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Coronavirus, solo l'1% delle imprese trentine ha avuto accesso al credito. I sindacati: ''L'assessore Spinelli acceleri le procedure invece di cercare altri colpevoli''

Gli aiuti della legge RipresaTrentino stentano ad arrivare e questo in molti casi potrebbe seriamente mettere a rischio la salvaguardia dell'occupazione trentina. Ad oggi su 500 milioni di prestiti agevolati ne sono stati erogati 26 milioni, per 500 domande accolte su oltre 4.500 domande

Di gf - 26 maggio 2020 - 18:22

TRENTO. Molte aziende hanno le casse vuote. La pandemia ha messo in ginocchio l'economia e ad oggi il progetto lanciato con la legge “RipresaTrentino” e messo in campo dalla Provincia sembra aver portato ancora pochi risultati. Le aspettative di moltissime aziende sono state disattese e la cassa integrazione non può essere la soluzione permanente di un problema.

 

Dopo due mesi solo l’1% delle imprese ha avuto accesso al credito agevolato” hanno spiegato Cgil, Cisl e Uil. Un numero bassissimo di aiuti rispetto una platea molto grande che ancora attende risposte da un alto dalla Provincia e dall'altro dalle banche. “Più che dare la colpa gli istituti bancari l’assessore Spinelli acceleri le procedure e dia ossigeno alle aziende” hanno continuano i sindacati.

 

Se i prestiti agevolati alle imprese trentine non sono ancora arrivati, affermano Cgil, Cisl e Uil, non è solo colpa della lentezza con cui gli istituti di credito stanno trattando le varie pratiche.

 

“Sarebbe opportuno che l’assessore Spinelli prima di cercare all’esterno responsabilità guardi in casa propria: a due mesi dal varo della legge RipresaTrentino solo l’1% delle 50mila aziende trentine fino ad oggi ha potuto accedere concretamente alla liquidità prevista. Decisamente poco – continuano i sindacati - se è questa una delle misure con cui salvaguardare anche l’occupazione trentina cui l’assessore a parole dice di tenere tanto. Ora servono i fatti”.

 

Il plafond di 500 milioni di euro non è il solo tema. Occorre fare in modo innanzitutto che quelle risorse arrivino nelle casse delle aziende. “Con i bilanci in affanno e senza liquidità molta aziende faranno fatica a mantenere i livelli occupazionali – insistono i sindacalisti -. La cassa integrazione non può essere una soluzione e ha comunque un termine. Al Trentino servono imprese in grado di operare sul mercato e creare lavoro”.

 

C'è poi la questione banche e di come le procedure stiano andando ancora a rilento. I risultati fino ad oggi ottenuti sono stati giudicati deludenti dalle parti sindacali. “Negli istituti di credito ci sono stati ritardi ed è indubbio. La lentezza però non è attribuibile solo alle banche. Ad oggi su 500 milioni di prestiti agevolati ne sono stati erogati 26 milioni, per 500 domande accolte su oltre 4.500 domande. Un bilancio un po’ deludente. Ci auguriamo che l’assessore perda meno tempo a cercare le colpe altrui e individui le criticità del sistema provinciale per trovare soluzioni”.

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