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Settore ortofrutticolo, in Trentino si punta nei prossimi anni a raggiungere 800 ettari di biologico

E' stato presentato il primo bilancio di sostenibilità di Apot. Nelle coltivazioni il 65% dei principi attivi usati nei fitofarmaci è ammesso nel biologico 

Di gf - 06 July 2017 - 18:12

TRENTO. Un settore ortofrutticolo che cerca di guardare avanti per rimanere sul mercato impegnandosi sempre più nella produzione biologica e nella sostenibilità ambientale ed economica. Questa la fotografia fatta dal primo bilancio di sostenibilità della frutticoltura trentina  realizzato da Apot, la cooperativa trentina che rappresenta circa il 90% del settore frutticolo trentino attraverso i consorzi Melinda, La Trentina, Valli Trentine , Società Frutticoltori Aldeno e la Cooperativa Copag.

 

 

Il documento è stato redatto da un gruppo di lavoro appositamente strutturato all'interno di Apot, con l'ausilio e il confronto periodico con due audit , uno costituito da portatori d'interesse interni al sistema frutticolo e uno di esterni.

 

In Trentino ci sono 10.578 ettari coltivati e 7.765 frutticoltori con una superficie media di 1,4 ettari, distribuiti in 30.259 appezzamenti. Elementi, questi ultimi due, che condizionano moltissimo l'introduzione di tecniche nuove. Il 42% delle aziende del settore sono più piccole di 5 mila metri quadrati. 

 

Dal punto di vista anagrafico il 44% dei responsabili d'azienda ha un'età che va dai 40 ai 60 anni, il 41% ha più di 60 anni e solo il 15% ha meno di 40 anni.

 

Sono 1.600 i dipendenti del settore e in prevalenza donne. Dal punto di vista invece dell'occupazione stagionale, per circa il 90% straniera, dal 2012 al 2016 si è assistito ad un aumento di 2.680 unità, passando da 14.944 a 17.564 come totale della frutti-viticoltura trentina.

 

 

 

Risparmio idrico e immigrazione

 

L'acqua è un elemento che assume sempre più importanza nella vita della comunità e va usata con estrema attenzione. Lo sforzo profuso dai produttori e dalla pubblica amministrazione negli ultimi vent'anni circa, è stato quello di passare dagli impianti di irrigazione soprachioma a quelli nuovi a goccia. Questo ha permesso di risparmiare un terzo di questa risorsa. Tramite l'innovazione tecnologica la frutticoltura trentina oggi risparmia ogni anno circa il 30,6% dell'acqua. “Abbiamo firmato con la Libera Università di Bolzano – ha spiegato il direttore di Apot, Alessandro Dalpiaz- il proseguimento di un progetto per vedere cosa si può fare non soltanto per essere ancora più economici nell'uso di questa risorsa ma anche massimizzarne l'utilizzo”.

 

 

Smaltimento dei rifiuti

 

Da diversi anni è attivo un sistema che consente di raccogliere e smaltire in maniera totalmente corretta e economica tutti gli imballaggi che derivano dall'uso di fitosanitari. E' una responsabilità che l'ente pubblico mette in capo a chi produce il rifiuto. Nel 2016 ci sono stati 4,224 atti di corretto smaltimento che rappresentano il 100% del totale.

 

Fitosanitari

 

Il sistema trentino adotta il 100% di produzione integrata o di produzione biologica. Nell'ambito del sistema dei fitosanitari, le ultimi analisi indicato che il 65% è dato da principi attivi ammessi nel biologico. “Uno sforzo, questo, - ha psiegato Dalpiaz - per mutuare alcuni aspetti positivi del biologico e un po' alla volta integrarli nel sistema produttivo integrato”.

 

Biologico

 

Sono 400 gli ettari di frutticoltura in ambito biologico che sono presenti in Trentino. Grazie però a nuovi progetti, in porte già avviati anche da Melinda, il biologico potrà arrivare a nell'arco di 4 o 5 anni a 700 o 800 ettari, rappresentando quindi il 7 – 8% della superficie melicola del Trentino.

 

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