Caro energia, la Panarotta non apre gli impianti per l'inverno, il Comune e l'Apt: ''Un anno zero ma un'opportunità per riscoprire la montagna in chiave sostenibile''
Nelle scorse ore la società ha comunicato la decisione di non avviare gli impianti per la stagione invernale. Il direttore dell'Apt Valsugana, Stefano Ravelli: "Un'opportunità per riscoprire la montagna in chiave sostenibile in attesa della riapertura del prossimo anno". Il vice sindaco di Levico Terme, Patrick Arcais: "Scelta dolorosa ma ripensiamo al sistema tra la Panarotta e le terme, assets fondamentali"

LEVICO TERME. "Accettiamo questa decisione e può essere un'opportunità per riscoprire la montagna", queste le parole di Stefano Ravelli, direttore dell'Azienda per il turismo Valsugana e Lagorai, mentre Patrick Arcais, vice sindaco e assessore allo sport del Comune di Levico Terme, aggiunge: "Rispettiamo la scelta perché conosciamo i grandi sforzi di Matteo Anderle nel prendere questa direzione così sofferta. E' sicuramente un anno zero per la Panarotta e per lo stabilimento termale ma il Comune non si tira indietro, anzi questo è il momento per un ragionamento complessivo sul nostro sistema".
Nelle scorse ore la Panarotta si è espressa in modo deciso: il prossimo inverno la stazione sciistica resta chiusa. Troppe le incertezze legate all'incognita neve naturale in assenza del bacino artificiale e, soprattutto, per la salita dei costi dell'energia. "Una scelta difficile ma vogliamo avviare gli impianti senza poi essere sicuri di portare a termine la stagione. C'è stata una riflessione approfondita e si rischia davvero troppo", ha spiegato a Il Dolomiti il presidente della società impianti, che ha aggiunto sulla concreta possibilità di un bilancio in rosso in caso di apertura: "Non vogliamo pesare sulle amministrazioni pubbliche" (Qui articolo).
La società alza bandiera bianca sul fronte degli impianti per un arrivederci alla prossima stagione. "La Panarotta - spiega Ravelli - rappresenta un servizio ai turisti ma anche alla popolazione locale, come una piscina. Accettiamo la scelta che ha anche un valore importante: spesso la montagna e le sue iniziative sono state date come per scontate. Oggi c'è la possibilità di riscoprire in un altro modo questa località e vedere l'apprezzamento da parte dei residenti".
Gli impianti restano fermi "ma la montagna resta viva e va avanti", ha specificato Anderle. "Esiste un piano B e già abbiamo l'esperienza del lockdown a causa Covid - evidenzia il direttore dell'Apt Valsugana e Lagorai - quando la montagna è stata fruita da tantissimi escursionisti di scialpinismo, la montagna è stata vissuta anche con le ciaspole e con le discese in slitta. E' possibile e doveroso intraprendere un'altra strada per sviluppare e valorizzare questa zona in attesa della riapertura per un rilancio complessivo dell'area".
Insomma, l'Azienda per il turismo Valsugana e Lagorai accetta, per così dire, la sfida. "Lanciamo un nuovo modo di vivere la Panarotta - aggiunge Ravelli - nella logica della sostenibilità per le motivazioni espresse anche dalla società: ambientale, economica e sociale. Si rimane senza stazione di sci per quest'anno e dobbiamo saper sfruttare un modo nuovo e diverso di fruire la montagna".
Il ripensamento è difficile. "E' un pezzo importante del nostro territorio - commenta Arcais - ma accettiamo questa decisione perché possiamo immaginare le sofferenze nell'assumere questa scelta con grande senso di responsabilità. Le incertezze sono tante in questo momento e il rischio di insostenibilità molto alto. E' sicuramente un brutto colpo per il nostro Sci club, per le famiglie e per le scuole che devono pensare a un'altra organizzazione per i corsi di avviamento. Dispiace anche per i residenti e per i turisti ma rispettiamo inoltre il ragionamento serio verso tutti, compreso verso i dipendenti e i collaboratori".
Il Comune crede comunque nel rilancio dell'area, il bacino in questo caso è strategico. "Recentemente - ricorda Arcais - è stato concluso un altro step con Trentino Sviluppo per avviare i lavori. Ma la riqualificazione della Panarotta e di Vetriolo non può passare esclusivamente per lo sci, altrimenti rischiamo di finire fuori rotta con un pensiero anacronistico. Non ci può essere solo un rilancio invernale quanto sviluppare una strategia per far vivere la località tutto l'anno. Siamo dispiaciuti naturalmente per questo stop ma purtroppo è forse la scelta giusta e necessaria".
E' un periodo complesso per il turismo in Valsugana, gli impianti non aprono e recentemente anche le Terme si sono trovate a dover far i conti con la rinuncia al progetto wellness e al passo indietro del presidente, Mario Malossini lascia tra qualche settimana dopo la nomina a fine luglio (Qui articolo).
"Si è trattato di una rinuncia obbligata per motivi delicati. Il nuovo presidente pro tempore è Alberto Passerini, consigliere d'amministrazione - prosegue Arcais - il compito è quello di arrivare preparati al bando di gestione. E' evidente che puntare esclusivamente al segmento curativo con ricetta rossa. Abbiamo visto nascere in questi anni diverse iniziative interessanti, per esempio l'ampliamento del settore cosmesi e la recente espansione dell'offerta relativa alla medicina sportiva. Credo che il futuro sia quello di estendere e migliorare la qualità dei servizi, un ragionamento specifico in merito riguarderà sicuramente la struttura termale di Vetriolo".
Insomma, campo libero ai ragionamenti. "E' un anno zero su molti fronti tra Panarotta e Terme che sono assets fondamentali per il territorio ma siamo ottimisti e fiduciosi di poter interpretare questo momento complesso nel migliore dei modi e poter rilanciare il comparto turistico con slancio. Sicuramente la Comunità di Valle Alta Valsugana e Bersntol, il cui presidente sarà a breve nominato, in collaborazione con i singoli Comuni d’ambito, si troverà tra i primi compiti quello di fare in modo che questa della stazione sciistica sia soltanto una chiusura temporanea, e che il vero rilancio, una volta passato l’anno zero, possa davvero iniziare", conclude Arcais.













