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Arriva l'Assegno unico, alzata la soglia del reddito minimo e sostegno più 'robusto' alle famiglie numerose. Olivi: "Welfare rivoluzionario"

Tra le novità anche il sostegno ai soggetti deboli per un anno, l'innalzamento dell'età per la concessione dell'assegno regionale ai figli unici anche oltre i 7 anni oggi previsti e per l'affitto della casa. Alessandro Olivi: "Un nuovo welfare di comunità all'insegna di universalità, equità, efficienza"

 

Di Luca Andreazza - 16 giugno 2017 - 19:37

TRENTO. "In Trentino la protezione sociale è 'vera' e la nostra Provincia promuove nel contempo un welfare che stimola i beneficiari nell'attivarsi per migliorare la propria condizione", queste le parole dell'assessore Alessandro Olivi per spiegare il significato dell'Assegno unico provinciale, che entrerà in vigore dall'1 gennaio 2018, per il quale l'amministrazione stanzia circa 75 milioni di euro

 

"L'intenzione - aggiunge l'assessore - è quella di aiutare chi si aiuta", l'Assegno unico infatti è il nuovo strumento di contrasto alla povertà messo a servizio, secondo le stime, di circa 40 mila beneficiari tra persone fisiche e nuclei familiari.

 

L'Assegno unico trae origine dalle esperienze maturate in questi anni in Trentino e cerca di declinare le diverse forme di intervento pubblico messe a punto per il sostegno alle fasce deboli della popolazione e alle famiglie, senza dimenticare chi è colpito da una invalidità.

 

Questo strumento non è però una semplice sommatoria di vecchi strumenti: "E' una vera 'rivoluzione' nelle politiche di protezione sociale provinciali, all'insegna di universalità, equità, efficienza e semplificazione".

Gli ambiti di intervento sono quattro (contrasto alla povertà, sostegno alle famiglie, invalidità e casa) e tra le principali novità, è previsto il sostegno ai soggetti deboli per un anno contro gli attuali 4 mesi prorogabili a 8 e l'innalzamento dell'età per la concessione dell'assegno regionale ai figli unici anche oltre i 7 anni oggi previsti. Anche la quota di sostegno al reddito per l'affitto della casa entrerà a far parte del nucleo dell'Assegno unico.

 

Oltre a questo il dispositivo intende innalzare la soglia dell'Icef per il reddito minimo da 0,13 a 0,15 (equivalenti a 7.500 euro annui) per ricomprendere anche tutti i soggetti che hanno percepito qualche reddito da attività lavorativa, ma rischia comunque di scivolare sotto la soglia di povertà, mentre un sistema di calcolo progressivo permetterà di sostenere in maniera più 'robusta' le famiglie numerose (premio natalità per il terzo figlio). 

"Il percorso è tracciato - conclude Olivi - e con il prossimo anno il nuovo strumento entrerà a regime. Quello che il Trentino sta facendo è un grande investimento in innovazione sociale, migliorando la qualità, l'inclusività e l’equità del proprio welfare: questo progetto prevede la redistribuzione dei pesi nei diversi interventi, da un lato per venire incontro ai nuovi bisogni e affrontare le nuove marginalità, dall'altro però anche per premiare chi si impegna concretamente a migliorare la propria condizione, attivandosi per la ricerca di un lavoro o per il miglioramento della propria condizione occupazionale. Questo si tradurrà necessariamente in un più forte 'patto' fra i beneficiari delle misure di welfare e la comunità".

 

Un altro dei vantaggio garantita dall'introduzione dell'Assegnazione unico è la semplificazione degli oneri burocratico-amministrativi, ma anche il fatto che i potenziali beneficiari di politiche sociali incontrano difficoltà nell'accedere alle varie misure, quanto più queste sono frammentate e numerose: ora sarà sufficiente un'unica domanda e un'unica procedura di valutazione

 

Miglioramenti sono attesi anche sul versante dell'appropriatezza: l'erogazione di servizi in forma gratuita o semi-gratuita favorisce spesso una domanda che non risulta poi associata ad una regolare fruizione dei servizi. Il ricorso a buoni spesa, associato alla possibilità di un loro utilizzo per l'accesso a servizi  di vario genere (dal trasporto alunni ai corsi di formazione) può consentire al pubblico di organizzare i servizi in base all’effettiva domanda e ai cittadini di utilizzare le risorse per soddisfare le loro priorità di consumo.

 

Un altro punto forte dell'Assegno unico è quello della verificabilità: un sistema coordinato e unitario, gestito da un’unica procedura amministrativa, consente un monitoraggio migliore, anche di come le condizioni possano cambiare nel tempo. Solo in questo modo risulta possibile programmare e verificare nella maniera più puntuale e efficace politiche sociali altrimenti frammentate.

 

Una decisione che incontra il parere favorevole dei sindacati: "L'avvio del nuovo Assegno unico - spiega Franco Ianeselli, segretario della Cgil del Trentino - è un passaggio importante per il welfare trentino, che ci conferma una comunità d'avanguardia in materia di innovazione sociale. Siamo soddisfatti che il percorso sia partito, ma il confronto è ancora aperto su alcuni punti dal nostro punto di vista particolarmente significativi".

 

Questa razionalizzazione delle misure di sostegno sarà in grado di dare risposte ad un'ampia fascia della comunità: "E' necessario - aggiunge il segretario - proseguire la discussione sul piano del sostegno alle famiglie, anche quelle con un solo figlio e quelle famiglie di lavoratori poveri: c'è infatti una crescente fascia di persone che pur lavorando vivono in situazione di marginalità economica".

 

I sindacati evidenziano infatti che il nuovo Assegno unico ha un impianto molto condivisibile, ma sono anche convinti che possa essere ulteriormente migliorato: "Le detrazioni - dice il sindacato confederato - per l'addizionale Irpef per le famiglie devono confluire nell'Assegno unico per garantire maggiore equità".

 

Sullo sfondo resta invece il legame tra questo strumento, i servizi di conciliazione lavoro-famiglia e le politiche attive del lavoro. "Dal nostro punto di vista - conclude Ianeselli - il sostegno al ceto medio deve essere accompagnato dalla disponibilità di servizi: per chi vive in situazioni di esclusione sociale è indispensabile che il sostegno al reddito sia legato agli interventi di inserimento lavorativo e di incentivo all'occupazione".

 

 

 

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