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| 11 giu 2020 | 17:59

Zara pronta a chiudere 1.200 negozi e ad investire sull'e-commerce: pronti 2,5 miliardi per vincere la sfida del digitale

Per la prima volta nella sua storia il gruppo Inditex ha fatto registrare un trimestre negativo registrando nel mondo una perdita di 409 milioni di euro con ricavi in calo del 44%. Ora è tempo di correre ai ripari

di Redazione

MILANO. Zara chiuderà 1.200 negozi nel mondo. La crisi economica causata dal coronavirus sta colpendo tutti e anche il colosso spagnolo è costretto a ridurre il suo potenziale di vendita in presenza trasferendo parte del mercato sull'online. I lockdown avvenuti in tutto il mondo (e che tuttora sono in atto in varie parti del pianeta) infatti hanno accelerato quei processi, già in atto in ogni campo, di trasferimento sul digitale di molte attività. E sopratutto la vendita ha visto modificarsi in poche settimane, in ogni nazione, modelli di business ben consolidati facendo strada ai servizi delivery e di consegna a domicilio.  

 

E così anche il colosso spagnolo Inditex, proprietaria dei marchi Zara, Bershka, Pull & Bear e Massimo Dutti, sarebbe in procinto di chiudere principalmente i negozi più piccoli, soprattutto in Asia e in Europa. La notizia è rimbalzata su tutte le testate internazionali (QUI IL GUARDIAN) e sta mettendo in agitazione oltre alle migliaia di commessi che vi lavorano anche fan e clienti affezionati ma i dati non mentono: nel primo trimestre di quest'anno Inditex avrebbe registrato una perdita di 409 milioni di euro con ricavi in calo del 44%.

 

Avendo appena passato il primo trimestre negativo (e molto negativo) da quando il gruppo è quotato in Borsa la proprietà ha deciso di chiudere 1200 negozi per passare dagli attuali 7.500 a 6.700/6.900 punti vendita, (è in programma, infatti, anche l'apertura di altri 450 negozi). Dall'altro lato l'intenzione è quella di potenziare l'e-commerce, già cresciuta del 50% rispetto all'anno scorso nel corso del trimestre e del 95% rispetto all'aprile 2019. Inditex ha già programmato investimenti, in questo senso, per 2,5 miliardi di euro per migliorare la vendita online (un miliardo) e per trasformare i negozi in centri di distribuzione della merce.

 

L'obiettivo è arrivare a coprire il 25% del fatturato con le vendite online entro il 2022.

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