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Una mozione sulla presenza dei lupi in Trentino. Detomas: "Le ripercussioni economiche potrebbero essere ingenti"

Il consigliere ladino si rivolge alla Giunta: "Promuovere incontri e conferenze sul lupo a scopo informativo nei territori coinvolti, riportando anche esempi e modalità utilizzate in altre località interessate dal fenomeno, sia italiane che estere"

Pubblicato il - 09 ottobre 2017 - 18:46

TRENTO. Il consigliere ladino Giuseppe Detomas ha depositato una proposta di mozione riguardante la gestione della presenza del lupo in Trentino. La mozione prende le mosse dal dossier sul lupo presentato dall’EURAC Research e fa presente come, dopo oltre un secolo di assenza, il lupo sia tornato in Trentino e stia diventando sempre più una presenza non saltuaria ma costante.

 

Più precisamente, partendo dal presupposto che il lupo è una specie tutelata a livello nazionale ed europeo, secondo Detomas il piano provinciale, oltre a prevedere il rimborso economico, dovrebbe cercare di introdurre misure preventive, attualizzate con un’attenta analisi e monitoraggio della situazione sul territorio.

 

Con la sua mozione, Detomas intende impegnare la giunta ad attivare un sistema di monitoraggio capillare sulla presenza del lupo in Trentino e in particolare nelle Valli di Fiemme e Fassa, finalizzato a raccogliere informazioni precise su numerosità, genere, localizzazione, stanzialità o meno dei branchi, sul grado di aggressività e l’eventuale presenza di lupi ibridi.

 

Non solo, ilo consigliere ritiene che sia importante far conoscere e diffondere presso i pastori e gli allevatori esposti al fenomeno tutte le informazioni e i possibili provvedimenti da adottare concernenti la difesa dei propri animali e la prevenzione dalle aggressioni, come ad esempio i sistemi di recinzione elettrificati per le greggi, cani da pastore addestrati per la guardia ai lupi, i deterrenti sonori o altri interventi utili, attivando anche un relativo servizio di consulenza con punto di ascolto.

 

"Fondamentale - scrive il consigliere - è promuovere incontri e conferenze sul lupo a scopo informativo nei territori coinvolti, riportando anche esempi e modalità utilizzate in altre località interessate dal fenomeno, sia italiane che estere, dove il problema è presente già da diversi anni e dove le popolazioni locali hanno adottato apposite iniziative per la loro tutela, nonché provvedimenti utili per il contenimento del fenomeno, anche in base ad approcci scientifici, ricerche e analisi effettuate da appositi organismi e enti di ricerca".

 

"Non si può non riportare che ormai sono diventati regolari gli avvistamenti, in alcuni casi anche nei pressi dei centri abitati. Ma soprattutto - continua Detomas - la presenza di questo predatore preoccupa allevatori e pastori per le pesanti conseguenze che crea alla loro attività economica, aggravate dal fatto che alcuni pensano di non portare più i propri animali in montagna per l’alpeggio estivo".

 

Detomas si riferisce anche alle preoccupazioni che "sono state manifestate anche dal settore turistico che non può permettersi una montagna popolata di predatori, in quanto ritenuta non più sicura o almeno non più percepita come tale".

 

La paura del consigliere ladino è che nelle valli dove c'è presenza di lupi "le ripercussioni economiche per i nostri territori potrebbero essere ingenti". In questo momento, la politica italiana ed europea di tutela del lupo non permette l’abbattimento in nessun caso, tuttavia la Province di Trento e Bolzano, attraverso i presidenti Rossi e Kompatcher, si stanno muovendo per ottenere una norma di attuazione finalizzata a concedere una certa libertà di gestione.

 

In attesa di una risposta da Roma, il consigliere vorrebbe che l'aula del Consiglio provinciale accogliesse la sua mozione che chiede questo:

Attivare un sistema di monitoraggio capillare sulla presenza del lupo in Trentino e in particolare nelle Valli di Fiemme e Fassa, finalizzato a raccogliere informazioni precise su numerosità, genere, localizzazione, stanzialità o meno dei branchi, sul grado di aggressività e l’eventuale presenza di lupi ibridi.

 

Far conoscere e diffondere presso i pastori e gli allevatori esposti al fenomeno tutte le informazioni e i possibili provvedimenti da adottare concernenti la difesa dei propri animali e la prevenzione dalle aggressioni, come ad esempio i sistemi di recinzione elettrificati per le greggi, cani da pastore addestrati per la guardia ai lupi, i deterrenti sonori o altri interventi utili, attivando anche un relativo servizio di consulenza con punto di ascolto.

 

Promuovere incontri e conferenze sul lupo a scopo informativo nei territori coinvolti riportando anche esempi e modalità adottate in altre località interessate dal fenomeno, sia italiane che estere, dove il problema è presente già da diversi anni e dove le popolazioni locali, per la loro tutela, hanno adottato iniziative nonché provvedimenti utili per il contenimento del fenomeno, anche in base ad approcci scientifici, ricerche e analisi effettuate da appositi organismi e enti di ricerca.

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