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''Una stangata che rischia di essere un colpo mortale per il turismo'', Salvini mostra i costi shock di un impianto di risalita in val Rendena

Dal 2018 a oggi si è passati dai 250 mila euro e dai 260 mila euro ai 400 mila del 2021. L'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha pubblicato i costi di un impianto di risalita nell'area di Madonna di Campiglio

Di L.A. - 27 gennaio 2022 - 17:19

TRENTO. "Siamo impegnati con senso di responsabilità per individuare il Capo dello Stato ma continuiamo a dare voce a famiglie, artigiani e imprese". A dirlo Matteo Salvini, leader della Lega. "Servono almeno 30 miliardi per fronteggiare i rincari delle bollette".

 

L'ex ministro dell'Interno ha, infatti, pubblicato i costi di un impianto di risalita nell'area di Madonna di Campiglio. Dal 2018 a oggi si è passati dai 250 mila euro e dai 260 mila euro ai 400 mila del 2021. "Una stangata che rischia di essere un colpo mortale per il settore - dice Salvini - giù duramente penalizzato dal calo del turismo per la crisi Covid".

I rincari delle bollette e gli aumenti legati al costo delle materie prime colpiscono diversi settori. Dal commercio al mondo del latte, dalla zootecnia al settore frutticolo e vinicolo, senza dimenticare i gestori delle piscine, sono diverse le grida d'allarme per una criticità che colpisce tutta la filiera: le categorie del Trentino sono già intervenute per chiedere a politica e istituzioni un aiuto, pena il collasso del sistema e la chiusura delle imprese, soprattutto le più piccole, quello del Caffè, con la Torrefazione Bontadi, e quello della pasta con l'azienda Felicetti, sono stati lanciati in maniera forte messaggi di Sos.

 

I costi dell'energia incidono, parecchio, anche nel comparto del turismo. E l'aumento dei prezzi preoccupano gli impiantisti: "''Calo del 20% ma la vera botta è la bolletta elettrica'' ha commentato a Il Dolomiti la presidente di Anef, Valeria Ghezzi, nel tracciare un bilancio della stagione invernale della ripartenza alla conclusione delle festività di Natale e Capodanno. "Solo per dicembre si ipotizza un +130% dei costi e visto il ricorso dei sistemi di innevamento programmato ci potrebbe essere la necessità di dover accendere un mutuo solo per far fronte a questa situazione. Non ci sono rischi chiusure ma appare evidente che questo aspetto si inserisce in un quadro già molto complesso. Un costo dirimente, ancora più del calo degli sciatori. E si lavorerà per trovare un equilibrio di bilanci anche se probabilmente serve un aiuto da parte delle istituzioni nazionali o locali" (Qui articolo).

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