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Coronavirus, ecco come cambia il mercato immobiliare: tagli medi di superficie utile non inferiori a 90 metri quadri e più attenzione a giardini e balconi

I criteri di scelta dell'acquirente potrebbero cambiare dopo l'esperienza in lockdown, ma il comparto potrebbe ricorrere a maggior trasparenza nei vari procedimenti. L’attuale crisi da emergenza Covid-19 comporterà ripercussioni in tutti i settori economici, compreso quello delle compravendite immobiliari

Pubblicato il - 21 maggio 2020 - 12:03

BOLZANO. L’attuale crisi da emergenza Covid-19 comporterà ripercussioni in tutti i settori economici, compreso quello delle compravendite immobiliari. I criteri di scelta dell'acquirente potrebbero cambiare dopo l'esperienza in lockdown dei cittadini, ma anche un ricorso a maggior trasparenza nei vari procedimenti. 

 

Cambiano parametri e criteri per scegliere un edificio, in particolare quello residenziale. A causa del lockdown tra smart working e prolungata chiusura negli spazi domestici, le esigenze abitative potrebbero essere riviste. "Gli analisti - spiega Giorgio Rossi, presidente dell'Ordine degli ingegneri - riportano che presumibilmente si passerà a tagli medi di superficie utile non inferiore a 90 metri quadri. Verrà ulteriormente valorizzata la presenza di terrazze o giardino. Viene inoltre ipotizzata una riduzione delle transazioni e un leggero calo dei prezzi sul breve periodo".

 

Un comparto chiamato a delineare un futuro che potrebbe essere diverso. Le compravendite di fine 2019 e inizio 2020 si riferiscono a un mercato pre-crisi coronavirus e transazioni che si sono verificate in condizioni "normali". "La relativa validità - aggiunge il presidente dell'Ordine degli ingegneri - deve essere valutata con prudenza, preferendo i valori minimi. A queste criticità si somma la cronica assenza di trasparenza nel mercato delle offerte immobiliari per la disomogeneità degli operatori nel calcolo delle superfici commerciali e per la difficoltà all’accesso dei prezzi di compravendita".

 

Le stime immobiliari sono valutazioni complesse che vengono sintetizzate in un prezzo espresso in euro per metro quadrato moltiplicato per una superficie commerciale. "Si tratta di parametri semplici e intuitivi per tutti - prosegue Rossi - ma spesso ingannevoli in quanto il calcolo delle superfici non è uniforme. Così inevitabilmente i prezzi unitari spesso non sono confrontabili, con differenze, per lo stesso immobile, del 5-10%. E’ indispensabile l’emanazione di un provvedimento legislativo o di una linea guida che prevedano calcoli uniformi".

 

Un altro elemento di incertezza delle valutazioni immobiliari è determinato dalla rilevazione dei prezzi delle transazioni recenti già avvenute. "In base alle teorie estimative i prezzi di mercato devono essere rilevati dai contratti e non dalle 'quotazioni'. Purtroppo l’Italia e anche la nostra provincia è caratterizzata dall’opacità all’accesso dei prezzi da compravendite". 

 

Un contributo decisivo alla trasparenza dei prezzi, soprattutto nel prossimo futuro post Covid-19, potrebbe darlo la Giunta provinciale autorizzando gli uffici del libro fondiario a rendere accessibili al pubblico i contratti di compravendita recenti. "In questo senso l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Bolzano, unitamente ai Consigli degli architetti, dei geometri, degli agronomi/forestali e dei periti industriali è impegnato in una campagna di sensibilizzazione. La visibilità del mercato - conclude Rossi - ha una finalità sociale e economica rilevante anche per l'acquirente. E' necessario sviluppare un mercato immobiliare trasparente, con prezzi di vendita equilibrati e sostenibili".

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