Guerra e caro energia, per l'Italia l'Fmi prevede un 2023 di recessione: Pil giù dello 0,2%. “Il peggio deve ancora arrivare”
Nel World Economic Outlook, il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso di quasi un punto percentuale le stime per il Pil italiano per il 2023, passate dal +0,7% di luglio al -0,2%. Per il 2022 invece la crescita del nostro Paese è vista al rialzo (3,2%, lo 0,2% in più rispetto a luglio), pareggiando quindi la Cina e superando Germania e Francia

TRENTO. “Il peggio deve ancora arrivare”. Sono queste le parole del capo-economista del Fondo monetario internazionale Pierre-Olivier Gourinchas dopo la pubblicazione del World Economic Outlook dell'Fmi, nel quale per il nostro Paese si prevede un 2023 di recessione. Gli esperti del Fondo hanno infatti rivisto al ribasso di quasi un punto percentuale le stime per il Pil italiano per il prossimo anno, passato dal +0,7% di luglio al -0,2%. Male anche la Germania, che dovrebbe registrare una contrazione del Prodotto interno lordo pari al -0,3%.
Al contrario aumentano invece le stime per l'anno corrente, con una crescita in Italia vista al rialzo al 3,2% (rispetto al 3% di luglio). Stime che pareggiano quindi quelle previste per la Cina, superando sia Germania che Francia (rispettivamente +1,5% e +2,5%). A livello globale, per il 2022 la crescita resta confermata al 3,2% mentre quella per il 2023 cala nuovamente al 2,7%.
Per quanto riguarda l'Eurozona la crescita è poi prevista al 3,1% nell'anno corrente (in rialzo dello 0,5% rispetto alle previsioni di luglio) mentre nel 2023 dovrebbe calare al +0,5%. Un effetto diretto sia della guerra in Ucraina, e del caro energia innescato dalla stretta russa sul gas, sia dalle politiche monetarie della Bce per cercare di contenere il livello dell'inflazione nel Vecchio continente.












