I Filarmonici di Trento e il Coro in Dulci Jubilo a Pordenone per il Festival Internazionale di Musica Sacra. La direzione del concerto affidata al maestro Arnoldo
I Filarmonici di Trento e il Coro in Dulci Jubilo, con la direzione del maestro Alessandro Arnoldo, protagonisti con un omaggio ai musicisti francescani a Pordenone

TRENTO. Un omaggio ai musicisti francescani, un appuntamento vede protagonisti I Filarmonici di Trento con il Coro in Dulci Jubilo (diretto da Tarcisio Battisti), sotto la direzione del maestro Alessandro Arnoldo. La parte dei solisti è affidata a due giovani cantanti ucraini: il soprano Daria Matiienko e il tenore Anton Radchenko.
"Sorella Musica: due parole comuni e semplici, note a tutti, che unite hanno un potere unico per chi le legge, le pronuncia, le vive", spiega il maestro Arnoldo. "Il testo poetico del Santo di Assisi è affidato alle quattro voci miste del coro, unite a due soli di soprano e tenore e sostenute da un ricco organico orchestra che va dagli archi alle coppie di legni, dagli ottoni all’arpa, dai timpani alle campane tubolari".
Il concerto è previsto alle 15.30 di domenica 17 dicembre nel Duomo Concattedrale San Marco di Pordenone nell’ambito della 22esima edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra.
Il testo musicato è il Cantico delle Creature o Cantico di Frate Sole di San Francesco d’Assisi, tra i primi documenti letterari italiani, massimo segno della fioritura spirituale del Duecento. Alla versione più antica, quella del Codice 338 conservato ad Assisi, hanno guardato i due padri e musici francescani, il veneto Terenzio Zardini e il trentino Ottone Tonetti insieme al conterraneo sacerdote Celestino Eccher.
Tre religiosi, tre prolifici compositori, che non hanno mai dimenticato di essere sacerdoti: pur impegnati in un’intensa opera compositiva e didattica (a Eccher dobbiamo la fondazione della Scuola diocesana di Musica Sacra di Trento, tuttora attivissima; Tonetti ha diretto la Civica Scuola Musicale Zandonai di Rovereto e fondato la Corale polifonica "Viadana", principale cassa di risonanza per la diffusione dell’opera compositiva di Lodovico Grossi da Viadana, anch’egli musicista francescano), consideravano queste attività come espressioni di un apostolato della musica sacra più che lavori di un musicista nel senso più ristretto del termine.
A un ex francescano dal nome Michael Weisse dobbiamo, invece, il testo cinquecentesco del Begräbnisgesang di Brahms. Questo Inno funebre rappresenta con impressionante precocità l'assorbimento di una musica "storica" e al tempo stesso il primo nucleo del futuro Deutsches Requiem. L’accompagnamento del coro a cinque voci è affidato ad un'orchestra tutta di fiati con tromboni e timpani.
Il concerto è promosso da Presenza e Cultura, Centro Iniziative Culturali Pordenone, Casa dello Studente Antonio Zanussi Pordenone, Ministero della Cultura, Assessorato alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia e inoltre con Promoturismo Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone e Fondazione Friuli, in collaborazione con la 52esima edizione del Festival Regionale di Musica Sacra di Trento e Bolzano.

















