Poza Vecia, Coppola: ''Fermiamo i lavori di allargamento della pista e il nuovo impianto di innevamento programmato''
Il progetto riguarda l’allargamento e la modifica della livelletta della pista da discesa “Poza Vecia” tra quota 1755 e 1660 m per uno sviluppo complessivo di 1200 m circa. A scapito di 2,7 ettari di bosco

TRENTO. Lo scorso 22 gennaio, la società Funivie Madonna di Campiglio ha depositato negli uffici dell'Agenzia Provinciale per la protezione dell'ambiente di Trento, la documentazione relativa al progetto di sistemazione e allargamento della pista Poza Vecia (in zona Grostè-Spinale) che comprende la realizzazione dell'impianto di innevamento programmato.
Una pista “blu” di facile percorrenza (dove lungo alcuni tratti è necessario racchettare) che interessa le aree naturali protette del Parco naturale Adamello Brenta e della zona speciale di conservazione Dolomiti di Brenta, nello specifico il Comune di Tre Ville e i terreni della frazione di Monclassico e della Comunità delle Regole di Spinale e Manez.
Il progetto proposto prevede un ampliamento consistente del piano (+16.385 mq) e delle rampe (+17.415 mq), con sbancamenti per 38.165 mc., in prossimità delle stazioni di partenza delle seggiovie Rododendro e Vagliana, ad una quota tra 1.755 e 1.660 metri, all'incrocio con la pista "Nube D'Argento", per una lunghezza complessiva di circa 1.200 metri.
Contestualmente, è prevista la posa dell’impianto di innevamento programmato, attualmente assente su tale tratto di pista.
Il tutto, a scapito di 2,7 ettari di bosco.
Interventi importanti, dal forte impatto ambientale, che fanno nascere delle perplessità riguardo la loro reale necessità.
“Non ci sono sufficienti piste e impianti di innevamento artificiale in quel magnifico territorio?”, chiede la consigliera provinciale, Lucia Coppola, ribadendo la necessità di cambiare “il nostro approccio a ecosistemi delicati come quelli montani, dove più si manifestano gli effetti del cambiamento climatico”.
Tra tutti, “il ritiro dei ghiacciai, il disgelo del permafrost e il declino del manto nevoso”, elenca Coppola, ricordando come l'innevamento artificiale non sia un intervento sostenibile nel lungo periodo, né a livello ambientale, né per garantire le attività economiche durante la stagione invernale.
Come mostrato da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Springer Nature”, l'aumento delle temperature metterà a rischio in modo inevitabile anche la tenuta della stessa neve artificiale. Entro la metà del secolo, infatti, le emissioni causeranno un importante calo della neve sotto i 1800 metri e, se inizialmente lo si potrà compensare con la neve artificiale, questo diventerà ben presto impossibile alle quote più basse.
Neve artificiale e nuovi impianti sciistici non serviranno dunque a mantenere la continuità di questi standard. “Intervenire sul territorio montano con continui sbancamenti e deforestazioni mette a repentaglio la conservazione della biodiversità e aumenta il rischio di catastrofi naturali”, afferma Coppola.
Un monito rivolto quest'oggi al Presidente della Provincia Maurizio Fugatti tramite un'interrogazione nella quale viene chiesto – per le motivazioni sopra citate – di fermare i lavori di allargamento della pista Poza Vecia e la realizzazione dell'impianto di innevamento.
“Insistere sulla strada dell'ampliamento o della progettazione di nuovi impianti sciistici è diventato oramai insostenibile per i danni ambientali irreparabili che ne conseguono”, esorta Coppola, citando “erosione del suolo, disboscamento, depauperamento delle risorse idriche, danni alla fauna e alla flora alpina”.
Preferibile dare priorità alla diversificazione dell'offerta turistica al fine di “creare un indotto che non si basi solamente sullo sci e sull’ampliamento delle aree sciabili”, ma anche su altri aspetti – culturali, storici, artistici e naturalistici – del territorio trentino.
La Convenzione per la Protezione delle Alpi, entrata in vigore nel 1995, prevede una pianificazione territoriale che garantisca “l’utilizzazione contenuta e razionale e lo sviluppo sano ed armonioso dell’intero territorio” e, per quanto riguarda la risorsa idrica, un suo sfruttamento che tenga “parimenti conto degli interessi della popolazione locale e dell’interesse alla conservazione dell’ambiente”.


















