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Sciopero della scuola: 'Trattati come il fanalino di coda nell'elenco delle priorità. Questa ripartenza diventi un’occasione per riprogettare l'apparato''

Lunedì tutti i sindacati aderiscono alla protesta contro la gestione nazionale e locale del mondo scolastico. Mazzacca: ''Occorre un investimento sul sistema scuola, ma purtroppo i segnali che arrivano non sono per nulla incoraggianti''

Pubblicato il - 05 giugno 2020 - 16:43

TRENTO. Sciopero fissato per lunedì 8 giugno. Il mondo della scuola protesta per la confusione che sta vivendo schiacciato tra nazionale e provinciale e sempre più abbandonato a sé stesso. ''La scuola è stata lasciata ai margini, lo era prima di questa pandemia e ha continuato ad esserlo durante - spiega Cinzia Mazzacca segretaria della Flc del Trentino -. Il personale ha continuato a lavorare per garantire la continuità didattica mettendo al centro del proprio interesse gli studenti”. Un impegno non riconosciuto per il sindacato perché “ancora una volta la scuola resta il fanalino di coda nell’elenco delle priorità nazionali e locali”.

 

Per una ripartenza vera, invece, servono risorse per mettere in sicurezza le infrastrutture e permettere ad insegnanti, studenti e a tutto il personale scolastico di operare con garanzie precise. Servono risorse per potenziare gli organici. Servono risorse per l’intero sistema scuola. Risorse che secondo i sindacati mancano. “Fino ad oggi abbiamo sentito solo parole”. E’ per questa ragione che lunedì tutto il personale della scuola a carattere statale sarà in sciopero in tutta Italia. La mobilitazione è stata indetta unitariamente da tutte le sigle sindacali, cioè Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil scuola, Gilda e Satos (in Trentino). “Questo è uno sciopero per la scuola – prosegue Mazzacca -. Occorre un investimento sul sistema scuola, ma purtroppo i segnali che arrivano non sono per nulla incoraggianti”.

 

Guardando alla situazione locale la segretaria ha manifestato ancora perplessità per le scelte operate dalla Provincia su scuola dell’infanzia. “Si sono definiti i protocolli che garantiscono adeguata sicurezza per la salute di bambini e personale, ma non basta scrivere le regole sulla carta. Queste regole vanno fatte vivere dentro la scuola, attraverso chi fa la scuola”. E in vista degli esami di maturità ha sottolineato la contraddizione di una Provincia che adotta il protocollo nazionale, ma si rifiuta di stanziare risorse specifiche per sanificare gli spazi scolastici.

 

Dunque il nodo organici e spazi. “Non si può pensare di ripartire se manca il personale o con classi sovraffollate”. E ancora il tema dei bambini e dei ragazzi con i bisogni educativi speciali. “Le risorse per l’inserimento dei bambini e degli studenti fragili, con Bes, si scrivono nelle determine e poi non ci si preoccupa se effettivamente sono state utilizzate, nei fatti si tagliano fuori dalla scuola”, ha denunciato Mazzacca. La scuola dunque ha bisogno di concretezza, non ha bisogno di proclami né di promesse scritte sull’acqua. “Questa ripartenza può diventare un’occasione per riprogettare la scuola, in Trentino e nel resto del Paese. Chiediamo questo con la nostra protesta”.

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