Decreto flussi bloccato e alloggi che non si trovano, mancano circa 3 mila stagionali con l'inverno alle porte: ''Ci sono difficoltà ma più richieste rispetto agli anni scorsi''
Dal caro energia all'inflazione, un'altra voce preoccupa impiantisti, ristoratori e albergatori: la carenza di stagionali. Il quadro complessivo sembra comunque migliore rispetto a un anno fa. Fontanari: "Si ragiona a un contratto integrativo a livello trentino". Battaiola: "Le azioni messe a terra funzionano e l'ipotesi di stretta sul reddito di cittadinanza spinge le persone a candidarsi". Ghezzi: "La situazione non è così critica come l'inverno scorso ma c'è comunque difficoltà"

TRENTO. Caro energia e inflazione preoccupano il mondo del turismo e un altro fronte aperto è quello dei lavoratori stagionali. Un altro inverno a tamponare la carenza, seppur in modo meno marcato rispetto all'estate. A ogni modo la stima è che ci si aggiri su un ammanco tra il 10% e il 15%, circa tra 2 e 3 mila addetti rispetto a un fabbisogno di oltre 30 mila unità tra impianti e hotel, bar e ristoranti.
"Il settore è sicuramente in difficoltà ma l'inverno è meno critico rispetto all'estate perché non si soffre la concorrenza della stazioni balneari", dice Marco Fonatanari, presidente dell'associazione ristoratori del Trentino, mentre Gianni Battaiola, presidente di Asat, aggiunge: "Manca qualche punto percentuale di carenza di stagionali, una difficoltà percepita in modo omogeneo in tutto il Trentino, una dinamica che riguarda anche le località più blasonate. E' un tema difficile da risolvere ma c'è un maggior arrivo di curriculum, c'è più offerta e la sensazione è che la paventata stretta sul reddito di cittadinanza da parte del governo spinga le persone a candidarsi in questo comparto".
Ancora attiva la piattaforma provinciale, frutto di un Protocollo di intesa siglato nel 2020, rinnovato nei suoi contenuti nel 2021, nato dalla collaborazione con Asat, Confesercenti, Confcommercio, Enti bilaterale del turismo, Cgil, Cisl e Uil. "Le azioni di matching intraprese a livello provinciale funzionano in questo momento anche se non si riesce a sopperire totalmente alle necessità: gli operatori sono ancora alla ricerca di personale", commenta Fontanari con Battaiola che prosegue: "Le campagne messe a terra sono certamente importanti, poi c'è da verificare l'effettiva qualità e corrispondenza ai profili ricercati ma questa è una fase successiva e si può capire solo dopo il periodo di prova".
Alla ricerca di addetti anche le società impianti. "La situazione rispetto a 12 mesi fa è migliore ma resta complessa sul fronte del reperimento dei lavoratori stagionali". Queste le parole di Valeria Ghezzi, presidente di Anef. "Il quadro non è così critico come l'inverno scorso ma c'è comunque una difficoltà, soprattutto nel trovare persone qualificate".
E' un'altra voce che preoccupa il comparto, una carenza che interessa tantissimi settori con focus sul turismo: le società impianti, gli esercizi ricettivi e quelli della ristorazione.
"Non c'è la corsa a lavorare sulle seggiovie - commenta Ghezzi - ma in generale si avverte ancora un po' di disaffezione verso tutte le professioni del turismo, anche se le richieste sono di più rispetto alle ultime stagioni. Il problema maggiore è quello di trovare le persone qualificate, come i 'patentati' che possono muovere gli impianti. Ci sono molti ruoli di esperienza, competenza e formazione che non si costruiscono in pochi giorni. A Trento poi per diventare un 'patentato' si deve superare un esame provinciale e non basta l'abilitazione da parte del direttore di esercizio. Non è una critica quanto un invito a organizzare più corsi e poter disporre di più abilitazioni per poter sopperire, per esempio, a questo fabbisogno. Si deve anche sperare che ci siano meno contagi rispetto agli anni scorsi per poter pianificare più serenamente la stagione".
Una "fuga dal turismo" rafforzata dall'emergenza Covid, dai lockdown e dalle limitazioni con i lavoratori hanno preferito poi ricollocarsi in altri ambiti. "Una situazione che ha causato un precariato incredibile anche nel nostro comparto per le forti incertezze nel garantire continuità lavorativa. Ora che la situazione si va via via normalizzando - evidenzia Fontanari - registriamo qualche timido segnale di persone che preferiscono ritornare a svolgere ruoli nell'ospitalità e nell'accoglienza ma non ancora abbastanza per poter completare gli organici".
Un nodo, soprattutto per quanto riguarda bar e ristoranti, è quello della busta paga legata poi alla necessità di lavorare durante le festività, il sabato e la domenica. "Un problema - aggiunge Fontanari - è quello del rinnovo del contratto a livello nazionale, gli accordi sono scaduti e si lavora in deroga: i tavoli di trattativa sono stati aperti ma serve ancora tempo".
In Trentino invece si pensa a un contratto integrativo "per migliorare le condizioni e le garanzie economiche", evidenzia Fontanari. "Tutte le azioni - aggiunge Battaiola - per attrarre lavoratori sono prioritarie. C'è sempre stato un occhio di riguardo, però ora l'attenzione è assoluta. C'è un gran bisogno di lavoratori, soprattutto capaci e con alta professionalità".
Recentemente rinnovato invece quello degli esercenti funiviari. I contratti solitamente partono dal 1 dicembre e terminano a fine maggio con la retribuzione mensile che di base e con gli accessori si aggira sui 1.800 euro/mese, un giorno di riposo a settimana e la possibilità di stabilizzazione a seconda delle disponibilità delle società impianti.
"Le paghe sono state alzate ma si riscontra ancora difficoltà - continua Ghezzi - oltre alla manodopera specializzata, si fatica un po' anche sul fronte degli stagionali ricorrenti. Ora abbiamo una carenza che si aggira intorno al 10% e speriamo di colmare questo gap per assicurare la massima qualità e la miglior efficienza sulle piste. Ora questa incertezza causa qualche problema di organizzazione ma ci faremo trovare pronti come sempre".
Il settore aspetta poi in tempi rapidi alcune disposizioni a livello nazionale, decisioni che potrebbero dare un ulteriore boccata di ossigeno, almeno dal punto di vista occupazionale. "Il decreto flussi è ancora bloccato, il permesso di soggiorno per lavoratori stranieri è invece stato prorogato fino al 31 dicembre ma è evidente che serve allungare questi termini per poter arrivare a marzo e aprile in modo sereno. Un'altra necessità è quella dei voucher: non per sostituire i contratti ma per avere una possibilità di integrare il personale nei momenti di maggiore pressione", prosegue Fontanari quindi Battaiola continua: "Speriamo che il decreto flussi possa arrivare in tempi idonei: le istruttorie richiedono un iter lungo. Solitamente questo tipo di recruitment viene attivato a febbraio per l'estate e per iniziare a pianificare l'inverno: deve essere approvato a breve per riuscire a intercettare e assumere il personale dall'est Europa".
Una criticità simile a quella estiva riguarda gli alloggi. Se gli alberghi rinunciano a qualche camera per far pernottare il personale, i titolari di bar e ristoranti cercano di appoggiare e accompagnare un lavoratore nella ricerca di un'abitazione. Attività non sempre semplice. "E' un grande problema - dice Fontanari - perché non si trova disponibilità. Attualmente non c'è una soluzione mentre si approfondisce l'ipotesi di recuperare qualche albergo dismesso o che non rientra più nei parametri per essere competitivo sul mercato. Serve, però, un'analisi e una valutazione strategica, oltre a costruire un apparato normativo: questa strada è interessante ma difficilmente può dare risultati nel brevissimo periodo".
Le incertezze non mancano ma c'è fiducia per la prossima stagione invernale. "Gli operatori si devono adattare perché ormai tutto è molto più complesso e ci sono sempre nuove sfide da affrontare ma la gente va in ferie e va al ristorante: l'Italia e il Trentino piacciono e serve ottimismo", conclude Fontanari.












