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Economia trentina in costante ripresa, ma non secondo le aspettative. Bene manifatturiero, giù estrattivo e costruzioni

Il fatturato complessivo nel terzo trimestre è del +1,8%. Riprende a crescere l'occupazione, anche se in misura moderata. Giovanni Bort: "Le prospettive per i prossimi mesi rimangono orientate al mantenimento degli attuali livelli di crescita, se non a un ulteriore lieve rafforzamento"

Di Luca Andreazza - 04 dicembre 2017 - 12:12

TRENTO. Un'economia in ripresa continua e costante, ma sotto le aspettative. Questo il quadro fotografato dalla Camera di commercio di Trento per il terzo trimestre del 2017.

 

"Le prospettive per i prossimi mesi – spiega Giovanni Bort, presidente della Camera di commercio di Trento – rimangono orientate al mantenimento degli attuali livelli di crescita, se non a un ulteriore lieve rafforzamento. Il dato sugli ordinativi particolarmente favorevole così come il perdurante ottimo andamento delle esportazioni contribuiscono al sostegno dell’economia del territorio. La lieve ripresa del livello occupazionale, poi, porta a intravvedere il consolidamento di un percorso di ripresa, certo ancora lungo da percorrere, ma che ci fa ben sperare circa la sua solidità e costanza".

 

In base ai risultati dell’indagine, il fatturato complessivo realizzato dalle imprese esaminate aumenta dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

La domanda interna evidenzia segnali contrastanti e analoghi a quelli rilevati nei tre mesi antecedenti: prosegue l’ottima evoluzione delle vendite in Italia, ma solo fuori provincia (+6,4%), perché sul territorio locale si connotano ancora una volta per una lieve contrazione (-1,3%). Il dato sul fatturato estero permane invece decisamente favorevole (+5,8%).

 

I settori che si caratterizzano per una variazione marcatamente positiva del fatturato su base tendenziale sono il manifatturiero (+6,1%) e i trasporti (+5,1%), sostenuti dall’ottima evoluzione delle esportazioni.

I comparti del commercio all’ingrosso (+1,7%) e dei servizi alle imprese (+3,0%) si connotano per una dinamica positiva, ma più contenuta. Mentre il commercio al dettaglio si mantiene sui livelli dell'anno scorso (-0,4%) da imputarsi all'andamento non brillante della domanda locale.

 

Costruzioni (-8,7%) e soprattutto il settore estrattivo (-16,0%) evidenziano una dinamica decisamente negativa. Si tratta di due settori che da alcuni anni sono in una situazione di criticità che ha assunto natura strutturale, pur evidenziando segnali intermittenti di dinamismo.

 

L’occupazione riprende a crescere, seppur moderatamente (+0,5%). Alle variazioni positive dei settori del manifatturiero, dei trasporti e dei servizi alle imprese, si contrappongono le contrazioni rilevate presso l’estrattivo, le costruzioni e, più debolmente, il commercio.

Permane negativo, anche se in lieve miglioramento, l’andamento occupazionale nelle unità di più piccola dimensione (fino a 10 addetti), mentre tra le medie (tra 11 e 50) e, soprattutto, le grandi imprese (oltre 50) gli addetti risultano essere in aumento.

 

Nel periodo esaminato, la variazione tendenziale della consistenza degli ordinativi risulta essere decisamente positiva (+7,7%) e, pur con intensità diverse, trasversale a buona parte dei settori esaminati.

 

I giudizi degli imprenditori sulla redditività e sulla situazione economica dell’azienda evidenziano una situazione in ulteriore sensibile miglioramento, rispetto a quella già piuttosto positiva evidenziata nei periodi precedenti, e ritornano sostanzialmente sui livelli ante-crisi.

 

"Il sistema produttivo trentino – commenta Daniele Marini docente al Dipartimento di scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell’Università di Padova – si caratterizza per viaggiare a ‘diverse velocità’; le imprese che guardano ai mercati esteri mostrano una crociera più sostenuta, mentre chi si muove solo sul mercato domestico arranca. In questo senso servono iniziative ‘strabiche’ ovvero che, nello stesso tempo, aiutino le imprese più leste a proseguire nella loro corsa, e sollecitino le altre a intraprendere un cammino all’insegna dell’innovazione che le aiuti a ricominciare a correre”.

 

Il comparto manifatturiero evidenzia in questo terzo trimestre dei risultati decisamente positivi e in linea con quelli rilevati nella prima parte dell’anno. Il fatturato aumenta su base tendenziale del 6,1%, sostenuto da tutte le componenti della domanda: locale (+5,4%), nazionale (+4,5%) e estera (+7,8%). Anche l’occupazione risulta in aumento, con un tasso di crescita che si rafforza rispetto a quello dei precedenti trimestri (+1,9%). In una prospettiva futura questa fase positiva sembra destinata a perdurare, perlomeno nel medio periodo, in considerazione del dato ancora sensibilmente favorevole degli ordinativi (+8,1%) e dei giudizi positivi degli imprenditori sulla situazione economica delle loro aziende. Le performance più brillanti, tra i sotto-settori, sono realizzate dal tessile-vestiario e dalla chimica-gomma-plastica, con aumenti superiori al 10%.

Il risultati economici evidenziati dal settore estrattivo sono, anche in questo terzo trimestre del 2017, all’insegna di un deciso peggioramento, che segue una fase più positiva e dinamica rilevata tra il 2016 e i primi mesi dell’anno in corso. Il fatturato si caratterizza per una contrazione marcata del 16% che risente sia della caduta delle vendite locali sia, soprattutto, delle vendite estere, mentre tengono quelle in Italia ma fuori provincia. Continua, inoltre, a ridimensionarsi l’occupazione, che evidenzia una riduzione rispetto allo stesso trimestre del 2016 del 2,4%. 

Il comparto edile, dopo alcuni segnali di dinamismo evidenziati nei mesi centrali del 2016, appare nuovamente ritornato in una situazione di maggiore criticità. Il fatturato diminuisce su base tendenziale dell’8,7%, contrazione che è determinata dalla diminuzione dei ricavi delle vendite sia in provincia (-8,4%) sia nel resto del territorio nazionale (-10,2%). Permane in sensibile contrazione anche l’occupazione (-1,4%), che non accenna alcun segnale di inversione di tendenza in senso positivo. L’unica nota favorevole nel trimestre è legata alla ripresa degli ordinativi (+5,5%), un dato che peraltro non si concilia con il sentiment attuale e in prospettiva degli imprenditori del settore, che rimane orientato al pessimismo.  

Il commercio all’ingrosso evidenzia, nel terzo trimestre, un moderato aumento del fatturato su base tendenziale (+1,7%); si tratta di una variazione più contenuta rispetto a quelle rilevate nella prima metà dell’anno, ma comunque indicativa del permanere di una situazione favorevole per il settore. In questo periodo si contraggono i ricavi conseguiti in provincia e all’estero, mentre crescono sensibilmente quelli realizzati nel resto del territorio nazionale. L’ingrosso alimentare presenta una crescita del fatturato del 2,8%, mentre quello non alimentare dell’1,2%. La variazione occupazionale, invece, dopo la crescita registrata nel primo semestre, si contrae leggermente nel periodo in esame (-0,5%). Il commercio al dettaglio presenta invece dei risultati economici leggermente negativi, che risentono della debole contrazione della domanda locale, con una variazione dei ricavi delle vendite pari a -0,4%. Anche nel trimestre corrente si rileva una sensibile contrazione del fatturato relativo al commercio dei veicoli, mentre risultano in aumento le vendite di prodotti alimentari e di altri prodotti non alimentari. L’occupazione, infine, si caratterizza per una moderata contrazione (-1,3%). 

Il settore dei trasporti evidenzia, sul piano dell’evoluzione del fatturato, una variazione in deciso aumento (+5,1%) che segue quelle positive fatte rilevare nei trimestri precedenti. Tale risultato è determinato dal buon andamento della domanda nazionale (+5,9%) ed estera (+7,3%), mentre la domanda locale risulta stagnante (+0,3%). L’occupazione inoltre continua a presentare un andamento sensibilmente positivo (+3,9%), per il quinto trimestre consecutivo. 

Il settore dei servizi alle imprese e del terziario avanzato si caratterizza per un cambiamento di tendenza in senso positivo, dopo un paio di trimestri caratterizzati da una moderata riduzione su base tendenziale del fatturato. I ricavi delle vendite crescono, infatti, del 3% grazie al contributo sia della componente locale (+3,7%), sia di quella nazionale (+3,5%). Dopo il rallentamento del precedente periodo, il dato sull’occupazione ritorna a crescere, seppur debolmente (+0,7%). 

Il fatturato delle imprese artigiane cresce complessivamente del 2,4% rispetto all’analogo trimestre dello scorso anno. L’evoluzione dei ricavi delle vendite è il risultato da un lato dell’andamento sostanzialmente stagnante della domanda locale (+0,3%), che per le imprese del settore costituisce la componente più rilevante, mentre dall’altro aumenta sensibilmente la domanda nazionale, ma fuori provincia, che cresce del 15,6%. Ancora poco significativo l’apporto delle esportazioni, che risultano comunque in moderato aumento.

 

Le valutazioni delle imprese sull’andamento dei prezzi di vendita dei propri prodotti o servizi, rispetto allo stesso trimestre del 2016, hanno evidenziato un’elevata concentrazione di risposte su due opzioni: stazionari (69,9%) e in crescita moderata (19,7%).

 

Il 3,4% si posiziona su una crescita sostenuta ed il rimanente 7% sulla diminuzione dei prezzi di vendita. In particolare, si segnala che rispetto ai trimestri dello scorso anno si riscontra una maggior percentuale di risposte orientate alla stazionarietà dei prezzi di vendita.

 

I settori in cui prevalgono nettamente i giudizi di crescita sono quelli del commercio, all’ingrosso e al dettaglio e del manifatturiero, mentre l’estrattivo e i trasporti evidenziano una prevalenza di risposte che indicano una stazionarietà dei prezzi. Con riguardo ai prezzi delle materie prime, invece, i giudizi retrospettivi si concentrano sulle due opzioni di stazionarietà (51%) e di crescita moderata (38,2%).

 

Anche in questo terzo trimestre del 2017 prevalgono quindi le indicazioni di stabilità, anche se l’opzione di crescita moderata è in aumento rispetto ai periodi precedenti. Per quanto concerne infine la valutazione sul costo del lavoro, sempre rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, prevale l’opzione di stazionarietà (62%) seguita da quella di crescita moderata (30,8%) e da quella di crescita sostenuta (4,6%). 

 

L’economia internazionale continua a crescere a ritmi stabili. Per il periodo gennaio-settembre i dati del Central Plan Bureau sul commercio mondiale mostrano un incremento del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. Il risultato deriva dal buon andamento degli scambi sia delle economie avanzate (+3,2%) che delle economie emergenti (+6,1%).

 

Secondo le stime preliminari, nel terzo trimestre 2017 l’economia Usa ha registrato una lieve decelerazione: il tasso di variazione congiunturale del Pil è stato pari a +0,7% (un decimo di punto in meno rispetto al trimestre precedente). In questa fase tutte le componenti della domanda hanno fornito un contributo positivo e il tasso di disoccupazione è in diminuzione.

 

Nell’area euro prosegue invece la fase di crescita seppure in presenza di una leggera decelerazione (+0,6% la stima preliminare del Pil relativa al terzo trimestre); ancora in discesa il tasso di disoccupazione (8,9% a settembre). Prosegue l’orientamento positivo degli indicatori anticipatori del ciclo economico.

 

Nelle ultime settimane le prospettive di crescita per il 2017 delle economie emergenti e in via di sviluppo sono state riviste in aumento di 0,1 punti percentuali. Una correzione deriva in particolare dai risultati superiori alle attese conseguiti dall’economia cinese (6,8% la crescita del Pil stimata per l’anno in corso). Le attese circa la capacità delle autorità di Pechino di mantenere attivo il mix di politiche espansive messe in atto nell’ultimo periodo, mantengono alte le stime anche per il 2018. 

 

L’inflazione si conferma in discesa: in ottobre in base alle stime preliminari, l’indice dei prezzi al consumo (Nic) registra un aumento tendenziale dell’1,0%, in riduzione di un decimo di punto rispetto a settembre.

 

A fronte di contenute spinte al rialzo per le componenti maggiormente volatili (energia e alimentari non lavorati), il rallentamento è imputabile principalmente alle pressioni al ribasso in alcune voci dei servizi. Le aspettative degli operatori per i prossimi mesi sono di un’inflazione leggermente più dinamica.

 

In particolare, in ottobre le imprese della manifattura che producono beni destinati al consumo hanno rivisto al rialzo le attese per i loro prezzi di vendita, con un aumento del saldo destagionalizzato tra chi dichiara intenzioni di rincari e diminuzioni nei listini; questo saldo ha raggiunto il valore più alto degli ultimi quattro anni. Anche tra i consumatori si delineano attese di maggiore dinamicità

 

 

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