"Pronti per l'inverno ma fa caldo: appena scendono le temperature si inneva", gli impiantisti sulle Olimpiadi: "Per alcuni casi chiesti ristori al governo"
L'obiettivo delle destinazioni è aprire a regime (o quasi) per il ponte dell'immacolata ma le temperature di questi giorni scombinano un po' i piani. La presidente di Anef, Valeria Ghezzi: "Le prenotazioni si muovono bene e c'è ottimismo". Olimpiadi: "Val di Fiemme e Anterselva pronte, Milano corre e Cortina è un cantiere ma farà in tempo: speriamo nell'effetto Expo per lanciare la montagna". Una novità è il casco obbligatorio per tutti: "Migliora la sicurezza"

TRENTO. La stagione invernale è pronta a scattare dai blocchi. Fervono gli ultimi preparativi nelle destinazioni del Trentino Alto Adige ma la preparazione delle piste ha subito un rallentamento, complice l'inversione termica delle ultime ore. Da molte parti, infatti, non ci sono ancora le condizioni ideale per una produzione di neve ottimale. Si aspetta e quelle località che puntano a fine novembre si attrezzano a eventuali cambi di programma e scenari. Un anno caratterizzato dalle Olimpiadi.
L'obiettivo per tutti è avere un'offerta il più possibile completa con il ponte dell'Immacolata con la skiarea di Campiglio che cerca di anticipare i tempi: la data da cerchiare in rosso in val Rendena è sabato 22 novembre. Nonostante la quota, però, il caldo incide sui preparativi: in questo momento si valuta di aprire i tracciati fino alla stazione intermedia per concludere il rientro in telecabina. Altro week end di aperture quello successivo e poi progressivamente tutte le destinazioni scendono in pista.
"Siamo tutti pronti a partire", conferma Valeria Ghezzi, presidente di Anef, di Funivie Seggiovie San Martino e di Fianet (l'associazione a livello europeo). "Ora non c'è un freddo adeguato per la produzione di neve ma si guarda costantemente alle temperature per azionare i sistemi di innevamento programmato". I prezzi sono aumentati ancora una volta lungo tutta la filiera, una dinamica che non sembra però frenare il settore. Inoltre tra acquisti anticipati, vendite online e listini dinamici si può cercare di contenere la spesa (Qui articolo). Per questo l'industria delle neve appare fiduciosa per l'inverno alle porte.
Secondo l’Osservatorio Italiano del Turismo Montano di Jfc "per il turismo della neve sarà una stagione di crescita contenuta ma solida". Si stimano "+3,8% di presenze complessive, grazie al forte incremento degli ospiti stranieri (tra +8% e +8,8%) che compenserà la riduzione delle presenze italiane (-3,9%) e il consistente calo dei giornalieri (-14,5%)".
La Federazione Nazionale dell'Industria dei Viaggi e del Turismo del sistema Confindustria, sempre con base i dati elaborati da Jfc, evidenzia che "il fatturato complessivo della filiera della montagna bianca italiana raggiungerà i 12 miliardi e 101 milioni di euro, con un incremento del +3,6% rispetto alla scorsa stagione". Qualche problema sul mercato Italia ma ancora contenuti, meglio i turisti dall'estero.
"In Italia c'è un po' di contrazione della capacità di spesa e la permanenza media si attesta sui 4 giorni, si è un po' accorciata la vacanza anche sul fronte degli stranieri mentre i polacchi restano una garanzia e prenotano i 7 giorni. Il booking comunque si muove bene e i numeri sono molto interessanti". A smuovere ulteriormente il comparto sarebbe la neve. "Cambia tutto e accelera le prenotazioni, il paesaggio imbiancato rappresenta una motivazione e uno stimolo fondamentale, soprattutto sul fronte dell'afflusso giornaliero".
Una stagione importante, quella delle Olimpiadi ospitate tra Lombardia, Veneto, Trentino e Alto Adige. "Speriamo che l'Italia riesca a replicare l'esperienza con l'operazione Expo", evidenzia Ghezzi. "Questo appuntamento è una promozione formidabile a livello di immagine delle Alpi e delle montagne". Ormai il countdown è partito e l'attesa cresce con il trascorrere dei giorni che separano le varie località dall'accensione della fiamma.
"La Val di Fiemme e Anterselva sono più che pronte, Milano corre per i dettagli mentre Cortina è un cantiere ma arriverà al traguardo. Certo questa edizione è una sfida per dislocazione delle gare tra logistica e mobilità, però l'Italia riuscirà a trasmettere l'immagine migliore possibile". Non solo il grandissimo evento in senso stretto, i Giochi potrebbero portare a un boom nelle settimane successive, un investimento da mantenere nel tempo.
Il circo olimpico tra staff, atleti e così via è sostanzialmente di base in val di Fiemme, se si resta in Trentino, e conseguentemente si muove anche il booking. L'attesa è per eventi sold out, un dato che in larga parte si dovrebbe tradurre in prenotazioni sul territorio, ci sono riscontri dai Paesi del Nord Europa e in particolare quelli legati alla tradizione delle competizioni ospitate sul territorio (Qui articolo).
Manifestazione che si svolge in un periodo forte e di grandi soddisfazioni per l'inverno, paradossalmente ci potrebbe essere qualche calo sul turismo di prossimità e sui flussi più "canonici". "C'è questo riflesso: un problema effettivo. C'è un prezzo da pagare per questa visibilità", spiega Ghezzi. "Le strutture ricettive dovrebbero comunque lavorare molto bene, qualche incertezza in più c'è per altri servizi: impianti, bar, noleggi, scuole e maestri di sci".
Gli impiantisti si sono mossi per chiedere al governo di valutare un'ipotesi ristori ma la risposta è stata picche. "C'è stato un investimento sulle infrastrutture e sulla visibilità. Non c'è stata l'apertura su eventuali riconoscimenti".
Una novità dell'inverno è l'introduzione, o meglio l'estensione, dell'obbligatorietà del casco in qualunque caso, non solo sciatori e snowboarder in pista. Si va fino agli slittini. E non sono esclusi anche tutti i lavoratori. Un obbligo già previsto per gli under 18 dal gennaio 2022 che viene ora esteso a tutte le età.
Gli studi condotti nei Paesi dove è già così l'utilizzo contribuisce a ridurre fino al 30% le lesioni craniche causate da cadute o scontri accidentali in pista. Sono previste sanzioni per i trasgressori. Gli sciatori trovati senza casco possono incorrere in multe variabili tra 50 e 150 euro, con l’aggravante della sospensione dello skipass in caso di recidiva. "Siamo ovviamente d'accordo perché aumenta la sicurezza senza creare un disagio. L'applicazione della norma non è un problema, ormai da anni è utilizzato da quasi tutti in pista", conclude Ghezzi.












