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Trento
09 dicembre | 11:19

La neve sul Bondone arriva con l'elicottero e scoppia la polemica: "Superato il limite: un segnale gravissimo e un precedente pericoloso"

Contrarie 12 associazioni del territorio sull'uso dell'elicottero per innevare le piste di cima Palon sul Bondone, la richiesta di un cambio di rotta: "Un'operazione che è il simbolo lampante di un modello che cerca di forzare la montagna oltre i suoi limiti naturali, ignorando il contesto climatico in cui ormai viviamo"

TRENTO. E' polemica per l'utilizzo dell'elicottero sul monte Bondone per trasportare la neve in quota, completare la preparazione dei tracciati e aprire così le piste sul Palon. Una novità per l'Alpe di Trento che mai prima d'ora era ricorsa a questa soluzione per la sistemazione del piano sciabile. Un'operazione sostanzialmente per per salvare il ponte dell'Immacolata e più in generale questo avvio di stagione.

 

"Un'operazione che è il simbolo lampante di un modello che cerca di forzare la montagna oltre i suoi limiti naturali, ignorando il contesto climatico in cui ormai viviamo", commentano Extinction Rebellion Trentino, Wwf Trentino Alto Adige, Circolo di Trento di Legambiente, Rete Climatica Trentina, Italia Nostra - sezione trentina, Lipu sezione di Trento, Associazione per l'Ecologia, Yaku, L'Ortazzo, Enpa del Trentino sezione di Rovereto, Acque Trentine, Mountain Wilderness Italia. "Sono state effettuate oltre quaranta rotazioni in elicottero per trasportare neve artificiale sulla parte alta del Palon".

 

Neve naturale quasi assente in alcuni punti a causa del forte vento, come la disponibilità di acqua nel bacino e le temperature adatte per produrre neve artificiale: la sciabilità non era così garantita e la società impianti di Trento Funivie ha scelto di ricorrere all'elicottero.

 

"L’intervento è durato quasi 4 ore e ha comportato l’emissione in atmosfera di almeno una tonnellata e mezzo di anidride carbonica", proseguono le associazioni. "Mentre il clima cambia sotto i nostri occhi (oggi lo zero termico ha toccato i 3.500 metri), la risposta non può essere quella di bruciare carburante per trasportare neve artificiale su una montagna che, semplicemente, in quelle condizioni non può garantire ciò che garantiva un tempo".

 

Una mossa finita nel mirino delle associazioni. "Il paradosso è evidente: meno di tre settimane fa Trento Funivie, sulle proprie pagine social, promuoveva il suo impegno 'per far vivere la montagna nel modo più autentico e responsabile possibile', salvo poi ricorrere a uno dei mezzi più impattanti disponibili per innevare una pista". La chiusura delle piste sul Palon avrebbe portato l'apertura a una quota inferiore del 50% di tracciati aperti con conseguenze sugli accordi commerciali, oltre a un'offerta troppo ridotta anche per i trentini perché limitata alla parte bassa della stazione sciistica.

 

"La necessità di aprire almeno il 50% delle piste per non perdere clienti durante il ponte dell’Immacolata non può diventare un lasciapassare per interventi che ignorano ciò che la montagna ci insegna da sempre: la cultura del limite", proseguono Extinction Rebellion Trentino, Wwf Trentino Alto Adige, Circolo di Trento di Legambiente, Rete Climatica Trentina, Italia Nostra - sezione trentina, Lipu sezione di Trento, Associazione per l'Ecologia, Yaku, L'Ortazzo, Enpa del Trentino sezione di Rovereto, Acque Trentine, Mountain Wilderness Italia. "Non tutte le condizioni meteorologiche possono essere compensate artificialmente, e non a qualsiasi costo. Per questo riteniamo l’operazione di venerdì inaccettabile. Per il suo impatto. Per ciò che rappresenta, parte di una continua aggressione al territorio. E perché apre la strada a una normalizzazione di pratiche che nulla hanno a che fare con la sostenibilità".

 

Le associazioni tirano in ballo anche il palazzo Thun. "Chiediamo che venga posto un limite chiaro e definitivo allo sfruttamento delle montagne e all’impiego di mezzi altamente impattanti. Chiediamo inoltre al Comune di Trento, socio di Trento Funivie, e all’assessore Alberto Pedrotti, competente in materia, di spiegare se fosse informato dell’operazione e se la ritenga compatibile con la strategia di sostenibilità che il Comune afferma di voler promuovereLa transizione ecologica non può limitarsi alle parole: deve manifestarsi attraverso scelte responsabili, soprattutto quando riguardano beni collettivi e fragili come la montagna", concludono Extinction Rebellion Trentino, Wwf Trentino Alto Adige, Circolo di Trento di Legambiente, Rete Climatica Trentina, Italia Nostra - sezione trentina, Lipu sezione di Trento, Associazione per l'Ecologia, Yaku, L'Ortazzo, Enpa del Trentino sezione di Rovereto, Acque Trentine, Mountain Wilderness Italia.

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