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| 11 ago 2023 | 09:17

Il "No" al bacino artificiale e al piano di rilancio della Panarotta affidato solo alla società impianti: "Si spreca un'occasione"

Le associazioni  Extinction Rebellion, Legambiente Trento, Enpa, Pan-Eppaa, Lac, Lipu, Lav e Wwf del Trentino, Italia Nostra e Mountain Wilderness chiedono l'istituzione di un tavolo per il rilancio della Panarotta aperto a tutti gli operatori, associazioni e cittadini interessati: "Una sua transizione verso un turismo alternativo e sostenibile potrebbe davvero differenziarla e renderla un esempio per tutta Italia"

Il "No" al bacino artificiale e al piano di rilancio della Panarotta affidato solo alla società impianti

LEVICO TERME. "Stiamo sprecando un'occasione importante". A dirlo Extinction RebellionLegambiente Trento, EnpaPan-Eppaa, Lac, Lipu, Lav e Wwf del Trentino, Italia Nostra e Mountain Wilderness. "Affidarsi esclusivamente alla società impianti per costruire proposte di ampliamento dei servizi e un nuovo piano di gestione della montagna, come intende fare la Comunità di Valle Alta Valsugana – Bersntol, è una scelta limitante e rischiosa".

 

L'ultimo inverno sulla Panarotta è stato senza impianti di risalita. L'esplosione dei costi dell'energia e le incertezze legate al meteo hanno indotto la società di gestione a non aprire le piste. Poi la neve è arrivata ma le seggiovie sono rimaste chiuse perché a mancare sono state anche le revisioni di Rigolor e Malga, strutture cuore della località sciistica.

 

Così si è arrivati alla legittima decisione di Panarotta 2001 di voler limitare i danni (Qui articolo) e sono state aperte le riflessioni sul futuro della località. Una dinamica, questa, solo accelerata dalla serrata invernale. La Comunità di valle si è espressa con un documento politico con le linee di indirizzo a febbraio (Qui articolo), mentre nelle scorse settimane le amministrazioni che ruotano intorno alla montagna hanno manifestato la volontà di supportare la Panarotta (ci sono in ballo circa 200 mila euro). Il punto fermo resta l'apertura degli impianti durante la stagione invernale (Qui articolo).

 

L'inverno in Trentino si è chiuso con un trend molto positivo e di rilancio, sostanzialmente un "segno più" per tutte le destinazioni. Escluso proprio la Valsugana a causa della chiusura degli impianti. A fronte delle difficoltà, gli eventi di scialpinismo e la ciaspolata, appuntamenti organizzati da Ferrari Sport, hanno registrato però  numeri più che interessanti e il titolare dell'esercizio ha ipotizzato un'infrastrutturazione più leggera per chiarire la propria vocazione e rafforzare alcuni segmenti di mercato (Qui articolo) mentre l'ex sindaco di Palù del FersinaStefano Moltrer, e profondo conoscitore (e frequentatore) della località valsuganotta ha messo sul tavolo l'idea di Panarotta Skialp-Natur (Qui articolo).

 

Numeri in calo ma nella stagione atipica diverse iniziative hanno riscosso una partecipazione interessante e c'è stato un afflusso comunque da non sottovalutare. Certo, c'è da lavorare poi sulla messa in rete e sulla pianificazione, ma non sono mancati segnali incoraggianti. Che, però, rischiano già di fermarsi per restare ancora a un modello che appare superato.  

 

E proprio da questa esperienza, le associazioni chiedono più coraggio. "La chiusura degli impianti non ha fermato i tanti escursionisti e le famiglie che hanno raggiunto la montagna per una ciaspolata, una camminata, un’escursione, una tappa nei ristoranti e così via. Certamente le presenze sono state inferiori rispetto agli altri anni in cui era possibile praticare lo sci alpino ma c'è stato fatto molto poco per stimolare un turismo alternativo. Proprio questi stimoli dovrebbero essere l’obiettivo delle pubbliche amministrazioni coinvolte nel rilancio della montagna. A causa dei cambiamenti climatici, infatti, la presenza al suolo di neve naturale per i comprensori sciistici sotto i 2 mila metri di quota come la Panarotta sarà in forte diminuzione; quindi, investimenti per nuovi impianti di risalita o per l’innevamento artificiale non sono altro che un accanimento terapeutico per nulla lungimirante".

 

Con l’innalzamento delle temperature medie, l’innevamento programmato, anche quando possibile, richiederà sempre più energia e acqua. "Queste opere, finanziate con soldi pubblici, rendono quindi i comprensori sciistici sempre più insostenibili sia economicamente che ambientalmente", proseguono Extinction Rebellion, Legambiente Trento, Enpa, Pan-Eppaa, Lac, Lipu, Lav e Wwf del Trentino, Italia Nostra e Mountain Wilderness. "Inoltre, un recente studio di Banca d'Italia 'Cambiamento climatico e turismo invernale per l'Italia' ha analizzato la relazione tra precipitazioni nevose, passaggi presso gli impianti sciistici e soggiorni turistici utilizzando una nuova base dati che associa le condizioni meteorologiche ai flussi turistici invernali negli ultimi vent'anni, a livello di comprensorio sciistico, per 39 località alpine italiane".

 

Questo studio fornisce una stima della potenziale perdita futura per il turismo montano invernale dovuta al cambiamento climatico e sostiene che l'𝐢𝐧𝐧𝐞𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐬𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐢 𝐟𝐥𝐮𝐬𝐬𝐢 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐢. "Anche la sempre più sbandierata multifunzionalità dei bacini artificiali, secondo cui potrebbero essere utili anche per combattere la siccità e gli incendi, è molto discutibile. Come sostiene il Centro italiano per la riqualificazione fluviale i serbatoi artificiali sono sostanzialmente interventi monofunzionali, come mostra la realtà degli invasi esistenti, perché i diversi obiettivi a cui possono teoricamente contribuire sono tra loro conflittuali e nella pratica si possono raggiungere solo molto parzialmente. Il luogo migliore dove stoccare l’acqua è la falda acquifera la cui ricarica controllata determina un ventaglio ampio di benefici oltre quello dello stoccaggio. Per ricaricare la falda sono inoltre necessari interventi molto meno impattanti e costosi. Per questi motivi siamo fortemente contrari alla costruzione di un bacino artificiale in Panarotta".

 

Sono altri percorsi su cui puntare come suggeriscono le Linee Guida per l’Adattamento della Convenzione sulle Alpi, di cui fa parte l’Italia. "Occorre una riduzione della dipendenza economica locale dall’attività sciistica, diversificando i prodotti turistici includendo attività che siano meno dipendenti dalla variabilità degli accumuli di neve e una qualificazione delle località alpine come destinazioni turistiche interessanti in tutte le stagioni dell’anno, dando impulso al loro potenziale turistico anche in assenza di neve e traendo vantaggio dalle opportunità offerte dai cambiamenti climatici".

 

Tutte riflessioni che le associazioni hanno messo nero su bianco in una lettera indirizzata ai sindaci e alla Comunità di valle Alta Valsugana e Bersntol. "Pensare a una gestione alternativa del turismo, soprattutto invernale, è ormai un obbligo per tutti ma è necessario evitare di imporre decisioni calate dall'alto. Un coordinamento orizzontale, con una regia pubblica, finalizzato ad aumentare la coerenza e le sinergie positive tra i vari attori locali, associazioni e cittadini è fondamentale per attuare scelte condivise e lungimiranti. Riteniamo quindi che la convenzione di servizio debba andare in questa direzione. Certamente non è la società impianti che da sola può proporre servizi aggiuntivi o attività per destagionalizzare il turismo, come invece viene richiesto dall'assemblea dei sindaci dei Comuni che per di più concedono finanziamenti senza alcuna indicazione da parte della comunità".

 

Le proposte della società impianti da sole non possono che essere parziali, spiegano Extinction Rebellion, Legambiente Trento, Enpa, Pan-Eppaa, Lac, Lipu, Lav e Wwf del Trentino, Italia Nostra e Mountain Wilderness. Le associazioni chiedono l'istituzione di un tavolo per il rilancio della Panarotta aperto a tutti gli operatori, associazioni e cittadini interessati.

 

"Chiediamo anche ai Comuni un maggiore coinvolgimento dei propri cittadini su questo tema cercando di non essere spettatori passivi con l’unica funzione di elargire finanziamenti pubblici. La Panarotta ha un altissimo potenziale turistico vista la sua posizione strategica, vicina ai laghi e porta di ingresso per il Lagorai con panorami incantevoli, raggiungibile da almeno 5 versanti ciclabili, ricca di sentieri e di attrattive storiche, perfetto luogo di lancio per parapendii, con vari possibili percorsi per ciaspole e scialpinismo e con diversi punti ristoro. Una sua transizione verso un turismo alternativo e sostenibile potrebbe davvero differenziarla e renderla un esempio per tutta Italia", concludono Extinction Rebellion, Legambiente Trento, Enpa, Pan-Eppaa, Lac, Lipu, Lav e Wwf del Trentino, Italia Nostra e Mountain Wilderness.

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