Il trampolino di Pellizzano costerà 600mila euro in più. Coppola: "Cifra esorbitante: sorgono dubbi sulla adeguatezza delle valutazioni iniziali e sulla scelta del sito"
"Rimangono inoltre aperte - conclude la rappresentanza di Alleanza Verdi e Sinistra in piazza Dante - questioni fondamentali mai chiarite: l'effettivo utilizzo dell'impianto, che secondo fonti locali riguarderebbe un numero estremamente limitato di atleti per pochi giorni all'anno, l'assenza di una chiara strategia gestionale, sia sotto il profilo economico che della sicurezza e della manutenzione, il forte impatto ambientale, già concretizzatosi con l'abbattimento di oltre 140 alberi"

TRENTO. Una perizia di variante approvata e un aggravio dei costi di oltre 600mila euro.
Della realizzazione del trampolino HS66 per il salto con gli sci a Pellizzano si parla ormai da 7 anni e "il costo continua a lievitare" sottolinea la consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra Lucia Coppola, "arrivato ora a 3.7 milioni di euro, dopo l'approvazione della perizia di variante n. 2 da oltre 600mila euro, finanziata per il 95% dalla Provincia".
"Un aumento significativo rispetto ai 2,8 milioni di euro inizialmente previsti - spiega la consigliera Coppola -, che conferma le criticità già segnalate in una mia interrogazione presentata lo scorso agosto e tuttora senza risposta. L'ultima variante è stata motivata da problemi geologici emersi in corso d'opera, che hanno reso necessari interventi di stabilizzazione del versante. Difficoltà che sollevano seri dubbi sulla adeguatezza delle valutazioni tecniche iniziali e sulla scelta del sito".
E poi c'è un'altra questione, sottolineata alcuni mesi fa anche da alcuni residenti di Pellizzano (Qui articolo): effettivamente quanti saranno gli atleti che usufruirebbero della struttura che, sempre secondo fonti locali, sarebbe utilizzabile solamente per un periodo ridotto dell'anno. A tal proposito le risposte sono sempre state "vaghe".
"Rimangono inoltre aperte - conclude la rappresentanza di Alleanza Verdi e Sinistra in piazza Dante - questioni fondamentali mai chiarite: l'effettivo utilizzo dell'impianto, che secondo fonti locali riguarderebbe un numero estremamente limitato di atleti per pochi giorni all'anno, l'assenza di una chiara strategia gestionale, sia sotto il profilo economico che della sicurezza e della manutenzione, il forte impatto ambientale, già concretizzatosi con l'abbattimento di oltre 140 alberi e destinato ad aumentare con ulteriori opere collegate, come il mountain coaster, con effetti cumulativi mai valutati in modo trasparente. Resta inoltre poco chiaro quanto sarà il costo finale complessivo, considerato che il Comune ha ribadito l'intenzione di completare anche la palazzina servizi e l'impianto di risalita, opere già in precedenza ridimensionate per contenere la spesa. In un contesto di risorse pubbliche limitate, è legittimo chiedere maggiore trasparenza e una rivalutazione complessiva del progetto, coinvolgendo la comunità locale e valutando alternative più sostenibili per il territorio".












