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| 06 nov 2022 | 17:11

Lavoro in Trentino, calano le assunzioni nel terziario e cresce la precarietà, i sindacati: ''Preoccupati, l'incertezza avrà un impatto sulla stagione invernale''

L'anticipo nella raccolta della frutta nei mesi scorsi ha portato un boom delle assunzioni nel settore primario. Ora però i segnali che arrivano dal mercato preoccupano. “La tendenza al calo si sta consolidando e con molta probabilità vedremo un ulteriore ridimensionamento delle assunzioni" dicono Maurizio Zabbeni, Lorenzo Pomini e Walter Largher

di Redazione

TRENTO. Numeri stazionari oppure in leggero peggioramento. Ci sono purtroppo ancora nuvole sul mercato del lavoro trentino. Dopo i segnali di rallentamento registrati tra maggio e luglio, ad agosto si registra un’inversione di tendenza causata però solo da un fenomeno del tutto particolare, l’anticipo delle attività della raccolta della frutta, che anche a causa della terribile siccità di quest’anno, è partita molto presto fin dalle prime settimane di agosto.

 

Lo dimostrano i dati, contenuti nell’ultimo report di Agenzia del Lavoro, che fotografano nel settore primario un balzo di ben 3.218 posizioni lavorative in più rispetto ai primi otto mesi del 2021, mentre negli altri settori l’andamento delle assunzioni rispetto allo scorso anno è stabile (l’industria registra 21 assunzioni in più rispetto ad agosto 2021) o in peggioramento (nel terziario le assunzioni sono in calo del 2,6%).

 

I sindacati guardano con preoccupazione ai segnali di rallentamento. “La tendenza al calo si sta consolidando e con molta probabilità vedremo un ulteriore ridimensionamento delle assunzioni con i mesi di settembre e ottobre - dicono Maurizio Zabbeni, Lorenzo Pomini e Walter Largher -. Dopo la pausa estiva le aziende del manifatturiero hanno cominciato a fare i conti con l’aumento dei costi energetici e si stanno siglando accordi sulla cassa integrazione. Anche nel settore dei servizi c’è preoccupazione per l’impatto dei costi energetici e questa situazione di incertezza potrà avere un impatto sulle assunzioni stagionali per il turismo invernale”.

 

Da qui la richiesta dei sindacati di aprire subito un confronto per mitigare l’impatto del rallentamento economico sull’occupazione e quindi sui redditi delle famiglie già messe a dura prova dall’aumento del costo della vita. Anche perché continuano ad aumentare i contratti termine. “La costante crescita della precarietà è un altro fattore di grande preoccupazione. L’utilizzo dei contratti a termine, tra intermittente, somministrato e tempo determinato, continua a crescere. Nei primi otto mesi di quest’anno le assunzioni precarie hanno stabilito il record dell’87,2% di tutti i contratti attivati. A dimostrazione di questo incremento ci sono i numeri di assunzioni e cessazioni che fino ad agosto sono state rispettivamente 109 mila e 103 mila con un turn over sempre più alto. Tutto questo rischia di deprimere ulteriormente la capacità di spesa di lavoratori e lavoratrici. E’ dunque indispensabile agire subito sia sul piano delle politiche di sostegno al reddito adeguando gli strumenti di welfare provinciale all’inflazione sia agendo sull’integrazione all’assegno Naspi”. Allo stesso tempo Cgil Cisl Uil rilanciano ancora la necessità di aprire un tavolo provinciale sul caro bollette per individuare soluzioni condivise con le parti sociali.

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