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"Storie di mare e piccole terre". La natura ferita chiama e il S. Chiara risponde con un'eco produzione

La nuova rassegna "Contatti, Trento tra scienza e arte" prende il via il 23 maggio con il ritorno dello spettacolo dal vivo all'auditorium. Fiabe e suggestioni affidate alla narrazione di Dario Vergassola, musiche firmate da Dini Ciacci e parte "visual" nelle mani di un premio Oscar. Presenti anche un rapper e una incantautrice

Pubblicato il - 14 maggio 2021 - 13:53

TENTO. A distanza di oltre sei mesi, “Storie di mare e piccole terre”, inserito all’interno della rassegna “Contatti – Trento scienza e arte” – nuovo progetto culturale targato Centro Servizi Culturali S. Chiara e MUSE – Museo delle Scienze, in collaborazione con il Sistema della Ricerca del Trentino (STAR) – debutterà al Teatro Auditorium di Trento venerdì 21 maggio, alle ore 20, con repliche sabato 22 e domenica 23 maggio. Lo spettacolo di domenica 23 maggio verrà inoltre proposto in live streaming al pubblico sulla piattaforma digitale LIVENow (www.live-now.com/it-it/page/home).

 

 Lo spettacolo sarà anticipato giovedì 20 maggio dal talk “Immaginare il futuro: andrà meglio?” (ore 18.30 in diretta Facebook dal MUSE), un'irriverente intervista di Dario Vergassola a quattro ricercatori trentini che racconteranno il loro lavoro quotidiano e la loro ricerca legata all’emergenza ambientale. Si tratta di un evento realizzato in collaborazione con il sistema Trentino dell'Alta Formazione e della Ricerca STAR composto da: Provincia Autonoma di Trento | Università di Trento | Fondazione Bruno Kessler | Fondazione Edmund Mach | MUSE - Museo delle Scienze.

 

 “Storie di mare e piccole terre” inaugura la rassegna “Contatti – Trento scienza e arte”, ciclo di appuntamenti tra scienza, musica e spettacolo dedicati a tematiche di stringente attualità. I prossimi appuntamenti sono previsti nella stagione autunnale. “Storie di mare e piccole terre” è prodotto dal Centro Servizi Culturali S. Chiara, in collaborazione con il MUSE – Museo delle Scienze.

 

 Si tratta di un progetto ambizioso ed estremamente attuale, affidato a Maurizio Dini Ciacci, direttore d’orchestra, pianista, compositore e innovatore di origini trentine - che ne è anche il responsabile musicale. E' una variegata produzione che intende collegare tre diverse componenti artistiche in un unico spettacolo: una componente narrativa, affidata a Dario Vergassoma, una musicale, affidata alle composizioni di Isabella Turso, Dini Ciacci e Michela Tadini con la partecipazione del rapper D'argen D'Amico e  dell’“incantautrice” Marquica, ed una visuale realizzata dal Premio Oscar Luc Jaquet.

 

  Tanti nomi illustri, ma soprattutto stili, sensibilità e linguaggi diversi che si mescolano con un unico preciso obiettivo: evidenziare l’urgenza e la necessità di una maggior attenzione nei confronti del nostro pianeta. "Da qualche tempo mi solleticava l’idea di estendere la mia sensibilità di musicista “classico” avvicinandomi ad alcune espressioni della musica cosiddetta leggera. – spiega Maurizio Dini Ciacci – È nata di conseguenza un’idea piuttosto stimolante ovvero quella di incrociare musica rap e pop con una componente testuale ed una visuale in un unico progetto con uno sfondo ecologico». «Questo lavoro esprime con leggerezza, ma con passione condivisa, la necessità di sottolineare l’urgenza di una presa di coscienza a fronte del progressivo degrado ambientale che è sotto gli occhi di tutti».

 

 La narrazione, affidata a Dario Vergassola – attore, giornalista, cabarettista, cantautore molto noto al pubblico italiano -, si snoda con metaforica leggerezza attraverso sei racconti fiabeschi (alcuni adattati da testi preesistenti), che hanno come pretesto vicende di pesci, anche parlanti, abitanti di un mare sempre più inquinato e sempre meno accogliente. Pesci che cercano disperatamente di farsi sentire da essere umani poco disposti ad ascoltare e a considerare i problemi di un ambiente sempre più a rischio.

 

 «Bisogna sfatare il detto “muto come un pesce”. – osserva Vergassola – In realtà siamo noi umani che non li ascoltiamo, così come non ascoltiamo gli appelli e i segnali che la natura ci invia anche in maniera molto forte e fin troppo evidente. Siamo sempre noi umani, purtroppo, che rimaniamo sordi di fronte alle loro pressanti richieste di aiuto».

 

 Il tentativo di umanizzare questi animali, leggendo attraverso i loro occhi il degrado dell’ecosistema (ed anche dell’animo umano), restituisce al pubblico una fiaba surreale che con estrema lievità riesce a sfiorare tematiche gravi e urgenti. Le Cinque Terre, che in modo quasi autobiografico costituiscono lo scenario della narrazione (Vergassola è nativo di La Spezia), diventano le “piccole terre” del titolo, richiamando così il fragile sfondo della Madre Terra e la sua progressiva erosione in termini di abitabilità e di comunicazione. Accanto ai sei racconti narrati da Vergassola si intrecciano liberamente immagini e suggestioni musicali acustiche ed elettroniche. Trovano così spazio gli interventi di Dargen D’Amico e di Marquica che, attraverso i rispettivi linguaggi di riferimento, sottolineano e amplificano le tematiche presenti nella narrazione. La musica, grande protagonista del progetto, avvolge così l’intero spettacolo, sia con un ruolo protagonista, sia come sfondo alla recitazione di Vergassola, accostando simbolicamente la dimensione acustica (rappresentata dai musicisti Dini Ciacci e dalla pianista/compositrice trentina Isabella Turso) a quella elettronica. Una intrigante commistione musicale che verrà eseguita “dal vivo” dal Fresh Fish Ensemble (archi, fiati, percussioni, tastiere, pianoforte), diretto dallo stesso Dini Ciacci, accanto ai live electronics del compositore Michele Tadini.

 

 Infine, per completare il progetto, si è resa necessaria una regia con un forte ed adeguato impianto visuale, atta a tradurre le sollecitazioni delle varie componenti e disponibile a rendersi complementare alla regia sonora. Per questo motivo, la video-regia è stata affidata ad un nome illustre come Luc Jacquet, Premio Oscar nel 2006 con il film-documentario La marcia dei pinguini, che ha accettato di partecipare con entusiasmo ad un progetto per lui totalmente nuovo. «Ciò che mi ha ispirato nei testi di “Storie di Mare e Piccole Terre” è il fatto che esplorano tutte le sfaccettature del legame fra l'uomo e la natura – spiega il regista francese - la predazione del cibo, la meraviglia, la paura, ma anche il modo in cui raccontiamo gli elementi naturali e inventiamo le chimere (uomo-polipo o donna-pesce) per dare un resoconto del nostro legame con tutte le forme di vita.  Credo sia la natura che ha portato l'uomo alla narrazione e alla poesia».  La sua impostazione, oltre ad offrire squarci poetici ed emozionanti della natura che ci circonda, viene finalizzata alla costruzione di un ritmo visivo in grado di amplificare le suggestioni della musica e di accompagnarne i movimenti.

 

 Biglietti disponibili in prevendita online su www.primiallaprima.it oppure presso la biglietteria del Teatro Auditorium. Tariffe: biglietto intero (nominativo) 15 euro, riduzione Under 26 e possessori Card MyMuse 10 euro. Per il live streaming di domenica 23 maggio, biglietti acquistabili su www.live-now.com al costo di 9,99 euro.

Tra le novità di questa ripresa di attività, la possibilità di acquistare una card espressamente dedicata a questo momento, la “Ripartenza Card”: al costo di soli 30 euro sarà possibile assistere a un massimo di quattro spettacoli (tra i tre appuntamenti di danza al Teatro Sociale, lo spettacolo “Storie di mare e piccole terre” al Teatro Auditorium, o “Viaggio a Spoon River” al S.a.s.s.), scegliendo tra ogni categoria di posto, fino a esaurimento disponibilità.

I possessori di voucher emessi nel 2020 potranno utilizzare da subito i loro buoni partecipando alla riapertura in presenza dei teatri.

 

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