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| 26 apr 2020 | 12:10

Coronavirus, la crisi mette in ginocchio le grandi catene. H&M chiuderà 7 negozi in Italia: coinvolti 145 lavoratori

Milano, Udine e Vicenza, sono queste principalmente le zone nelle quali l'azienda ha deciso di chiudere nei prossimi mesi alcuni negozi. La scelta, ha spiegato la casa madre,  si ritiene indispensabile la continuità degli altri 172 punti vendita

di Redazione

TRENTO. La crisi che sta colpendo il nostro Paese a causa  dal coronavirus sta mettendo in ginocchio numerose catene anche di grandi dimensioni costrette nei prossimi mesi a chiudere diversi punti vendita.

 

E' il caso dell'azienda H&M che, come ha spiegato in una nota la UilTucs nazionale, ha deciso di chiudere 7 punti vendita avviando un confronto con i sindacati sul futuro occupazionale dei lavoratori che perderanno il lavoro.

 

Durante il confronto, l’azienda ha comunicato alle organizzazioni sindacali le tempistiche di chiusura dei seguenti punti vendita:

 

I primi 3 punti vendita che non riapriranno dopo la fase da Covid 19 sono 2 a Milano e 1 a Udine
- I negozi di Milano che non riapriranno sono quelli di Corso Buenos Aires e quello di via Torino per un totale di 70 unità operanti

- Il punto vendita di Udine comprende 14 unità operanti

 

• Gli altri punti vendita interessati da una chiusura prevista tra agosto e novembre sono i seguenti:
Grosseto, chiusura prevista 9 agosto 18 unità operanti
Gorizia chiusura prevista 8 novembre 12 unità operanti

 

• Per 2 punti vendita di Vicenza centro 16 unità operanti e Bassano, sempre in provincia di Vicenza 18 unità operanti, le chiusure sono previste tra agosto e novembre.

 

Il totale le persone coinvolte dalla chiusura dei punti vendita sono 145: 39 part time, 62 full time, 10 tempi determinati e 34 lavoratori a chiamata per i quali la UilTucs aveva già contestato l’utilizzo improprio della tipologia stessa.

 

“A detta dell’azienda – hanno spiegato i sindacati - la decisione di chiudere i 7 punti vendita H&M è stata assunta dalla casa madre svedese, affermando che tale scelta si ritiene indispensabile la continuità degli altri 172 punti vendita. Tale dichiarazione evidenzia che i suddetti negozi erano già soggetti a verifica senza aver mai informato le organizzazioni sindacali, pertanto, la UilTucs ritiene irresponsabile l’atteggiamento assunto dai vertici aziendali”.

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