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Vigili del Fuoco volontari: "Il codice etico approvato legittima il conflitto di interessi". Interrogazione di Mattia Civico

Secondo la norma approvata dalla Federazione chi ricopre ruoli apicali può auto-attribuirsi incarichi professionali o commesse di lavoro a patto che facciano un piccolo sconto. "E’ necessario e urgente che il mondo del volontariato sia trasparente e corretto"

Di db - 26 luglio 2017 - 18:28

TRENTO. "Quali iniziative intende mettere in campo la Giunta per modificare il codice etico dei Vigili del Fuoco volontari che allo stato attuale di fatto legittima il conflitto di interesse?". Lo chiede il consigliere provinciale Mattia Civico con un'interrogazione presentata in Consiglio provinciale.

 

"Più di due anni e mezzo fa, durante la sessione di bilancio nel dicembre del 2014, è stata posto all'attenzione del Consiglio Provinciale di Trento la necessità di dotare i Vigili del Fuoco e più in generale il sistema di protezione civile, di un codice etico, per regolare i casi di incompatibilità, come peraltro avviene già da molto tempo a livello nazionale, e per prevenire potenziali conflitti di interesse".

 

In quella occasione di ritenne "inopportuno che chi ricopre ruolo apicali nelle organizzazioni di volontariato, e ha dunque potere decisionale e di commissionare incarichi o affidare lavori, sia esso stesso titolare di studi professionali di progettazione, di aziende che operano nell'ambito della sicurezza e dell'antincendio".

Il tema suscitò preoccupazioni da parte dell'allora vertice della Federazione e di qualche comandante ed ispettore: l’assessore Mellarini propose una mediazione, con un emendamento approvato in Consiglio che quindi fissò un percorso con obiettivi e tempi:

 

“Le predette strutture operative mediante codici di autoregolamentazione definiscono le modalità per evitare potenziali conflitti di interesse in capo ai propri componenti. I codici sono adottati entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge

 

Nulla si è mosso per molti mesi. Ben di più dei sei previsti dalla norma. In seguito alle dimissioni del presidente della Federazione dei Vigili del Fuoco Volontari, la Giunta provinciale ha nominato una commissione tecnica composta da tre ispettori e da tre comandanti dei VVFF volontari e coordinata da un dirigente in quiescenza.

 

Tale gruppo di lavoro, dopo mesi di approfondimento e di incontri sul territorio, ha redatto una ipotesi di statuto e di codice etico, successivamente approvato dall'assemblea della Federazione provinciale dei Vigili del Fuoco, composta dai destinatari delle norme che il codice etico ha introdotto.

 

La formulazione finale è questa (articolo 5 comma 2):
“Il Comandante di un corpo, l’Ispettore di una Unione distrettuale o il Presidente della federazione che, nell'espletamento delle loro rispettive funzioni istituzionali, conferiscano un incarico retribuito ovvero ordinino una fornitura di beni o servizi a titolo oneroso non possono loro stessi o loro parenti o affini fino al secondo grado l’incarico o l’ordine di fornitura a meno che ciò non comporti una minore spesa complessiva per il Corpo/Unione/Federazione, da documentare mediante i confronti di prezzi o di convenienza effettuati. Sono fatte salve le attività in situazione di emergenza.”

 

Tradotto: il presidente che progetta caserme, l’ispettore che vende estintori, il comandante che allestisce mezzi di soccorso, possono tranquillamente continuare a ricoprire il loro ruolo apicale ed eventualmente anche auto-attribuirsi incarichi professionali o commesse di lavoro a patto che facciano un piccolo sconto.

"Si tratta evidentemente di una norma, così redatta, oltre che inefficace, dannosa - afferma Civico - perché invece di indicare incompatibilità o comportamenti da assumere in caso di conflitto di interesse, semplicemente li legittima".

La Giunta Provinciale, nella seduta del 19 maggio scorso, ha approvato lo Statuto, ma ha ritenuto di non approvare il codice etico dando mandato all’assessore competente di sollecitare la Federazione ad apportare opportune modifiche.

 

"E’ evidente che il codice etico così redatto non garantisce nulla e nessuno rispetto a potenziali conflitti di interessi e anzi di fatto lo legittima. Chiaramente un codice etico di questo tenore - continua il consigliere - non può fissare il perimetro accettabile entro il quale, per esempio, individuare i nuovi vertici della Federazione. E’ necessario e a questo punto urgente che la politica e il mondo del volontariato diano chiari segnali di trasparenza e garanzia di correttezza".

 

"All’inizio di questo lungo percorso - spiega Civico - si era consensualmente deciso di soprassedere sulla via legislativa e di promuovere un percorso 'dal basso', che coinvolgesse in prima persona la Federazione. Visti i risultati pare evidente che tale strada ha portato ad un risultato inaccettabile e pertanto pare urgente che il Consiglio Provinciale si assuma la responsabilità di fissare principi e criteri per legge".

 

 

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