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La Cisl Fp: ''Preoccupati per ipotesi revisione della spesa nella sanità. La pubblica amministrazione trentina ai vertici in Italia ma abbiamo perso posizioni in Europa''

Il sindacato di via Degasperi ritorna a chiedere gli Stati generali della sanità per affrontare le tante questioni aperte e programmare un attento piano assunzionale. Giuseppe Pallanch (segretario della Cisl Fp): "Si devono mettere in campo scelte moderne e adeguate per valorizzare le competenze e gli sforzi di tutto il personale altamente formato"

Giuseppe Pallanch, Cisl Fp Trentino, spazio autogestito
Pubblicato il - 30 aprile 2022 - 19:59

TRENTO. "Apprendiamo con preoccupazione, dalla stampa, che si parla nuovamente di revisione della spesa nella sanità". A dirlo Giuseppe Pallanch, segretario generale della Cisl Fp. "L'emergenza Covid ha evidenziato la necessità di investire in questo settore: ci sono le risorse del Pnrr e tutti si attrezzano per sostenere un comparto strategico mentre il Trentino sembra andare nella direzione opposta".

 

Un nodo delicatissimo per il sindacato di via Degasperi è quello delle assunzioni. "Già da anni chiediamo alla Provincia di convocare gli Stati generali della sanità e assistenza socio-sanitaria, rafforzare la pianta organica di tutti i settori è urgente ma ci si deve basare su una pianificazione e su una programmazione puntuale e pluriennale: solo la chiarezza degli obiettivi e una valutazione approfondita dei fabbisogni possono rendere il lavoro nella sanità attrattivo". 

 

La Cisl rilancia la necessità di aprire un confronto per implementare soluzioni strutturali. "E' tempo di affrontare la riorganizzazione del comparto a 360 gradi. La pandemia Covid ha messo ancora di più in evidenza l'importanza di rivedere i parametri e fabbisogni e ci sono forti ritardi nell'affrontare le criticità ancora irrisolte".

 

Un settore oggi ancora più complesso perché le lavoratrici e i lavoratori devono affrontare sempre più casistiche e le cure di nuovi bisogni. "Si deve rivedere il modello organizzativo - aggiunge Pallanch - che non può essere solo quello aziendalista, interessato più a contenere i costi di gestione che alla qualità dell'ambiente di lavoro. Si devono mettere in campo scelte moderne e adeguate per valorizzare le competenze e gli sforzi di tutto il personale altamente formato. E' urgente che la Pat modifiche sblocchi ad esempio il numero degli infermieri che accedono alla scuola, attualmente le professionalità formate sono insufficienti a fronteggiare i pensionamenti e il sistema, come abbiamo più volte rilanciato e già andato in cortocircuito, ma non solo questo modello deve valere per tutte le professionalità sanitarie e non che operano nella sanità".

 

E' fondamentale, sostiene la Cisl, valorizzare in maniera adeguata e con normative aderenti all’evoluzione del settore, le professionalità che operano nel comparto attraverso l’implementazione degli strumenti e delle garanzie necessarie per un servizio che è in Trentino, per tradizioneaccessibileefficiente e di qualità.

 

"Non ci si può esclusivamente affidare al senso di responsabilità e alla passione dei nostri professionisti: questa è la ricetta per ridare dignità e attrattività alla sanità. La riorganizzazione - evidenzia la Cisl Fp - deve avvenire con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, le lavoratrici e i lavoratori in primis che sono in prima linea".

 

La Cisl Fp chiede un cambio di passo. "Gli operatori con grandi sforzi e volontà hanno sopperito alle mancanze organizzative, senza veder peraltro riconosciuti in forma strutturali salari adeguati, solo misure una tantum, ma questa superficialità non può proseguire senza soluzione: la richiesta è quella di aprire un tavolo provinciale, gli Stati generale della sanità, per affrontare in maniera fattiva tutte le questioni aperte e garantire un servizio estremamente importante. La pubblica amministrazione trentina si conferma ogni anno ai vertici d'Italia per qualità ma abbiamo perso posizioni in Europa e la visione deve essere quella di seguire un modello europeo. Questa ipotesi di tagliare risorse a questo comparto strategico non può che preoccupare perché il Trentino ha già da tempo imboccato, nel silenzio generale, la direzione opposta a quella delle risposte strutturali e moderne", conclude Pallanch.

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