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Trento
05 giugno | 20:39

Inverno finito ma a rischio chiusura anche il prossimo? Per la Panarotta tutto tace (o quasi), le idee non prendono forma e intanto il tempo passa

L'interesse c'è per rilanciare la Panarotta, ma le idee non sembrano ancora chiare tra difficoltà tecniche e il rinnovo dei Consigli comunali. L'estate rischia di passare senza grandi novità e l'inverno potrebbe essere già a rischio

Inverno finito ma a rischio chiusura anche il prossimo?

PERGINE VALSUGANA. La riapertura degli impianti della Panarotta? Si va verso un altro stop. Almeno che non arrivi un colpo di reni. Il tempo inizia già a stringere.

 

C'è interesse e c'è qualche idea per rilanciare la destinazione ma concretamente si muove poco. E non aiuta il rinnovo dei Consigli comunali. La Provincia e Trentino Sviluppo, proprietaria degli asset funiviari, seguono la questione. C'è l'appoggio e c'è la volontà di far ripartire la montagna. Ma serve il territorio. E' stato chiesto protagonismo, oltre a un sostegno economico parametrato all'investimento dei privati.

 

A Levico Terme il sindaco è stato confermato, volti nuovi invece a Pergine Valsugana, per esempio. Le amministrazioni devono entrare a regime e confrontarsi, valutare la situazione. Si attende l'elezione dei nuovi vertici della Comunità di valle. Insomma, la componente politica attualmente è impegnata lungo diversi fronti e la Panarotta è ancora sullo sfondo. Alle porte della stagione estiva, quella invernale sembra lontana.

 

Vero in parte, se non ci fosse tutto o quasi da ricostruire dopo tre anni al palo e tante incertezze. C'è qualche aspetto positivo: c'è interesse, ci sono interlocuzioni e dialoghi ma l'ultimo bando di Trentino Sviluppo ha fotografato tutte le difficoltà del caso. Tre aziende hanno manifestato la volontà di investire, ma non sono arrivati business plan da valutare. C'è stata qualche trattativa per l'apertura parziale della stazione ma la parte imprenditoriale poi ha alzato bandiera bianca.

 

Gli impianti sono revisionati e ipoteticamente potrebbero essere messi in moto anche domani. Ma non basta girare una chiave. C'è - pare - da chiudere ancora la questione societaria, si deve ripristinare un organico, ripartire dagli sci club, ricostruire un mercato sostanzialmente azzerato. C'è da investire. Aspetti che chiedono più di qualche giorno mentre le altre località, per l'inverno, già si muovono a livello nazionale e internazionale.

 

Il prossimo inverno, se si vuole aprire anche solo in forma ridotta, è già a rischio? Forse, ancora più preoccupante è che ancora non sia ben chiara la vocazione e l'identità (anche d'estate) si vuole dare alla Panarotta, una montagna in cerca di soluzioni. 

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