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Tra impianti e slow tourism, quale futuro sulla Panarotta? Oss: "Si può distinguere con un inverno diverso". Ghezzi: "L'estate è più redditizia: partano il prima possibile"

Per la seconda stagione consecutiva salta l'inverno sulla Panarotta ma c'è grande fiducia sul futuro della montagna. Valeria Ghezzi, presidente Anef: "L'estate è strategica. La quota è ideale per le famiglie, serve però sviluppare un prodotto". Massimo Oss, amministratore delegato del Camping Club: "C'è prospettiva e anche noi operatori dobbiamo supportare la cordata di imprenditori: dobbiamo fare rete"

Di Luca Andreazza - 26 novembre 2023 - 05:01

TRENTO. Un altro inverno in bianco, gli impianti sulla Panarotta non ripartono e si lavora per arrivare pronti per la stagione 2024/25. Una cordata ha manifestato interesse nell'investire sulla montagna ma a fronte delle incognite in tempi così stretti si è preferito spendere un (altro) time out. I margini di manovra sul presente sono praticamente azzerati. Ma è il momento di pensare al futuro. Un futuro che ci può essere a patto di aver coraggio, trovare una strada "distintiva" e che il territorio sia in grado di far quadrato attorno alla sua montagna. 

 

La montagna resta in sospeso in attesa di chiarire una vocazione e trovare una strada da intraprendere in questa epoca di crisi climatica. Una destinazione che, forse, si è scontrata contro un'idea di sviluppo sci-centrica non aderente alle sue caratteristiche e alle sue potenzialità, che possono essere valorizzate e che possono essere diverse. Un passato caratterizzato, infatti, dagli impianti di risalita e dallo sci di discesa. Ma le sensibilità e i tempi sono cambiati e questo non è l'unico modello possibile. Negli ultimi 12 anni gli investimenti non sono mancati (quasi 2 milioni riversati sulla Panarotta), però il conto è arrivato, per il secondo anno consecutivo. A grandi linee ci sono le idee, ora si attende un piano di rilancio dettagliato.

 

"La scelta è stata difficile ma responsabile", dice Andrea Bertoldi, assessore della Comunià di valle Alta Valsugana e Bersntol. "Ci sono stati numerosi incontri nel corso dell'anno e la prossima primavera avremo elementi maggiori di valutazione. L'inverno rappresenta un servizio ma ci sono grandi potenzialità sulla stagione estiva. La montagna può essere attiva per molti mesi, se non per 365 giorni". C'è la disponibilità della Provincia e di Trentino Sviluppo, con le garanzie di investimento a sostegno del gruppo di imprenditori (circa 4,5 milioni), e c'è la convenzione firmata da Comunità di valle e i Comuni che orbitano attorno alla Panarotta con l’attuale società relativa ai servizi collegati alla stazione sciistica. 

 

"Se c'è una cordata di imprenditori - commenta Valeria Ghezzi, presidente di Anef - c'è anche una possibilità che si sviluppi un progetto. L'ente pubblico può operare, può sostenere e può supportare il privato non può sostituirsi all'impresa. L'inverno può essere interessante con il campo scuola e per l'avviamento ma credo che l'estate sia sempre più strategica: l'impegno è minore perché non si devono preparare e mantenere le piste, la marginalità è più alta e la quota è ideale per le famiglie, serve però sviluppare un prodotto".

 

Un obiettivo è di rendere la Panarotta un punto di riferimento anche per l’offerta estiva e, se possibile, durante tutto l’anno. "La destagionalizzazione è strategica per contrastare l'overtourism ma anche per aumentare la redditività, funivie e impianti possono avere un ruolo importante", aggiunge Ghezzi. "A Tognola, per esempio, siamo passati in poche anni dall'1% al 10% del fatturato e ci sono ancora margini di crescita, la stagione estiva acquista sempre più peso nell'operatività di una società. Se ci fosse la possibilità si dovrebbe già partire con le prime iniziative nella prossima estate".

 

La vicenda della montagna dell'Alta Valsugana e Bersntol dimostra, però, quanto sia delicato l'equilibrio dell'impegno economico-finanziario da parte del tessuto economico di valle e degli enti locali interessati. Molto è sulle spalle del pool di imprenditori: Stefano Frisanco, titolare della Fratelli Frisanco di Trento, Lorenzo Morelli, alla guida della Morelli Food Service di Novaledo, e Franco Pedrotti, titolare dell’albergo Du Lac di Levico.

 

"Sinceramente un plauso a chi si mette in gioco e investe risorse. Sono inoltre imprenditori che conosco personalmente e che stimo", spiega Massimo Ossamministratore del Camping Club, società che gestisce il camping 2 Laghi di Levicocamping San Cristoforo a Caldonazzo Fiemme Village a Bellamonte. "Un rammarico è che il piano è più o meno stato delineato la primavera scorsa. Si è arrivati a ridosso della stagione e si è scelto, legittimamente e giustamente, di limitare i danni. Ora è importante non fermarsi, i ragionamenti devono essere portati avanti fin da subito, altrimenti si rischia di non farsi trovare pronti".

 

Le certezze sono che Provincia Trentino Sviluppo (proprietaria degli asset che poi vengono affittati per circa 50 mila euro a Panarotta 2002) è in fase di completamento della revisione e manutenzione degli impianti. Iter che dovrebbe concludersi a metà dicembre. I Comuni sono disponibili a intervenire con almeno 180 mila euro per coprire i costi di gestione.

 

C'è, insomma, il semaforo verde degli enti pubblici per sostenere un proposta solida e strutturata, che parta da idee chiare, capacità di gestione e dagli investimenti. Tra questi, gli interventi mirati a consolidare gli aspetti di sicurezza e di idonea gestione dell’impiantistica e a migliorare l’offerta a 360 gradi ai fruitori della montagna in tutte le stagioni. Con una tempistica che potrebbe essere quella di consentire la riapertura in tempo per l’avvio della stagione invernale 2024/2025.

 

"L'inverno è più adatto a un turismo di prossimità legato alle famiglie e con prezzi più abbordabili", evidenzia Oss. "La Panarotta può essere una palestra, ma serve grande attenzione a soppesare gli investimenti perché siamo a quote piuttosto basse e la crisi climatica deve influenzare gli interventi. Purtroppo, si è perso tanto tempo a parlare di un grande bacino e si è inseguito un modello non adatto alla montagna. E' sufficiente un invaso ridotto e lavorare per livellare le piste e ottimizzare il ricorso all'innevamento programmato".

 

Nonostante la chiusura degli impianti, la Panarotta ha puntato sulla neve, ma in maniera "diversa": ciaspolate e passeggiate, slittino e scialpinismo. Seppur organizzati in maniera "estemporanea" il gradimento delle manifestazioni è stato alto. L'appuntamento di scialpinismo in notturna organizzato da Ferrari Sport ha registrato numeri più che interessanti e ha ipotizzato un'infrastrutturazione più leggera per chiarire la propria vocazione e rafforzare alcuni segmenti di mercato. L'ex sindaco di Palù del FersinaStefano Moltrer, e profondo conoscitore (e frequentatore) della località valsuganotta ha messo sul tavolo l'idea di Panarotta Skialp-Natur.

 

"Gli eventi hanno evidenziato le potenzialità", continua Oss. "E' importante non copiare i grandi caroselli e pensare anche ai non sciatori. In certi week end la montagna è stata frequentata più che in certe giornate di impianti aperti. E' stato un polo di attrazione. L'azzeramento dell'esposizione finanziaria è un passo importante, bisogna lavorare sui servizi ma anche analizzare il mercato. Per esempio durante l'inverno forse si può superare la logica del sempre aperto, escluso i periodi di altissima stagione: se si vede che il lunedì è poco frequentato si potrebbe chiudere e ottimizzare l'organizzazione, migliora anche la gestione del personale".

 

Molto del futuro si gioca sull'estate. "Le presenze solo a Levico sono circa 500/600 mila e un obiettivo deve essere quello di portare una percentuale di turisti in quota perché il raggio d'azione è sicuramente più ampio. E si può giocare su più territori dal Lagorai alla val dei Mocheni per avere un richiamo turistico. E' fondamentale sviluppare le motivazioni di vacanza e sviluppare il prodotto sulla base delle esperienze: visite, la scoperta delle peculiarità della zona, promuovere i punti forti".

 

Arriverà la visione. Si peserà il coraggio delle scelte e di quale modello si vuole avviare o inseguire. "Un obiettivo deve essere quello di trovare un equilibrio tra i bisogni, compreso i costi, di gestione e quello del mercato. A ogni modo non è più il tempo del tutto per tutti, non si deve puntare sul turista generalista. E Vetriolo può essere un esempio: la Lupa del Lagorai (l'opera dell'artista Martalar con il recupero del legname di Vaia) e la capacità di rafforzare il segmento legato al volo funzionano e certi fine settimana servirebbero più parcheggi".

 

Un trend a Vetriolo che stimola l'imprenditoria. Si lavora, come confermato da Patrick Arcais (vice sindaco di Levico Terme), al recupero dei volumi degli ex alberghi e ci potrebbero essere novità sul miglioramento dei servizi della località. "La vocazione e la capacità di rendersi distintivi sono le traiettorie su cui puntare. Poi anche il tessuto economico deve fare la sua parte, anche noi operatori dobbiamo sostenere la Panarotta e supportare la cordata di imprenditori: dobbiamo fare più rete in generale a vantaggio di tutti", conclude Oss.

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