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| 07 mag 2024 | 16:59

Con “Bunker” il Collettivo Clochart Aps affronta in scena il delicato tema del disagio giovanile

Il palco del Teatro Cuminetti di Trento ospiterà il Collettivo Clochart Aps con Bunker, uno spettacolo con la regia e drammaturgia di Michele Comite, e le coreografie di Hillary Anghileri, che affronta il delicato tema del suicidio tra i giovani

Con “Bunker” il Collettivo Clochart Aps affronta in scena il delicato tema del disagio giovanile
di Redazione

TRENTO. Proseguono gli appuntamenti con il Circuito Danza del Trentino-Alto Adige curato dal Centro servizi culturali S. Chiara. Protagonista il Collettivo Clochart Aps con Bunker.

 

Alle 20.30 di venerdì venerdì 10 maggio il palco del Teatro Cuminetti di Trento ospiterà il Collettivo Clochart Aps con Bunker, uno spettacolo con la regia e drammaturgia di Michele Comite, e le coreografie di Hillary Anghileri, che affronta il delicato tema del suicidio tra i giovani.

 

Lo spettacolo rappresenta la concretizzazione teatrale del progetto Psychaché. Il valore della parola, nato nel 2019 da un’idea del regista Michele Comite e dalla psicoterapeuta Giovanna Bronzini per sensibilizzare la comunità rispetto al tema dell’autolesionismo e della rinuncia alla vita da parte degli adolescenti.

 

Bunker è una parola dal suono duro, che evoca momenti bui ed angoscianti. Bunker, però, è anche un posto dove i ragazzi che hanno perso la speranza e la voglia di vivere possono trovare protezione e aiuto. All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ne sanno qualcosa, un’escalation importante di tentate rinunce alla vita, sempre di più, un impegno costante da parte dei sanitari che si trovano di fronte ad una vera e propria emergenza. Un’urgenza trasversale su tutto il territorio nazionale, silenziosa e triste.

 

Le cronache non ne parlano, ma c’è bisogno di portare a galla questo disagio. Ed è proprio attraverso questo spettacolo che il Collettivo Clochart vuole finalmente parlarne.

 

Bunker è uno spettacolo che colpisce forte, come la verità: accecante e illuminante, pregno di energia, riesce a catapultare lo spettatore in un mondo che sembra lontanissimo, ma che in realtà è più vicino di quanto si possa immaginare.

 

Bunker apre gli occhi sulla necessità di comprendere, di imparare a non emettere giudizi, e renderci conto che tutti noi siamo protagonisti della nostra vita, e tutti quelli che ci stanno intorno sono come la luna con le maree: influenzano le nostre esistenze. Dobbiamo assumerci la responsabilità sociale di essere complici di tutto il disagio mentale che gli adolescenti soffrono, aprirci alla comprensione e alla consapevolezza.

 

Bunker è uno spettacolo di grande valore nel quale si può imparare molto, anche ad ascoltare e riconoscere un grido d’aiuto che può arrivare da lontano ma anche da molto vicino. Domani potrebbe succedere anche a casa nostra perché si sa che l’unica certezza è che “del doman non v’è certezza”.

 

I biglietti sono al costo di 5 euro, acquistabili sulla piattaforma del Centro servizi culturali Santa Chiara (Qui info) oppure alla biglietteria del Teatro Sociale e dell’Auditorium S. Chiara di Trento.

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