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Coronavirus, la Cisl Fp boccia il piano della Pat sui premi al personale sanitario: ''Lavoratori umiliati. Ricorriamo al Tar''

Il sindacato di via  Degasperi prende decisamente le distanze dal piano della Provincia  per il riconoscimento degli sforzi profusi in questi mesi difficilissimi per la gestione dell'epidemia Covid-19. Pallanch: "I veri angeli per questa Giunta sono i dirigenti di vertice che per gli obiettivi prefissati ricevono i premi e anche un aumento di stipendio con forma retroattiva"

Pubblicato il - 25 maggio 2020 - 18:06

TRENTO. "La Giunta provinciale non solo ha stanziato poche risorse ma la platea dei beneficiari è ridotta". La Cisl Fp boccia il piano di piazza Dante per il riconoscimento al personale sanitario dei premi in questa emergenza coronavirus. "Sono eroi a parole, ma i lavoratori della sanità e delle Rsa sono stati umiliati. E' un atto unilaterale della Provincia, che non vuole trovare un accordo sindacale".

 

Il sindacato di via Degasperi prende decisamente le distanze dal piano della Provincia  per il riconoscimento degli sforzi profusi in questi mesi difficilissimi per la gestione dell'epidemia Covid-19. "La strategia è chiara e inaccettabile - dicono il segretario Giuseppe Pallanch e Silvano Parzian, responsabile per il settore - viene presa in considerazione solo una parte del personale sanitario e le risorse sono assolutamente insufficienti: un premio di 5 euro all'ora lordi per un periodo di tempo ulteriormente molto limitato".

 

Non tutti gli operatori in prima linea in questa quasi tre mesi sono considerati nel calcolo finale della misura. "Troppi gli  esclusi  Provincia inoltre agisce tramite delibera - aggiunge la Cisl Fp - quindi non c'è una trattativa e confronto ma una decisione unilaterale che non ci può trovare d'accordo: valutiamo l'intenzione è quella di ricorrere al Tar".

 

Praticamente esclusi moltissimi gli operatori delle case di riposo. "Nonostante l'enorme impegno - prosegue Pallanch - il riconoscimento viene garantito solo ai professionisti risultati positivi a Covid-19 e ricoverati in ospedale. Mentre gli altri a casa con la malattia non sono considerati. Ma sono troppi i settori rimasti esclusi dal premio in questa fase. In linea generale non è questo il riconoscimento che il personale si aspetta per quanto messo in campo con professionalità, dedizione e senso di responsabilità, nonostante le difficoltà emerse nella gestione dell'emergenza tra linee guida incerte, assenza di Dpi e tamponi che non sono stati fatti".

 

Sul tavolo ci sono 15 milioni. "E non un euro in più. Prima la Provincia stralcia in modo unilaterale un accordo già stipulato - evidenzia la Cisl Fp - soldi che spettano al comparto sanità e che nel resto d'Italia sono già stati versati, quindi dirottano queste risorse in un'altra misura che non comprende tutte le figure. Non c'è impegno per riconoscere la straordinarietà del momento: vengono elogiati a parole ma nei fatti la considerazione è davvero scarsa. Ci sono più pesi e più misure e questo non è accettabile. I veri angeli per questa Giunta sono i dirigenti di vertice che per gli obiettivi prefissati ricevono i premi e anche un aumento di stipendio con forma retroattiva".

 

Tante le criticità emerse nel corso del vertice tra parti sociali e Pat. "L'esecutivo  ha elaborato un piano assolutamente esclusivo: addirittura gli autisti soccorritori ed è incredibile e troppi infermieri e professionisti sanitari, oss e altre professionalità nei reparti sono tagliati fuori in questa fase. Manca poi il congedo straordinario per lo stress lavorativo, non vengono considerati i settori delle case di cura e le strutture socio-sanitarie private. E ancora non ci sono risorse sufficienti: impossibile raggiungere un accordo con questi criteri, la manovra è completamente iniqua. Ci riserviamo ogni azione necessaria per tutelare i nostri lavoratori e valuteremo in ricorso al Tar, E' necessario che la Provincia riveda la posizione assunta", conclude  Pallanch.

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