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Lavoratori pubblici, quasi 2 mila in piazza per il rinnovo del contratto: ''La Giunta ha fatto grandi promesse ma è tutto fermo''

Sono in tantissime le persone che hanno risposto all'appello dei sindacati Cgil, Cisl e Uil di scendere in piazza per chiedere il rinnovo del contratto. Cartelli, striscioni e bandiere hanno invaso piazza Dante. Già nei giorni scorsi i sindacalisti avevano spiegato la necessità di “fatti e non promesse” e di stanziamenti certi e in linea con quanto si sta facendo a livello nazionale e nel vicino Alto Adige

Di Luca Andreazza, Giuseppe Fin - 22 novembre 2019 - 10:52

TRENTO. Bandiere in mano, cartelli, striscioni e la voglia di far valere quello che gli spetta. Sono quasi 2 mila  i lavoratori del settore pubblico trentino che questa mattina hanno risposto all'appello da parte delle sigle sindacali di scendere in piazza. Numerose anche le persone provenienti dalle valli che sono arrivate a Trento organizzandosi con auto comuni e pullman organizzati dai sindacati e poi aumentati e far fronte alla grande partecipazione.

Al centro della manifestazione il rinnovo del contratto che riguarda circa 23 mila pubblici dipendenti della Pat, Comuni e Comunità di Valle, Apsp, Sanità e Ricerca, il cui solo rinnovo contrattuale costa circa 40 milioni.  

“Chi di dovere deve capire il valore delle persone oltre che dei servizi” ha spiegato il sindacalista della Cisl Fp Giuseppe Pallanch in piazza assieme ad altri per manifestare. Nei giorni scorsi vi è stato l'esito negativo dell'incontro tra i sindacati, Cgil Cisl Uil, e il presidente Fugatti. Non si è riusciti a sciogliere nessuno dei nodi sul tavolo portando quindi alla conferma della manifestazione che si sta tenendo proprio in queste ore. 

 

Tra le urla dei manifestati le parole “contratto, contratto” ma anche “affacciati, affacciati” rivolto evidentemente al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti.  Già nei giorni scorsi i sindacalisti avevano spiegato la necessità di “fatti e non promesse” e di stanziamenti certi e in linea con quanto si sta facendo a livello nazionale e nel vicino Alto Adige, per dare risposte e continuità al contratto rinnovato dopo otto anni di blocco.

 
A parlare di “Pazienza finita” è invece il segretario del Funzione Pubblica della Cgil, Luigi Diaspro che spiega: “Questa è la risposta di lavoratrici e lavoratori. Se si ritiene che l'ultimo rinnovo dopo 8 anni  di blocco sia sufficiente, si sbagliano. Quello è solo il primo atto di ripartenza di un sistema fortemente penalizzato”. Per il sindacalista della Cgil occorre continuare un percorso per valorizzare le persone. “A livello nazionale 2,7 miliardi, in Alto Adige +4,8%, solo trentino in controtendenza. Non solo rinnovo – spiega Diaspro - c'è anche il tema della stabilizzazione dei precari, patrimonio che lavora da anni è nell'incertezza.  Non dimentichiamo l'ordinamento professionale. Si devono distribuire risorse bloccate, servono risposte. Se così non fosse siamo pronti a mobilitazioni ancora più incisive”. 

A lanciare l'allarme di come il comparto sia allo stremo delle forze è invece la segretaria della Uil Fp, Marcella Tomasi.  “La Giunta – spiega  - ha annunciato grandi riforme, ma il comparto è allo estremo delle forze. Non si sono aggiornati organici, il personale è poco a fronte di più servizi e etá media alta”. “Servono risorse per i contratti e risposte: che intenzioni hanno per  le gestione associate? Per l'Apsp e Spazio argento?” si chiede la sindacalista. 

 

Sono cinque i motivi per la protesta identificati da Nursing Up. “Un argomento in comune con confederali – spiega il coordinatore Cesare Hoffer – che è il rinnovo contrattuale. Chiediamo che nella finanziaria vengano messe risorse. Il nazionale è più avanti del trentino. Poi chiediamo assunzioni di infermieri, almeno 50 unità, perché l'organico è in perenne emergenza. E ancora chiusura vecchio contratto, serve un progetto di valorizzazione del personale sanitario”.

Tra le richieste vi è poi un parco macchine adeguato per poter lavorare. “Molti professionisti – spiega Hoffer - sono costretti a utilizzare il proprio mezzo per garantire le attività come per le altre categorie del pubblico impiego”. La richiesta è quella poi di un tavolo tecnico in assessorato per parlare delle questioni sanitarie. “Fino ad oggi non abbiamo avuto riscontri e siamo stanchi di non essere ascoltati”.

 

L'intera manifestazione dei sindacati si terrà in piazza Dante. Nessuna assemblea quindi nella sala della Cooperazione, troppo piccola per così tante persone. 

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