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Allargamento della pista a Campiglio, il "No" degli ambientalisti: "Scempio sulle Dolomiti con il rafforzamento dell'innevamento artificiale. A rischio il bosco e una sorgente"

Le associazioni e i movimenti ambientalisti contro il progetto della società impianti per sistemare e allargare la pista Poza Vecia. "Il comprensorio sciistico di Madonna di Campiglio ha sicuramente notevoli ricadute economiche positive per la valle: proprio per questo, queste attività devono essere in grado di diversificarsi quanto prima, pena il trascinare l’economia in un baratro"

Pubblicato il - 02 marzo 2024 - 13:24

TRENTO. Un "No" all'allargamento della pista Poza Vecia a Madonna di Campiglio. A scendere in campo le associazioni e movimenti ambientalisti che si oppongono alla proposta della società funivie. "Abbiamo marciato assieme in più di venti sigle e oltre 200 persone sulla Panarotta poco più di un mese fa: i punti di raccordo su cui ci siamo incontrati per la difesa della montagna della Valsugana, ci spingono a parlare unitamente anche contro lo scempio proposto nelle Dolomiti di Brenta in Val Rendena".

 

A opporsi a questa ipotesi sono Extinction Rebellion Trentino, Circolo di Trento di Legambiente, Enpa del Trentino, Pan-Eppaa, Lac Trentino Alto Adige, Lipu sezione di Trento, Lav Trentino, Associazione per il Wwf Trentino, Italia Nostra - sezione trentina, Mountain WildernessAcque Trentine - Comitato permanente di difesa delle acque del Trentino, Fridays for Future Trento, Associazione per l'Ecologia, L'Ortazzo, Protect Our Winters Italia, Yaku, Viração&Jangada, Ci sarà un bel clima, The Outdoor Manifesto, Rete Climatica Trentina, La Foresta - Accademia di comunità e Punto Zero Aps.

 

La pista Poza Vecia è un tracciato blu che "da decenni consente a migliaia di sciatori di rientrare dall'area sciistica del Grostè verso il valico di Campo Carlo Magno. Data la poca pendenza, la pista impone una bassa velocità agli sciatori che, anzi, devono aiutarsi in qualche punto con le racchette per proseguire: non un inconveniente, ma un pregio che consente di ammirare il bellissimo bosco che la pista attraversa, senza creare alcun problema di sicurezza".

 

L'intenzione della società funivie è quella sistemare e di allargare la pista, "aumentando oltretutto la pendenza con importanti lavori di movimentazione di terra e sacrificando 2,7 ettari di bosco che in parte rientrano nell’area protetta del Parco naturale Adamello Brenta. A ovest è inoltre presente una sorgente idropotabile che potrebbe essere compromessa dalle opere".

 

Il terzo obiettivo dell’intervento "è infine quello di installare un impianto di innevamento artificiale, oggi assente. Numerosi studi ormai certificano il calo di precipitazioni nevose sotto i 2000 metri: nonostante questo, in tutta Italia l’unica azione di adattamento prevista è la costruzione di impianti di innevamento artificiale, peraltro sussidiati da ingenti finanziamenti pubblici".

L’Italia oggi, evidenziano le associazioni e i movimenti ambientalisti, è tra i Paesi alpini più dipendenti dalla neve artificiale, con il 90% di piste innevate artificialmente. Inoltre, secondo le stime del Wwf e di Legambiente, "circa 95 milioni di metri cubi d’acqua all’anno vengono impiegate a questo scopo, cioè il fabbisogno di una città di circa 1 milione di abitanti. A causa del cambiamento climatico in atto, produrre neve avrà costi sempre maggiori e saranno sempre meno le giornate con temperature adeguate per la sua produzione. Ovviamente, continuare negli allargamenti di un demanio sciabile, come nel caso della pista Poza Vecia, non farà che aumentare la richiesta di neve artificiale e il conseguente consumo di acqua, bene sempre più prezioso in un contesto di grave riscaldamento globale, nonché la già enorme domanda di energia necessaria a produrla, in un periodo nel quale dovremmo pesare molto bene gli utilizzi delle nostre fonti energetiche".

 

Le associazioni e i movimenti ambientalisti sono preoccupati anche per il sacrificio dei boschi, "fondamentali per la conservazione della biodiversità, per l’assorbimento dell'anidride carbonica, per la stabilità dei pendii e per evitare l’eccessivo ruscellamento superficiale indotto da eventi meteorologici sempre più intensi. La società Funivie Madonna di Campiglio con questi interventi quindi non fa altro che contribuire alla crisi climatica che metterà sempre più a rischio la sua stessa attività".

 

Le Linee Guida per l’Adattamento della Convenzione sulle Alpi, di cui l’Italia fa parte, e lo studio di Banca d’Italia "Cambiamento climatico e turismo invernale per l'Italia", evidenziano che "occorre operare una riduzione della dipendenza economica locale dall’attività sciistica, diversificando i prodotti turistici includendo attività che siano meno dipendenti dalle precipitazioni nevose, sempre più incerte e variabili. L’intervento proposto a Campiglio va in direzione esattamente opposta a quanto suggerito, aumentando ulteriormente il peso di un settore che si troverà molto presto inevitabilmente in crisi".

 

Queste le ragioni per non portare avanti il progetto. "Il comprensorio sciistico di Madonna di Campiglio, che con le località di Pinzolo, Marilleva e Folgarida raggiunge i 156 chilometri di piste, ha sicuramente notevoli ricadute economiche positive per la valle: proprio per questo, queste attività devono essere in grado di diversificarsi quanto prima, pena il trascinare l’economia di intere valli in un baratro. Non si possono nascondere gli importanti impatti negativi ambientali e sociali. La gestione del comprensorio necessita di equilibrio, lungimiranza e di rispetto per il territorio montano che è il bene più prezioso da salvaguardare per le future generazioni", concludono  Extinction Rebellion Trentino, Circolo di Trento di Legambiente, Enpa del Trentino, Pan-Eppaa, Lac Trentino Alto Adige, Lipu sezione di Trento, Lav Trentino, Associazione per il Wwf Trentino, Italia Nostra - sezione trentina, Mountain Wilderness, Acque Trentine - Comitato permanente di difesa delle acque del Trentino, Fridays for Future Trento, Associazione per l'Ecologia, L'Ortazzo, Protect Our Winters Italia, Yaku, Viração&Jangada, Ci sarà un bel clima, The Outdoor Manifesto, Rete Climatica Trentina, La Foresta - Accademia di comunità e Punto Zero Aps.

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