Il futuro della Panarotta? Si punta sull'apertura invernale. Dallapiccola: "A fine legislatura la Provincia si ricorda di questa località dopo una stagione a impianti chiusi"
In Aula si è parlato del futuro della Panarotta. L'ex assessore Michele Dallapiccola: "L'uscita in Consiglio provinciale da parte del rappresentante dell’esecutivo che definisce la località a 'fallimento' è stata davvero infelice. E' un termine tecnico ma le parole sono importanti"

LEVICO TERME. "Fallimento di mercato o stazione di prossimità? Nessuna di queste ma la Panarotta può essere una palestra di avviamento allo sci e modello di approccio a uno sviluppo diverso della montagna". A dirlo l'ex assessore Michele Dallapiccola. "La campagna elettorale è alle porte e ora arriva l'interesse dell'esecutivo provinciale, un interesse confuso e tardivo ma meglio di niente. Una località che può essere vocata all'avviamento della disciplina".
L'ultimo inverno sulla Panarotta è stato senza impianti di risalita. L'esplosione dei costi dell'energia e le incertezze legate al meteo hanno indotto la società di gestione a non aprire le piste. Poi la neve è arrivata ma le seggiovie sono rimaste chiuse perché a mancare soprattutto le revisioni di Rigolor e Malga, strutture cuore della località sciistica. Al netto delle difficoltà oggettive è sembrato forse mancare un raccordo istituzionale, con la Convenzione in essere, in primis tra assessorato del turismo (fune e Trentino Sviluppo) e enti locali, poi tra Comunità di valle e Comuni. Ognuno è sembrato avere all'attenzione il "proprio" problema (che sicuramente è stato affrontato per trovare la soluzione idonea) ma nessuno sembra aver avuto un quadro d'insieme delle criticità.
E, così, si è arrivati alla legittima decisione di Panarotta 2002 di voler limitare i danni (Qui articolo), ma i vari enti si sono sostanzialmente trovati ormai a gestire la situazione a giochi fatti. E la mancata revisione dei due impianti ha chiuso o quasi le porte a qualsiasi discorso. Intanto sono state aperte le riflessioni sul futuro della località. Una dinamica, questa, solo accelerata dalla serrata invernale.
La Comunità di valle, con il presidente Andrea Fontanari e l'assessore Andrea Bertoldi, hanno formato un documento politico con le linee di indirizzo a febbraio, mentre recentemente le amministrazioni locali hanno manifestato la volontà di supportare la Panarotta (ci sono in ballo circa 200 mila euro) ma il punto fermo resta l'apertura degli impianti durante la stagione invernale (Qui articolo). Tutti pronti a rinnovare la convenzione tra la società di gestione e Trentino Sviluppo, anche se sui contenuti dell'offerta tra regolare apertura della skiarea, nuovi servizi, tempi di apertura più elastici e skipass più favorevoli a famiglie e ingressi gratuiti per le scuole dell'ambito e altre opportunità fuori dalla cornice dell'inverno la vaghezza sembra ancora preponderante.
E della Panarotta si è parlato anche in Aula. "La Provincia si attiverà a breve per il rilancio? C'è l'intenzione di predisporre uno studio di fattibilità?", le domande di Dallapiccola all'assessore Roberto Failoni con quest'ultimo che ha ricordato di aver fatto moltissime riunioni per questa località.
"Una stazione - l'affermazione di Failoni - a fallimento di mercato, anche se si è manifestata la disponibilità della comunità locale a ripartire", l'assessore ha ricordato che è stato speso già un milione e che ci sono altri 4 milioni a disposizione. Inoltre, il titolare all'assessorato del turismo ha evidenziato che la funivia avviata nel 2018 ha una fine vita nel 2026, "quindi a brevissimo. La volontà è di aprire per il prossimo inverno e si attendono i Consigli comunali di tutti i Comuni che hanno dato la piena disponibilità e si arriverà presto a un accordo nella consapevolezza del valore strategico della stazione per la Valsugana. Si avvierà un nuovo modello, senza dimenticare lo sci alpino che rimane fondamentale. Alcuni imprenditori hanno dimostrato interesse al rilancio della Panarotta".
"E' meglio parlare di impianto di prossimità che a fallimento", spiega Dallapiccola. "L'uscita in Consiglio provinciale da parte del rappresentante dell’esecutivo che definisce la Panarotta località a 'fallimento' è stata davvero infelice. Il termine è tecnico, per carità, ma in Consiglio provinciale si fa politica e le parole hanno peso diverso. Ma forse o piuttosto con ogni probabilità, questo atteggiamento dialettico sottende a delle considerazioni del tutto personali, dichiarate in Aula".
La seggiovia Rigolor ha tempi più lunghi mentre l'impianto Malga avrebbe, sulla carta, ancora tre anni davanti. Vero, solo in parte perché non c'è più il fine vita tecnico. La Provincia è dotata di un proprio organismo tecnico di revisione e certificazione degli impianti a fune per estendere la durata e la sicurezza. Si può ricorrere al Latif, laboratorio alle dipendenze di piazza Dante che interviene in via diretta per ottenere le proroghe necessarie e rendere sicuri gli impianti. Un leader nel settore, tanto che spesso viene chiamata a svolgere il proprio lavoro nei principali porti del Nord Europa.
Si può intervenire sull'esistente, se poi con le elezioni in vista si vogliono promettere impianti nuovi e il ritorno del bacino in quota (per il quale in 5 anni non si è mossa un'escavatrice) è un altro (legittimo) discorso. Resta che il tempo è poco, ormai luglio è alle porte e del futuro non c'è certezza. Si possono aprire gli impianti ma poi? Anche perché le stazioni sciistiche catalogate di "prossimità" superano la normativa europea sugli aiuti di Stato all'economia e consente di accedere ai sostegni speciali.
Nonostante le difficoltà i bilanci sono stati positivi, l'affluenza non è mancata: l'evento di scialpinismo, e quello della ciaspolata, in notturna organizzato da Ferrari Sport ha registrato numeri più che interessanti e il titolare dell'esercizio ha ipotizzato un'infrastrutturazione più leggera per chiarire la propria vocazione e rafforzare alcuni segmenti di mercato (Qui articolo). L'ex sindaco di Palù del Fersina, Stefano Moltrer, e profondo conoscitore (e frequentatore) della località valsuganotta ha messo sul tavolo l'idea di Panarotta Skialp-Natur (Qui articolo). La località stata centrale anche in una serata organizzata proprio da Michele Dallapiccola (Casa Autonomia) con la partecipazione di Matteo Bonazza, fondatore di Progetto turismo, società di consulenza trentina, specializzata nello sviluppo del territorio e della sua offerta turistica (Qui articolo).
Il quadro è complesso ma le responsabilità politiche della chiusura degli impianti nell'ultimo inverno non possono essere scartate a priori. "Nelle attività di indirizzo e di incentivo è sotto gli occhi di tutti che su questa stazione la Giunta provinciale si è comportata utilizzando due pesi e due misure. Ora alla fine della legislatura, e dopo che gli impianti sono rimasti chiusi per l’intera stagione, in fase di apertura della campagna elettorale si risvegliano gli animi e si riaccende l'attenzione della Provincia. L'assessorato al turismo può e deve dare degli indirizzi di sviluppo futuro ma quello agli enti locali potrebbe garantire ulteriori risorse necessarie ai Comuni. Servirebbero per tenere aperta una palestra per lo sci, sulla porta di casa e un luogo di approccio e di divertimento diverso dalla montagna. Trattare questa località come un Ecomuseo, dotato di qualche leggera infrastruttura a scopo sportivo. Spesso per piazza Dante il bacino elettorale e l'orientamento politico delle località hanno influenzato le scelte politiche di questa Giunta. Siamo convinti come opposizione di aver stimolato una reazione, ma le ipotesi sono tardive e confuse", conclude Dallapiccola.


















