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Targhe polacche, attrezzi da scasso e un motorino rubato nel furgone, arrestati due giovani a Rovereto

I ragazzi, entrambi ucraini, sono stati circondati dai carabinieri poco fuori dal casello di Rovereto Sud e una volta perquisiti i loro mezzi sono stati trovati con un vero kit per lo scasso e con le targhe pronte a camuffare i furti. Un modus operandi ben conosciuto dalle forze dell'ordine che li hanno arrestati

Pubblicato il - 24 agosto 2017 - 13:09

ROVERETO. Quando hanno aperto il furgone i carabinieri vi hanno trovato una Yamaha X Max del valore di 7.000 euro, svariate targhe polacche e ungheresi, chiavi inglesi, pinze, guanti, tronchesi e tutti gli attrezzi del mestiere. Quale? Quello dello scassinatore, ovviamente. Sono stati fermati ieri mattina all'altezza del Casello di Rovereto Sud, all'uscita dell'autostrada, due giovani ucraini (27 anni e 25 anni) che scesi da una macchina si sono diretti verso un furgone con targa ucraina che aveva già attirato l'attenzione dei carabinieri.

 

I militari hanno atteso e quando hanno visto che uno dei due giovani si stava mettendo alla guida del furgone sono intervenuti con un blitz che è scattato in pochi secondi. Il furgone e la vettura sono stati, quindi, accerchiati dai carabinieri e sottoposti a perquisizione. Il furgone, come detto, conteneva una Yamaha X Max del valore di 7000 euro rubata ad Iseo la sera precedente ad una signora che si è vista restituire il motociclo proprio nel giorno del suo compleanno. La targa era già stata rimossa così da far apparire ad eventuali controlli che il motociclo era in fase di esportazione.

 

Nella vettura sono state trovate targhe polacche ed un vero arsenale da scasso: chiavi inglesi, pinze, guanti, tronchesi e quanto altro necessario per aprire le porte ed introdursi nelle abitazioni. Il sospetto degli inquirenti è che i due avessero fatto una ricognizione a Rovereto e Mori per un nuovo colpo da mettere a segno prima di tornare in Ucraina. Il “modus operandi”  è apparso molto chiaro ai carabinieri che già altre volte hanno riscontrato l’uso di più veicoli per consumare furti: un’auto o una moto per muoversi velocemente nel traffico, ed un furgone parcheggiato quale deposito per la refurtiva che viene occultata come si trattasse di un normale trasporto di beni.

 

Ora i giovani si trovano in stato di arresto e sono stati associati alla Casa Circondariale di Trento.
 

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