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| 22 lug 2022 | 13:24

Nonostante pandemia e crisi, Bettega Legnami ha quadruplicato il fatturato. Da segheria ad acqua a impresa all'avanguardia, la storia dell'azienda del Primiero

Da segheria ad acqua dove i tronchi arrivavano su carri trainati da cavalli ad azienda all’avanguardia che segue la progettazione e la realizzazione di edifici in legno chiavi in mano. La storia di Bettega Legami raccontata sulle pagine di "Trentino Industriale", la rivista di Confindustria Trento

di Redazione

IMER. Da segheria ad acqua dove i tronchi arrivavano su carri trainati da cavalli ad azienda all’avanguardia che segue la progettazione e la realizzazione di edifici in legno chiavi in mano. Nonostante la pandemia e la crisi dei mercati, Bettega Legnami ha continuato a crescere quadruplicando il fatturato. Merito della filiera corta che permette maggiore flessibilità e competitività.

 

Questa la storia di Bettega Legnami, impresa con sede a Imer che opera nel settore dal 1950 quando il fondatore Giovanni Bettega costruì la prima segheria approvvigionandosi di abete e larice provenienti dalle foreste di Primiero, Vanoi e Val di Fiemme, per fornire segati di vario tipo a privati e aziende.

 

Nel 1996 la conduzione dell’azienda passa ai figli di Giovanni: Mario, Livio e Rocco. Questi, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie, implementano i processi produttivi migliorando ulteriormente l’efficienza e la qualità dei prodotti.

 

La terza generazione composta da Stefano, Maurizio, Gianni, Claudio, Michele e Matteo, i sei nipoti del fondatore, vede il suo ingresso nell’azienda nel 2008. Nello stesso periodo vengono raggiunti nuovi traguardi quali la costruzione della nuova segheria a Caoria, nella vicina Valle del Vanoi e l’acquisto del centro taglio della travatura a controllo numerico. Inoltre, la ditta ha iniziato a utilizzare i forni di essicazione e ha costituito al suo interno un ufficio tecnico preposto alla progettazione di coperture e di case in legno.

 

“La nostra – spiega Stefano Bettega, amministrazione delegato dell'azienda – è una delle poche aziende in Italia ad avere il controllo dell’intero processo produttivo. Questo ci permette di essere più flessibili in termini di tempo e più competitivi in termini di costi”. La filiera produttiva dell’azienda trova luogo nei 11mila m2 di superficie nella segheria di Caoria più altri 11mila a Imer dove vengono lavorati 22mila m2 di legname all’anno, destinati a un mercato di riferimento costituito per l’80% da Trentino e Veneto e per il restante 20% dal resto d’Italia.

 

La storia di Bettega Legami raccontata sulle pagine di "Trentino Industriale", la rivista di Confindustria Trento.

 

Vincenti perché locali

- Bettega Legami, nonostante la pandemia e la crisi dei mercati, ha continuato a crescere quadruplicando il fatturato. Merito della filiera corta che permette maggiore flessibilità e competitività -

 

Probabilmente Giovanni Bettega, quando nel 1950 aprì la sua segheria a Imer in Primiero, non immaginava che quell’attività sarebbe stata destinata a un grande successo imprenditoriale.

 

Da segheria ad acqua dove i tronchi arrivavano su carri trainati da cavalli ad azienda all’avanguardia che segue la progettazione e la realizzazione di edifici in legno chiavi in mano.

 

“Possiamo vantare una storia caratterizzata da una crescita costante – racconta Stefano Bettega, ad di Bettega Legnami, l’azienda di famiglia, con sede a Imer in Primiero, che gestisce insieme al fratello Maurizio e ai cugini Gianni, Claudio, Michele e Matteo. Da quando abbiamo ereditato l’impresa dai genitori, nonostante la crisi dei mercati e l’attuale pandemia, la nostra attività ha continuato a crescere costantemente quadruplicando il fatturato”.

 

Un successo da attribuire sicuramente agli investimenti in innovazione, ma anche soprattutto al fatto di vantare una filiera corta del legno avendo sia una segheria che una carpenteria che consentono maggiore libertà di azione, più efficienza e qualità.

 

“La nostra – spiega – è una delle poche aziende in Italia ad avere il controllo dell’intero processo produttivo. Questo ci permette di essere più flessibili in termini di tempo e più competitivi in termini di costi”. Dal taglio dei tronchi di abeti e larice delle foreste del Primiero, del Vanoi e delle Valli di Fiemme e Fassa, alla segagione nella segheria di Caoria fino all’essicazione e alla lavorazione di tavolati e travature nello stabilimento di Imer, l’azienda può controllare direttamente tutte le fasi di lavorazione della materia prima a garanzia della qualità del prodotto finale.

 

Nel 2008, con l’ingresso in azienda della terza generazione, quella di Stefano, inizia un nuovo business: la progettazione e la realizzazione di case in legno chiavi in mano. Sostenibile, leggero, antisismico, dall’elevata efficienza energetica, il legno viene sempre più frequentemente impiegato in edilizia per le sue innumerevoli qualità. Tra queste la velocità di realizzazione.

 

“Se infatti la costruzione di un’abitazione in mattoni – osserva Stefano – richiede come minimo un anno, una casa in pannelli X-Lam (pannello di legno massiccio multistrato) viene normalmente consegnata in sei mesi”. La filiera produttiva dell’azienda trova luogo nei 11mila m2 di superficie nella segheria di Caoria più altri 11mila a Imer dove vengono lavorati 22mila m2 di legname all’anno, destinati a un mercato di riferimento costituito per l’80% da Trentino e Veneto e per il restante 20% dal resto d’Italia.

 

Da sempre nelle aziende, il principale asset sono i collaboratori, un elemento strategico e fondamentale per garantire una crescita sostenibile nel tempo. Sul tema, lo sviluppo organico di Bettega Legnami dell’ultimo decennio è stato accompagnato da un importante aumento del numero di collaboratori, ad oggi arrivato a 30 unità comprensivo di soci e dipendenti.

 

La lungimiranza e la visione prospettica del business sono stati da sempre due elementi distintivi di Bettega Legnami. Valori che sono stati tramandati di generazione in generazione e che stanno alla base del prossimo importante progetto di raddoppio dei volumi di materiale segato grazie all’installazione di nuovi macchinari altamente specializzati e interconnessi digitalmente. Il tutto sempre con grande attenzione alla sostenibilità non solo economico-finanziaria, ma soprattutto sociale ed ambientale.

 

Il taglio avviene sempre tenendo conto di precisi criteri di gestione forestale e la produzione è improntata su un ciclo di economia circolare che prevede il recupero degli scarti che vengono poi riutilizzati all’interno dell’azienda o venduti alla locale società territoriale che gestisce due importanti impianti di teleriscaldamento fornendo così calore a migliaia di abitazioni del territorio del Primiero.

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