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Novelle Vague, quando la cover è di classe

Giovedì 28 al teatro Sanbapolis la rassegna Transiti porta sul palco il gruppo francese che rimodula con grande impatto i classici della new wave. Con il concerto si festeggiano quindici anni di carriera che li ha visti protagonisti in tutto il mondo di spettacoli capaci di lasciare il segno

Pubblicato il - 27 febbraio 2019 - 09:39

TRENTO. Per il quarto appuntamento di Transiti – Musiche in movimento, rassegna del Centro Servizi Culturali S. Chiara che indaga l’attualità musicale ed esplora nuovi territori sonori, approda sul palco del Teatro SanbàPolis di Trento la migliore cover band del pianeta: i NOUVELLE VAGUE. La formazione parigina, che quest’anno festeggia i quindici anni di carriera, si esibirà giovedì 28 febbraio, alle ore 21.00.

  In attività dal 2004, il gruppo francese fa perno sui fondatori Marc Collin e Olivier Libaux, che si avvalgono di aggraziate e seducenti chanteuses di volta in volta differenti. Il successo del loro progetto si deve ad una formula semplice ma efficacissima: rimodulare in chiave lounge i classici della new wave, da cui l’intestazione scelta, che d’altra parte allude sia al cinema francese d’antan sia alla bossa nova brasiliana. Un’operazione nostalgia in ugual misura ingegnosa e affascinante.

   Nell’arco di un decennio e mezzo, i Nouvelle Vague hanno pubblicato cinque album da studio, vendendone complessivamente oltre quattro milioni di copie. L’ultimo, uscito tre anni fa, è “I Could Be Happy”, dove tra l’altro figura una deliziosa versione di “I Wanna Be Sedated” dei Ramones. L’apice discografico dell’avventura venne però raggiunto nel 2009 con il terzo album della serie, intitolato appunto “3” e impreziosito dalla presenza di ospiti di eccezione quali Martin Gore dei Depeche Mode, Ian McCulloch di Echo & The Bunnymen e Terry Hall degli Specials.

   La dimensione planetaria del loro successo è testimoniata dalle esibizioni dal vivo in alcune delle più prestigiose sale da concerti al mondo, tra cui spiccano la Royal Albert Hall di Londra, l’Olympia di Parigi e L’Hollywood Bowl di Los Angeles.

   Per celebrare il quindicesimo anniversario del disco d’esordio sono state confezionate due collezioni antologiche, “Curiosities” e “Rarities”, in parallelo al documentario a soggetto “Nouvelle Vague by Nouvelle Vague”, firmato dallo stesso Marc Collin, cui si affianca un ciclo di concerti accordati sulla modalità “unplugged” che ne caratterizzò gli esordi: chitarra acustica, tastiere e un paio di vocalist (Mélanie Pain, Elodie Frégé o Phoebe Killdeer).

        

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