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| 17 dic 2019 | 15:05

La Cisl Fp: ''Derogare anche nel 2020 gli effetti della legge Madia e avviare il piano di stabilizzazione. Il comparto pubblico merita più rispetto dalla Provincia''

Il sindacato sostiene la necessità di un ragionamento che la Provincia deve affrontare, ma che non si può limitare solo al polo roveretano, così come ai dipendenti di Muse e del museo di San Michele all'Adige. E' tutto il settore pubblico in sofferenza. Pallanch: "Se il Trentino si trova ai vertici nelle classifica per qualità della vita è anche merito dei servizi che le lavoratrici e i lavoratori quotidianamente assicurano"

di Cisl Fp, spazio autogestito

TRENTO. "La situazione è tanto critica, quanto grave: la Provincia deve prevedere un piano serio di stabilizzazioni. Un'ipotesi che non sembra essere all'ordine del giorno in piazza Dante: nella manovra finanziaria non c'è una progettualità". Così Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, che parte dal 20% dei dipendenti precari che rischia di uscire dal Mart ma allarga l'orizzonte: "Tutta la macchina del comparto pubblico è destinata a finire in difficoltà se non si agisce. E' necessario verificare il rispetto del protocollo sottoscritto nel 2018".

 

Il sindacato sostiene la necessità di un ragionamento che la Provincia deve affrontare, ma che non si può limitare solo al polo roveretano, così come ai dipendenti di Muse e del museo di San Michele all'Adige. E' tutto il settore pubblico in sofferenza

 

"La situazione del Mart - aggiunge Pallanch - è estremamente importante, ma purtroppo non è un caso isolato. E' necessario inserire un emendamento in finanziaria per derogare anche nel 2020 gli effetti della legge Madia. Ma il piano deve riguardare tutto il comparto pubblico, dalle Apsp ai Comuni, dalle Comunità di valle alla Provincia stessa. Sono troppe le partite aperte e che la Giunta non affronta, serve maggiore responsabilità da parte dell'ente pubblico".

 

La stabilizzazioni dei precari non comporterebbe, poi, una spesa aggiuntiva per piazza Dante. "I dipendenti che verrebbero assunti restano nell'attuale inquadramento economico. Si tratta di gratificare e valorizzare il capitale umano - conclude Pallanch - così come di far valere competenze e conoscenze maturate in anni di servizio: se il Trentino si trova ai vertici nelle classifica per qualità della vita è anche merito dei servizi che le lavoratrici e i lavoratori quotidianamente assicurano".

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