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Tanti stranieri irregolari al Pronto soccorso? No, solo 317 su 200 mila ingressi totali

Luca Zeni risponde a Claudio Civettini che sospettava che anche in Trentino gli accessi al Pronto soccorso fossero in gran parte di immigrati. Zeni: "Pochi irregolari e tra gli stranieri in possesso del permesso di soggiorno gli ingressi sono proporzionali alla loro presenza sul territorio, il 9%"

Pubblicato il - 25 agosto 2017 - 09:46

TRENTO. Su oltre 200 mila ingressi al pronto soccorso, solo 300 sono immigrati irregolari (si arriva a poco più di 500 se si calcolano anche i cittadini europei non iscritti al SSN). In percentuale stiamo parlando dell'0.2%, una cifra che da sola smonta gli allarmi dell'interrogazione di Claudio Civettini inoltrata all'assessorato alla Salute.

 

Il consigliere di Civica trentina, infatti, nel marzo scorso aveva richiesto ufficialmente tutti i dati degli accessi ai presidi di pronto soccorso della provincia da parte di immigrati regolari o irregolari. "In Liguria, secondo un'indagine, gli ingressi in codice bianco sono per il 29% di irregolari e per il 23% di regolari e solo per il 18 nostri connazionali".

 

"In pratica - affermava il consigliere - gli accessi inappropriati al Pronto soccorso sono in larga maggioranza ascrivibili agli immigrati, regolari e non". E con queste premesse, chiedeva se anche in Trentino fosse così, interrogando su questo l'assessorato competente, quello di Luca Zeni.

 

Che risponde, smentendo il parallelismo con la Liguria e dimostrando, cifre alla mano, che gli ingressi al pronto soccorso trentino sono proporzionati al numero di stranieri regolari presenti nella nostra provincia, e per quanto riguarda gli irregolari i numeri sono molto esigui.

 

"Rispetto alla quantificazione del fenomeno di accesso al pronto soccorso da parte degli stranieri regolari - spiega Zeni nella risposta -  nel 2016 sono quantificabili nel 9% degli accessi totali. Questo dato - osserva l'assessore - risulta in linea con la percentuale di stranieri residenti rispetto al totale della popolazione trentina che si attesta all' 8.6%.

 

Nel 2016, infatti, su un totale di 215.932 ingressi totali nella provincia di Trento, gli ingressi di cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno sono stati 19.605, in diminuzione rispetto all'anno precedente. Ma Civettini chiedeva conto anche degli stranieri irregolari, di quelli che il permesso non ce l'hanno.

 

A questo punto la Provincia precisa che gli stranieri irregolari, secondo la normativa italiana, non è prevista la corresponsione di un ticket di Pronto soccorso. All'irregolare viene fornito il documento STP (Straniero temporaneamente presente) a cui sono riconosciute le cure di urgenza e indifferibili, come appunto il Pronto soccorso.

 

Paga lo Stato, per la precisione il Ministero della Salute, e la Provincia di Trento viene rimborsata. Ma, come dicevamo, gli ingressi STP nei presidi di Pronto soccorso provinciali sono molto pochi. L'anno scorso gli stranieri irregolari in possesso di STP che hanno ricevuto cure di Pronto soccorso sono stati 317, meno di uno al giorno, poco più dello 0,1% degli ingressi totali.

 

Sono stati invece 194 i cittadini europei non iscritti al Sistema sanitario nazionale o provinciale (ENI). Sommando ENI e STP, si ha la cifra arriva a 511, circa il 2% del totale di tutti gli ingressi annui al Pronto soccorso (215.932 ingressi).

 

Civettini chiedeva anche degli ammanchi di cassa, di quanti fossero i mancati pagamenti. Come detto, gli immigrati irregolari non sostengono il pagamento del ticket (che viene poi rimborsato alla Pat dallo Stato), quindi gli eventuali mancati pagamenti sono da attribuire agli iscritti al Sistema sanitario provinciale o nazionali, italiani o stranieri che siano. 

 

Si scopre, dai dati forniti dall'assessorato che compongono la risposta di Zeni a Civettini, che la percentuale di incasso si attesta negli anni tra il 94 e il 96%. I dati riferibili al 2016 sono ancora in fase di accertamento.

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