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Cgil e Cisl: ''Diffidiamo Anffas del Trentino a procedere con l’annunciata disdetta del contratto provinciale. E' una dichiarazione di guerra a lavoratori e sindacati''

I segretari Diaspro e Pallanch: "Una scelta così congegnata nei tempi e nei modi, non consento alcuna possibilità al sindacato di poter entrare nel merito delle questioni e avviare un confronto serio e rispettoso dei molteplici interessi in gioco, servizi per persone particolarmente fragili da salvaguardare, circa 600 lavoratrici e lavoratori, risorse pubbliche e tariffe degli affidamenti"

Pubblicato il - 25 ottobre 2019 - 12:54

TRENTO. "L’annuncio della disdetta del contratto provinciale integrativo di Anffas Trentino è una chiara dichiarazione di guerra a lavoratori e sindacati". Così Luigi Diaspro, segretario della Fp Cgil, e Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, che aggiungono: "Una scelta così congegnata nei tempi, una disdetta annunciata a 7 giorni dai termini previsti, e nei modi, che non consento al sindacato di poter entrare nel merito delle questioni rappresentate e avviare un confronto serio e rispettoso dei molteplici interessi in gioco, servizi per persone particolarmente fragili da salvaguardare, circa 600 lavoratrici e lavoratori professionalmente preparati e competenti, risorse pubbliche e tariffe degli affidamenti".

 

Tempi e modi che non piacciono a Cgil e Cisl. "Non comprendiamo - aggiungono le parti sociali - come si possa pretendere di aprire un tavolo, come dice il presidente Enderle, praticamente con la pistola puntata alla tempia. Evidenziamo inoltre di cattivo gusto rivendicare da parte di qualche sindacato il rispetto dei contratti mai sottoscritti”.

 

Tanti i dubbi dei sindacati. "Il frettoloso prospetto - proseguono Diaspro e Pallanch - di conti che non tornerebbero per costi imprevisti o erroneamente non previsti, come l'Irap, ma anche le spese per il personale in aumento esponenziale, non possono in alcun modo essere assunti come elemento di una seria interlocuzione sindacale: vogliamo entrare nel merito delle questioni, e per fare ciò si deve bloccare immediatamente qualsiasi ipotesi di disdetta unilaterale del contratto integrativo provinciale per avviare un percorso chiaro e trasparente, per una analisi compiuta della situazione aziendale, dei contributi provinciali, delle tariffe, delle scelte organizzative e assunzionali".

 

L'obiettivo è fermare la disdetta per trovare una quadra prima che sia troppo tardi. "Siamo già di fronte alla disdetta del contratto nazionale sottoscritto da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, effettuata da parte di Anffas nazionale nello scorso settembre, un accordo appena rinnovato grazie ad un lavoro enorme delle parti, datoriali e sindacali, cui hanno contribuito anche nostri delegati delle categorie. Le conseguenze sono tutte da valutare e si pretende di aggiungere l’ulteriore prospettiva di un taglio pesante di retribuzioni spacciandolo come inevitabile conseguenza della disdetta nazionale. Appare evidente e di cattivo gusto rivendicare da parte di qualche sindacato il rispetto di contratti mai sottoscritti. E’ una scelta autonoma e distinta che va rivista, non c'è alcun obbligo di agire in tal senso".

 

I sindacati chiedono un intervento della politica. "L’assessora Segnana e il dirigente Ruscitti - continuano Diaspro e Pallanch - che ci hanno ricevuto tempestivamente questa mattina, hanno riferito che c’è stato un incontro con Anffas nei giorni scorsi nel corso del quale sono stati affrontati alcuni temi, quali i costi gestionali: sarebbe in corso un approfondimento per trovare soluzioni, ma c'è stato alcun accenno alla disdetta del contratto provinciale. Assessora e dirigente, recependo le nostre preoccupazioni, hanno preannunciato una verifica dei bilanci dell'ente e dei nuovi servizi dalla stessa richiesti, condividendo con le parti sociali l’esigenza di una discussione con tempi adeguati".

 

I sindacati non intendono arretrare. "Diffidiamo Anffas Trentino a procedere con l’annunciata disdetta del contratto provinciale e preannunciamo a nostra volta la convocazione di assemblee nei luoghi di lavoro per valutare le forma di mobilitazione opportune per contrastare qualsiasi misura che possa incidere sulle condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori che già nel recente passato hanno subito tagli pesanti delle retribuzioni", concludono Diaspro e Pallanch. 

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