"Il rifugio Roda de Vael e Baita Marino Pederiva vanno chiusi", Armando Loss valuta un'azione collettiva dopo la puntata di Report sui rifiuti nei boschi
Protagonista nella puntata del 23 febbraio di Report, trasmissione di Rai 3, l'imprenditore e abitante della val di Fassa Armando Loss ha inviato una lettera per chiedere la chiusura, in autotutela, del Rifugio Roda de Vael e Baita Marino Pederiva. "Tra un anno ci saranno le Olimpiadi invernali anche in Trentino: bella immagine diamo delle Dolomiti, patrimonio Unesco

TRENTO. "Non si può fare turismo di massa senza le adeguate infrastrutture". Queste le parole di Armando Loss. Protagonista nella puntata del 23 febbraio di Report, trasmissione di Rai 3, l'imprenditore e abitante della val di Fassa ha inviato una lettera per chiedere la chiusura, in autotutela, del Rifugio Roda de Vael e Baita Marino Pederiva. "Tra un anno ci saranno le Olimpiadi invernali anche in Trentino: bella immagine diamo delle Dolomiti, patrimonio Unesco. Mi dispiace molto per la valle, che non merita tutto questo. purtroppo con una classe dirigente e amministrativa così, che ha finta di niente e difende l'indifendibile anziché risolvere il problema con urgenza, non ci si può aspettare molto di meglio".
Si valuta anche "un'azione collettiva per il risarcimento di tutti i danni già prodotti, alle persone e alle cose, nonché alle strutture ricettive e all'immagine turistica, nei confronti di chi ha permesso con autorizzazioni e licenze questo scempio, mettendo a serio repentaglio la salute pubblica e inquinando l'ambiente in zona di tutela ambientale, nonostante tutti i ripetuti esposti e denunce alle autorità preposte".
Un tubo nero, di circa 800 metri, parte dalle strutture e scarica i reflui sul terreno e che comporta, spiega la trasmissione televisiva, l'inquinamento delle falde acquifere. Una situazione grave che, negli scorsi anni, ha causato anche delle conseguenze sanitarie, con alcuni turisti che hanno accusato malesseri e le conseguenti ordinanze dei Comuni di far bollire l'acqua per scopi alimentari (Qui articolo - qui replica della Provincia).
La puntata, "Dolomiti sotto assedio: il prezzo dell’overtourism" realizzata da Lucina Paternesi con la collaborazione di Cristiana Mastronicola, ha mostrato come, in Trentino, nel cuore delle Dolomiti Patrimonio Unesco, il turismo abbia stravolto l'immagine della montagna. Il servizio ha parlato dell'impatto di un settore strategico per il territorio e ha acceso i riflettori sulla montagna e, in particolare, sui rifugi della zona del Catinaccio. Per anni Loss ha denunciato la situazione che avviene e che riguarda gli scarichi dei rifugi.
L'impatto del turismo ha infatti una doppia faccia: se da un lato alimenta un'industria che sembra non conoscere crisi, dall'altro lascia dietro di sé una scia nera e pure maleodorante. "Respira sei in Trentino, come dice lo spot. Non serve un esperto, anche un incompetente capirebbe che l'impianto delle acque reflue dei rifugi, realizzato per scavalcare le prese dell'acquedotto di Tamion e Vallonga in val Ciampac non ha mai funzionato, è stato realizzato su indicazione di Appa e servizio geologico e servizio depurazione, con il silenzio assenso del servizio sanitario, del Comune San Giovanni di Fassa e così via. I risultati sono eloquenti, invece di risolvere il problema si è aggravato.
Nella lettera inviata a Sat, Cai e Provincia, Appa, servizio geologico, servizio depurazione, Apss, Comune San Giovanni di Fassa e Asuc Vigo di Fassa e per conoscenza a Nas e tribunale, l'imprenditore evidenza che un tubo in superficie, anche se provvisorio (ci sono voluti 4 anni per fare il progetto delle fognature ("Figuriamoci la realizzazione") in una valle così impervia è sempre a rischio rotture, occlusione, con periodici temporali, smottamenti e caduta alberi. E Loss vuole l'adozione, urgente, di interventi per sistemare la situazione.
Intanto si chiede "la chiusura del rifugio Roda de Vael della Sat e Baita Marino Pederiva, in autotutela, fino a quando non verranno realizzate adeguate fognature collegate al collettore di depurazione di fondo valle, in subordine di lasciare aperti i rifugi, limitandone la licenza, vietando la somministrazione di alimenti e bevande, nonché vietando l'utilizzo delle camere per il pernottamento", conclude Loss.












