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Provincia, novità sull'Icef: tolta la franchigia alla prima casa e maggiori tutele al lavoro femminile

Per l’abitazione principale è stata tolta la franchigia salvo che per le abitazioni cosiddette di lusso. Viene aumentata la tutela delle donne lavoratrici, portando a 3 mila euro la deduzione forfettaria prevista 

Pubblicato il - 20 luglio 2018 - 19:31

TRENTO. Novità da parte della Provincia per quanto riguarda la disciplina dell'Icef. Con una deliberazione proposta dall'assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, sono state introdotte alcune significative modificazioni che vanno nella direzione di una maggiore equità.

 

"Abbiamo voluto - spiega l'assessore Zeni - tutelare maggiormente le proprietà immobiliari, sia dell’abitazione principale dalla quale è stata tolta la franchigia salvo che per le abitazioni cosiddette di lusso, sia di altri beni immobili, inoltre vengono sostenute le donne lavoratrici aumentando la deduzione forfettaria, rimuovendo in questo modo uno dei possibili ostacoli al lavoro femminile e anche alle persone ultra sessantacinquenni che vivono da sole viene assicurato un trattamento più favorevole. Infine sono stati introdotti alcuni correttivi per cercare di recuperare parte del potere d’acquisto eroso dalla svalutazione monetaria"

 

Una delle principale modifiche riguarda la valutazione della casa. Con la nuova disciplina, come già detto,  non verrà più valutata l’abitazione di residenza, ad esclusione delle abitazioni di lusso, classificate in categoria A1, A8 e A9, perché si ritiene che l’abitazione principale ove risiede il nucleo familiare - in quanto bene essenziale per la vita di individui e famiglie - vada sempre escluso dalla valutazione economico/patrimoniale, salvo il caso in cui l’abitazione sia di lusso per la quale continua a valere la franchigia di 150.000 euro.

 

E' stata introdotta una franchigia di euro 20 mila euro sulle proprietà e gli altri diritti reali su beni immobili diversi dall’abitazione di residenza e l’esclusione dalla valutazione delle quote di comproprietà di beni immobili inferiori al 5%; è stata abrogata inoltre la norma secondo cui si esclude dalla valutazione la nuda proprietà di maggior valore; viene aumentata la tutela delle donne lavoratrici, portando a 3 mila euro la deduzione forfettaria prevista ed in questo modo si rimuove uno dei possibili ostacoli, rappresentato dalla perdita delle agevolazioni pubbliche in conseguenza di un aumento del reddito familiare prodotto da un maggiore impegno lavorativo della componente femminile del nucleo familiare.

 

Tra i nuovi interventi vi è poi anche l'adeguamento del reddito di riferimento all’inflazione nella misura dell’1%, innalzandolo da 50.000 a 50.500 euro, come già previsto in materia di edilizia pubblica; si tratta di una misura che intende riportare all’effettivo potere di acquisto i valori monetari dei redditi; viene inserito nella Disciplina ICEF la puntuale definizione delle “spese assistenziali”, annoverando fra le stesse quelle per i servizi assistenziali in residenza, l’assistenza domiciliare e in centri diurni; per anziani ultra 65-enni che vivono da soli viene aumentata da 1 a 1,2 per tutte le politiche la scala di equivalenza; per l’assegno unico e per l’assegno di cura l’aumento si applica previa intesa con l'INPS; d'intesa con le organizzazioni sindacali, il comitato di esperti ICEF sarà integrato da un loro rappresentante.

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