A Ponte di Legno la camminata di protesta per dire "no" agli sprechi per le Olimpiadi e alla monocultura dello sci. "L'offerta turistica deve essere diversificata"
"Noi non siamo contrari allo sci in quanto tale, ma siamo contrari alle forzature - spiega Marcello Duranti -. Qui si dice che se non si fosse innevato artificialmente per tutto il mese di dicembre, a Natale non si sarebbe sciato, quindi tutti i turisti che si trovavano qui non avrebbero avuto nulla da fare. Bisogna invertire queste logiche, non forzare più la natura e "violentarla" con interventi completamente dissennati"

PONTE DI LEGNO. "La montagna non si arrende. Difendiamo le terre alte" recitava lo striscione esibito in bella mostra a favore di fotografi e telecamere.
Un centinaio di attivisti - molti dei quali saliti da Brescia in pullman - si è dato appuntamento nella mattinata di oggi - domenica 9 febbraio - a Ponte di Legno: l'iniziativa, promossa a livello nazionale e sviluppata anche in altre località dell'arco alpino (anche sul Monte Bondone, vicino a Trento - Qui articolo) e degli Appennini, è stata sviluppata anche in Val Camonica.
L'obiettivo della pacifica camminata, coordinata in loco dal Comitato MTO 2694, era quello di ribadire la totale contrarietà allo spreco di denaro pubblico per la realizzazione delle strutture che verranno utilizzate per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e per dire "no" alla monocultura dello sci.
"Per le Olimpiadi verranno costruiti impianti e strutture che saranno utilizzate per 15 - 20 giorni e poi abbandonate. Si tratta di denaro pubblico speso inutilmente" sostengono gli ambientalisti.
"E' un po' tardi per pensare d'interrompere questo processo - ha spiegato a TeleBoario Marcello Duranti, rappresentante del Comitato MTO 2694 - che ormai è avviato, però deve servirci come monito per il futuro".
Ma non è finita, perché - localmente - le associazioni esprimono grande preoccupazione per il progettato ampliamento del demanio sciabile dell'Alta Valle. Al Tonale, sul versante orografico destro, è infatti in programma la costruzione di nuove piste e nuovi impianti per una spesa che si aggira attorno ai 150 milioni di euro.
"Noi non siamo contrari allo sci in quanto tale, ma siamo contrari alle forzature - conclude Duranti -. Qui si dice che se non si fosse innevato artificialmente per tutto il mese di dicembre, a Natale non si sarebbe sciato, quindi tutti i turisti che si trovavano qui non avrebbero avuto nulla da fare. Bisogna invertire queste logiche, non forzare più la natura e "violentarla" con interventi completamente dissennati. Bisogna diversificare l'offerta e diventare operativi. Questa giornata s'inquadra proprio in questa nostra visione: serve maggior lungimiranza rispetto a quanto si vuole fare in tante valle alpine".













