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Turismo, Bolzano in testa e Trento insegue. Trentino al top per 'cortesia' e ambiente

La differenza in termini di Pil turistico tra Bolzano e Trento è di 6.319 euro pro capite.  Bolzano e Rimini, Venezia e Trento occupano le prime piazze per grado di attrattività turistica nel rapporto tra presenze turistiche e abitanti

Di Luca Andreazza - 04 gennaio 2018 - 13:33

TRENTO. La differenza in termini di Pil turistico tra Bolzano e Trento è di 6.319 euro pro capite. Questo quanto emerge dagli studi di Unioncamere nel settore turismo. L'Alto Adige e Bolzano restano leader indiscussi della graduatoria: il valore aggiunto pro capite, cioè la ricchezza creata dal comparto per singolo residente, si attesta a 16.312 euro. Il Trentino mostra un andamento superiore alla media nazionale, ma insegue al quinto posto a 9.993 euro.

 

Una differenza in parte spiegata dalla diversa strutturazione del turismo tra Alto Adige e Trentino. I primi dispongono di alberghi e posti letto, oltre a prezzi e relativi margini più elevati, mentre i secondi presentano un'incidenza maggiore di seconde case a uso turistico. Questo significa che Trento si trova a inseguire Bolzano di circa 2 miliardi di euro in termini di Pil turistico.

 

Nel 2015, ultimo aggiornamento Istat disponibile, le presenze turistiche hanno sfiorato i 400 milioni: il 16% in Veneto, quindi Trentino Alto Adige, Toscana, LombardiaEmilia-Romagna.

 

Un quadro che evidenzia come il valore assoluto delle presenze turistiche sia fortemente condizionato dalla dimensione delle regioni. Per calcolare allora un indice in grado di approssimare la capacità dei territori di attrarre flussi turistici, Unioncamere è ricorsa a rapportare il numero delle presenze per gli abitanti di ciascuna regione.

 

In questa graduatoria il Trentino Alto Adige balza così in testa: per ogni abitante ci sono quasi 43 presenze turistiche, quindi al secondo posto la Valle d’Aosta che precede il Veneto. Toscana e Emilia-Romagna chiudono i quartieri nobili della classifica.

 

Nel dettaglio, Venezia è la prima città italiana per numero di presenze in valore assoluto, mentre Bolzano (56,2) e Rimini (45), Venezia (40,1) e Trento (29,8) occupano le prime piazze per grado di attrattività turistica nel rapporto tra presenze turistiche e abitanti.

 

Il report di Unioncamere mette in luce un dato considerato sorprendente, cioè che le aree turistiche per area geografica evidenziano uno scarso apporto delle regioni meridionali nell'offerta turistica tricolore. Questo a dispetto della proposta del Sud Italia. E qui entrerebbe in gioco il valore del 'sommerso', quell’attività che gli operatori non dichiarano per ragioni fiscali o per altro motivo, e nella difficoltà di rilevare il movimento dei turisti nelle abitazioni in proprietà o affitto (le seconde case).

La parzialità della fotografia scattata dall’Istat viene evidenziata anche dai dati della Banca d’Italia, che realizza un’indagine campionaria sui flussi di turismo internazionale che interessano l’Italia, rilevando le caratteristiche dell’intervistato.

 

Banca d’Italia evidenzia che i pernottamenti degli stranieri in Italia nel 2015 sono stati 334,4 milioni invece dei 192,6 milioni rilevati dall’Istat. A sottolineare come misurare il turismo sia un'operazione difficile

 

Il numero delle presenze straniere in Italia nel corso del 2016 è aumentato del 3,8%, la spesa turistica generata dagli stranieri in Italia è cresciuta del 2,3%. Lombardia, Lazio, Veneto e Toscana le aree dove si concentra maggiormente la spesa degli stranieri, complessivamente le quattro regioni raccolgono oltre il 60% del fatturato del turismo internazionale in Italia.

Tra i mercati più interessanti spiccano quello cinese, con una spesa per turista superiore ai 1.500 euro, quello statunitense e quello russo.

I dati Banca d’Italia offrono anche una valutazione qualitativa dell’esperienza fatta dal turista straniero in Italia, complessivamente il voto è buono, 8,4. I valori più alti riguardano l’arte e la cucina, entrambi con 8,7 in pagella, i giudizi meno positivi riguardano i prezzi (6,9) e le informazioni e i servizi per i turisti (7,8). Per 'cortesia' si distingue in positivo il Trentino Alto Adige.

Il Lazio è, invece, nettamente primo per la qualità dell’offerta culturale e artistica, Sardegna, Campania e Trentino Alto Adige per quella ambientale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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