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| 02 set 2017 | 07:27

Un "Percorso del Bio" per la collina est di Trento: servirà per educare ai valori del paesaggio e della biodiversità

La proposta è contenuta in una mozione presentata in Comune a Trento dal gruppo Pd-Psi. Si chiede una progettazione partecipata, in modo graduale e valutando la possibilità di un partenariato pubblico – privato

di Redazione

TRENTO. Costruire una cultura identitaria del territorio ma anche educare ai valori del paesaggio e della biodiversità riuscendo allo stesso tempo a far nascere relazioni socio – economiche tra produttori e co-produttori, far conoscere le aziende agricole biologiche e i loro prodotti ai cittadini, ai turisti e ai tanti studenti trentini.

 

In poche parole costruire un “Percorso del Bio” che coinvolga tutta la collina est della città di Trento con la partecipazione degli attori del territorio. A lanciare l'idea e il Gruppo del Partito Democratico – Psi del Comune di Trento con una proposta di mozione che vede come primo firmatario il consigliere Michele Brugnara e a seguire Paolo Serra, Emanuele Lombardo, Roberta Calza e Stefano Bosetti.

 

La proposta, spiegano i consiglieri, è importante sia dal punto di vista culturale che turistico, dall'aspetto sociale a quello educativo, economico e occupazionale.

 

Il progetto, come già detto, è rivolto ai cittadini ma anche ai tanti turisti che visitano il capoluogo e che possono essere interessati a scoprire i prodotti locali e biologici della collina ad est di Trento insieme ai valori storico e culturali. Allo stesso tempo, però, si rivolge anche agli insegnanti e agli studenti per educare ai valori sociali, ambientali ed economici del territorio.

 

I primi passi per la realizzazione del “Percorso del Bio” sono stati mossi nel giugno di quest'anno con un incontro che si è tenuto a Cognola al quale hanno preso parte anche i rappresentanti delle circoscrizioni Argentario, Povo, Villazzano e Meano assieme alle realtà agricole del posto.

 

Già in passato uno studio condotto da Helena Treska, neolaureata all’Università di Lubiana, e Giada Da Roit, laureanda dell'Università di Trento che aveva coinvolto oltre il 35% del totale degli agricoltori di Povo, Villazzano e Argentario, certificava l'interesse della zona per il biologico.

 

Un ruolo, quello del biologico, che con il passare degli anni è aumentato con un incremento anche delle aziende bio sul territorio comunale di Trento che ha la più estesa superficie a livello provinciale con 1750 ettari totali. Basti pensare che negli ultimi 10 anni gli ettari coltivati con metodo bio sono passati da 100 a 520 e le aziende da 37 a 170.

 

Ecco allora che l'invito che arriva dal Gruppo Pd-Psi all'Giunta comunale è quello di studiare, progettare e realizzare il “Percorso del Bio” attraverso una progettazione partecipata, in modo graduale e valutando la possibilità di un partenariato pubblico – privato. Infine viene richiesto di pensare anche alla progettazione di un'apposita segnaletica e alla valorizzazione della mobilità sostenibile.

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