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Covid e aumento dei costi, Indal regge il mercato: ''L'olio di girasole è introvabile se non a prezzi triplicati ma ora situazione migliore rispetto a emergenza sanitaria''

Un settore, quello della cioccolata, in costante crescita fino al 2020, poi la diffusione di Covid e il lockdown hanno segnato una battuta d'arresto. Il socio e amministratore delegato di Indal Matteo Rossi: "Quei mesi difficili perché tra novembre e Pasqua facciamo il 50% del fatturato. Sono ancora molte incertezze ma teniamo perché proponiamo prodotti di qualità e siamo un'azienda solida e sana"

Di Luca Andreazza - 24 April 2022 - 21:34

TRENTO. "E' complicato far fronte alle spese: l'olio di girasole è introvabile oppure si acquista a prezzi che sono letteralmente triplicati". Queste le parole di Matteo Rossi, socio e amministratore delegato di Indal, realtà trentina molto conosciuta. "Ma rispetto alla crisi causata da Covid, la situazione è in questa fase molto più semplice, se possibile, da gestire".

 

Un settore, quello della cioccolata, in costante crescita fino al 2020, poi la diffusione di Covid e il lockdown hanno segnato un'improvvisa battuta d'arresto per l'intera filiera. "Sono stati mesi molto difficili e complessi - dice Rossi - perché le restrizioni così dure hanno interessato un periodo dell'anno particolarmente forte come quello di Pasqua prima, Natale e Capodanno poi: mesi che pesano per il 50% sul bilancio finale".

 

Nonostante Indal fosse inserita nella categoria alimentari dei codici Ateco, la scelta aziendale era stata di chiudere per qualche settimana. "Troppe incertezze - ricorda l'amministratore delegato di Indal - così abbiamo deciso di fermarci per salvaguardare il personale e per avere il tempo di organizzarsi nel modo migliore per la sicurezza nostra e della clientela. Avevamo messo in piedi la consegna a domicilio, più per rispondere alle esigenze dei consumatori e per proporre un servizio, che per le cifre. Siamo riusciti a reggere per la solidità della nostra realtà, una società molto sana e attenta alla sostenibilità".

 

Un periodo alle spalle per l'attività avviata nel 1967, riconosciuta "Bottega storica del Trentino", e c'è stata una buona ripartenza. "Naturalmente c'è stata molta attenzione nel rispetto delle regole ma le limitazioni nel corso delle settimane sono diventate meno stringenti e siamo potuti ritornare a lavorare a pieno ritmo. Quest'ultimo periodo di Pasqua - aggiunge Rossi - è stato molto positivo, le proposte commerciali e i nostri prodotti selezionati hanno riscosso molto interesse, così come le uova personalizzate realizzati ad hoc nel nostro laboratorio artigianale. Archiviato l'inverno, questa fase è caratterizzata dalla vendita di caramelle, biscotti e miele".

 

E' comunque un momento complesso per i settori produttivi. Non c'è stato il tempo di superare la crisi causata dall'emergenza Covid, che le imprese sono piombate nell'incertezza tra caro energia, il carburante schizzato alle stelle e la forte risalita dei costi delle materie prime. Una situazione resa ancora più difficile da interpretare con l'aggressione militare della Russia in Ucraina e le sanzioni imposte a Mosca dall'Occidente.

 

"L'aumento dell'energia sicuramente incide sulla salute di un'azienda - evidenzia l'ad di Indal - mentre fortunatamente i costi delle materie prime e dei prodotti già finiti come nocciole, mandorle, frutta secca o latte sono cresciuti ma non in modo sproporzionato, quindi i rincari possono essere gestiti e si riesce a compensare questa dinamica con un'organizzazione più attenta. A salire vertiginosamente sono stati gli imballaggi: un aumento esponenziale con un'incidenza del +200%. Un'analisi dettagliata degli impatti verrà fatta a giugno ma in via preliminare si può dire che siamo riusciti a far fronte a questa situazione. Inevitabilmente c'è stato un ritocco dei listini su alcuni prodotti e speriamo di poter ritornare a costi più bilanciati nei prossimi mesi".

 

Una fotografia del quadro economico che comporta le dovute riflessioni per mantenere un equilibrio tra ricavi e costi. Un'incognita è legata anche al cambiamento climatico, un problema per l'industria del cacao, molto prima dell'inizio della pandemia. Una materia che risente del clima troppo secco o troppo caldo per una pianta che non cresce ovunque.

 

"La sostenibilità è un fattore determinante per ogni settore e si deve trovare un equilibrio. Inoltre questo valore deve andare di pari passo con la filosofia aziendale. Dobbiamo concentrare gli sforzi per proseguire sulla strada intrapresa negli anni, un percorso che ci ha portato a diventare un punto di riferimento per il territorio: qualità elevata dei prodotti, anche nel gusto, e rispetto degli standard. E' necessario, infatti, tenere il timone ben saldo senza arretramenti perché questi valori ci consentono di restare competitivi e di conservare la nostra riconoscibilità sul mercato", conclude Rossi.

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