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Le imprese femminili crescono anche in Trentino, ma meno che in Italia e nel Nord Est

Da un punto di vista settoriale, il 21,3% delle imprese femminili si concentra nel commercio, il 20,5% nell’agricoltura e il 16,7% nel turismo. Nei primi sei mesi di quest’anno sono state registrate 370 cessazioni a fonte di 378 iscrizioni di imprese guidate da donne, con un saldo positivo di 8 unità

Di Luca Andreazza - 16 agosto 2017 - 19:09

TRENTO. Un dato in chiaro-scuro quello registrato dalle imprese femminili in Trentino. Se da un lato queste attività  sono meno rispetto al dato nazionale (21,8%) e del Nord Est (20,1%), dall'altro lato mostrano una spiccata dinamicità e in poco più di cinque anni sono aumentate di 417 unità per un tasso di crescita del 4,8% a fronte di un calo dello 0,5% che ha interessato lo stock delle imprese provinciali.

 

Al 30 giugno 2017 le imprese femminili iscritte al Registro delle imprese della Camera di Commercio di Trento sono 9.185 attività, pari al 17,8% delle 51.505 operanti in provincia; un valore inferiore sia al dato nazionale (21,8%), che a quello del Nord Est (20,1%).

 

Da un punto di vista settoriale, il 21,3% delle imprese femminili si concentra nel commercio, il 20,5% nell’agricoltura e il 16,7% nel turismo. Nei primi sei mesi di quest’anno sono state registrate 370 cessazioni a fonte di 378 iscrizioni di imprese guidate da donne, con un saldo positivo di 8 unità.

 

Il tasso di femminilizzazione del tessuto produttivo locale, vale a dire la quota di imprese femminili sul totale delle aziende attive nei diversi ambiti economici, segna un valore molto elevato negli 'altri settori' (49,1%). In particolare nei servizi alla persona, compresi in questa categoria, le imprese guidate da donne rappresentano oltre il 71% del totale e nell’ambito della sanità e dell’assistenza sociale – anch’esso compreso nella voce 'altri settori' – coprono oltre il 41% del totale delle imprese. Nel turismo, infine, la concentrazione di imprese femminili raggiunge quasi il 30%.

 

Tra le caratteristiche del sistema produttivo al femminile emerge una più diffusa presenza di imprese giovanili e straniere. Circa il 13% delle imprese femminili è guidato da under 35 (1.203 in valore assoluto), a fronte del 9,1% registrato sullo stock delle 51.505 imprese provinciali. Le imprese straniere sono, invece, il 9,3% del totale delle imprese guidate da donne (854 unità) a fronte del 6,9% registrato a livello complessivo.

 

Con riferimento all’universo delle imprese artigiane, quelle femminili a fine giugno sono risultate essere 1.743, pari al 19% delle attività economiche a conduzione femminile presenti in provincia. Sono in gran parte imprenditrici che hanno costituito una ditta individuale (nell’85,5% dei casi) e che svolgono la loro attività prevalentemente nel settore dei servizi alla persona e in particolare nei saloni di parrucchiere e negli istituti di bellezza.

 

Per quanto riguarda la forma giuridica, il 66,7% di questo tipo di iniziativa economica è costituito da imprese individuali, il 16,9% da società di persone, il 14,5% da società di capitale e il restante 1,8% da altre forme organizzative, soprattutto cooperative.

 

Nonostante si tratti di imprese di piccole e piccolissime dimensioni, le attività economiche a conduzione femminile danno un importante contributo all’occupazione provinciale. Sono, infatti, quasi 26 mila gli addetti, intesi come l’insieme dei dipendenti e dei coadiuvanti famigliari, a operare all’interno di queste aziende.


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