi in questo barbaro attacco. Nessun bambino dovrebbe mai soffrire tale orrore". Poi ha annunciato: "Questa sera ho ordinato un attacco mirato contro la base da cui è partito l'attacco chimico” per poi rivolgersi infine "a tutte le nazioni civilizzate" per chiedere di interrompere il bagno di sangue in corso: "Il mondo si unisca agli Usa per mettere fine al flagello del terrorismo".

 

La situazione che si sta vivendo in Siria in queste ore è seguita anche in Trentino. L'imam Aboulkheir Breigheche ha deciso nel 1966 di lasciare Damasco per arrivare in Italia ma ancora oggi una parte della sua famiglia si trova in Siria.

 

Breigheche cosa pensa dell'attacco missilistico lanciato questa notte dagli Stati Uniti per colpire una base siriana?

“Penso che sia stato un passo importante per cercare di impedire ad Assad di continuare a uccidere il suo popolo addirittura utilizzando le armi chimiche. Però il problema rimane, se non viene risolto alla radice  è inutile ogni intervento ma anzi potrebbe diventare un motivo in più per questo criminale di fare altri crimini”.

 

Lei è favorevole all'intervento militare per risolvere la situazione in Siria?

“Il popolo siriano non ha mai chiesto un intervento militare. Bastava una no-fly zone e bloccare chi continuava a fornire le armi. La comunità internazionale deve prendere Assad e tutti gli altri criminali che hanno causato moltissimi morti siriani e portarli davanti un tribunale internazionale. Con le forze sul terreno, poi, serve studiare tutti assieme una fase di passaggio concordata”.

 

In Siria c'è anche la Russia.

“Purtroppo abbiamo visto come si sta comportando. Ha partecipato militarmente ad uccidere il popolo siriano. La Russia è intervenuta a fianco e al posto di Assad”.

 

Donald Trump ha chiesto agli altri Paesi di unirsi all'America per combattere il terrorismo. Lei crede che i Paesi europei debbano fare di più?

Dopo l'ennesima carneficina provocata con le armi chimiche in Siria da Assad, io non so cosa l'Europa stia aspettando. Ci sono state quasi un milione di vittime e la Siria non è un paese così lontano. L'Europa sta a guardare quello che sta accadendo. Sono d’accordo che ci possono essere degli interessi ma in questi anni sarebbe bastata la volontà politica per fare molto. Ora la distruzione di una base da dove erano partite le armi chimiche è un segnale serio e importante lanciato dall'America e spero che tutti facciano un riflessione per fermare una volta per tutte questo fiume di sangue”. 

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