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| 14 mag 2023 | 08:20

Condannato per tentata estorsione ma non adempie alle direttive antimafia, la Finanza sequestra ad un 56enne oltre 40 mila euro

Nel corso delle minuziose indagini finanziarie, le Fiamme Gialle veronesi hanno rilevato, tra l’altro, che il 56enne, dal 2015 al 2017, aveva percepito redditi superiori al limite imposto dalla norma di riferimento ed era divenuto proprietario, anche per eredità, di diversi immobili e terreni senza adempiere alle prescritte comunicazioni

di Redazione

VERONA. I finanzieri di Verona hanno proceduto al sequestro di oltre 40 mila euro nei confronti di un 56 enne, residente nella provincia scaligera, già condannato con sentenza irrevocabile dalla Corte d’appello di Reggio Calabria alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per il reato di tentata estorsione, continuato e in concorso.

 

Il decreto di sequestro preventivo - emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale Ordinario di Verona su richiesta della locale Procura della Repubblica – ha colpito l’uomo poiché non aveva provveduto a comunicare, come imposto dalla normativa antimafia, le variazioni patrimoniali che lo avevano interessato nel decennio successivo alla condanna.

 

Nel corso delle minuziose indagini finanziarie, le Fiamme Gialle veronesi hanno rilevato, tra l’altro, che il 56enne, dal 2015 al 2017, aveva percepito redditi superiori al limite imposto dalla norma di riferimento ed era divenuto proprietario, anche per eredità, di diversi immobili e terreni senza adempiere alle prescritte comunicazioni.

 

L’attuale normativa impone, infatti, alle persone condannate con sentenza definitiva per reati di particolare gravità - tra cui rientrano quelli per i quali l’uomo è stato condannato dalla Magistratura reggina con sentenza definitiva del 2007 - l’obbligo di comunicare, per dieci anni e entro trenta giorni dal fatto, tutte le variazioni nella entità e nella composizione del patrimonio, concernenti elementi di valore non inferiore a 10.329,14 euro. La mancata osservanza di tale obbligo di comunicazione è sanzionata penalmente con la reclusione da due a sei anni e la multa da 10.329 a 20.658 euro, nonché con la confisca dei beni ovvero di somme di denaro per un valore equivalente.

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