Contenuto sponsorizzato
Trento
04 agosto | 17:27

Bacino del Bondone, intanto si allarga quello di Mezavia ma la nuova opera alle Viote è solo accantonata ma non 'cancellata'

Intanto si è deciso di procedere in questa direzione anche per dare risposte più rapide alle esigenze turistiche ma questa proposta era già stata valutata in passato e scartata perché ritenuta antieconomica e poco funzionale

Bacino del Bondone, intanto si allarga quello di Mezavia ma la nuova opera alle Viote è solo accantonata ma non 'cancellata'

TRENTO. Accordo tra le Asuc del Monte Bondone e Trento Funivie. Si può lavorare all’ampliamento del bacino di Mezavia, un invaso destinato così a triplicare la capienza. Le Viote quindi sono “salve” dal tanto discusso bacino? La politica - compresa la maggioranza in Comune - si accapiglia negli ''evviva'' ma solo il tempo dirà se è davvero così.

 

Per ora si è deciso per una soluzione, quella della ristrutturazione di Mezavia, che era stata già valutata e scartata da Trento Funivie. Antieconomico intervenire in modo profondo sull’opera e resta e resterà sempre un nodo fondamentale: è collocato a quote troppo basse rispetto alle piste. Ormai da più di 5 anni si parla con insistenza di un bacino alla Viote. Un’opera definita urgente per rispondere alla richiesta d’acqua in epoca di crisi climatica per produrre neve, per preparare le piste e quindi per rispettare le esigenze del mercato turistico.

 

Difficile in tempi brevi superare l’impasse comunale sull’opera alle Viote e così intanto è stata trovata l’intesa tra le Asuc di Sopramonte, Vigolo Baselga e Baselga del Bondone che gestiscono i terreni, e Trento Funivie. Una lunga trattativa si è conclusa e allora capitolo Viote chiuso? Non ancora. “Si lavora prioritariamente su Mezavia, non esclusivamente”, il commento di Fulvio Rigotti, presidente di Trento Funivie.

 

Insomma nel giro di 2 anni l’invaso a Mezavia dovrebbe triplicare: dovrebbe passare da 66mila circa 200 metri cubi. E se non dovesse bastare, ecco che l’idea Viote non è ancora tramontata. “Se la capienza non potrà essere sufficiente ai fabbisogni, si troverà il posto in quota per uno piccolo bacino di rilancio e di completamento, pensando anche allo sci da fondo”, conclude Rigotti. Un bacino da 20 mila metri cubi mentre si attende anche l’analisi dell’Università e del Muse sull’eventuale opera.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 21 settembre | 20:21
Parole e "musica" sono di Matteo Salvini, il leader della Lega a Pontida si è scagliato contro il giornalista de La Repubblica Paolo [...]
Cronaca
| 21 settembre | 19:18
Chiara Giovannini da pochi giorni ha rilevato il panificio "Brugnara" di via Soprassasso a Gardolo e racconta la sua scelta a il Dolomiti: "Da [...]
Cronaca
| 21 settembre | 17:35
Una notizia attesa 26 anni da quando è stato recluso per omicidio nel carcere di Miami
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato