"La montagna va oltre l'inverno", l'industria della neve affronta la crisi climatica con l'estate: "Destagionalizzare e diversificare: investiamo in bike, percorsi e pic nic"
Nonostante le difficoltà l'ultimo inverno si profila positivo ma già da qualche anno gli impiantisti puntano sulla destagionalizzazione e sulla diversificazione dell'offerta per "promuovere un'immagine nuova. Servono tempo lavoro e investimenti ma ci possono essere grandi benefici per la comunità"

TRENTO. Archiviata la stagione invernale, gli impiantisti sono concentrati sull'estate. La montagna trentina vuole allungare la messa in funzione delle seggiovie: destinazioni aperte tutto l'anno per sviluppare nuove opportunità.
Per Anef, che rappresenta gli impiantisti italiani, la destagionalizzazione è una necessità, una scelta strategica. "Investiamo sempre più risorse per estendere l'apertura degli impianti anche in primavera e in autunno", le parole di Valeria Ghezzi, presidente dell'Associazione nazionale esercenti funiviari. "L'obiettivo è promuovere un'immagine della montagna che vada oltre l'inverno".
In alcune valli alpine, "gli impianti riaprono già a maggio, poche settimane dopo la chiusura invernale, e continuano l'attività anche oltre settembre, arrivando in alcuni casi fino ai primi giorni di novembre".
A Molveno si è già iniziato a lavorare il 12 aprile e si continua fino al 2 novembre: l'estate più lunga di sempre per questo impianto. La cabinovia a passo Pordoi tra Veneto e Alto Adige è invece operativa dal 21 maggio. A San Martino di Castrozza e al Lagazuoi, Cortina d’Ampezzo, si parte il 31 maggio.
"L'inverno è stato positivo, caratterizzato da un forte afflusso di turisti, soprattutto internazionali", aggiunge Ghezzi. "Ora si guarda all'estate per opportunità di sviluppo per le comunità locali e per l'intero settore turistico. L'allungamento delle stagioni permette di offrire nuove esperienze per chi cerca un ambiente salubre e attività all'aria aperta. Questa evoluzione risponde a una crescente domanda di scoprire un nuovo lato della montagna che si distingue per la combinazione di sport, natura, cultura, gastronomia e benessere".
Nonostante gli inverni sempre più secchi, l'industria delle neve regge e intanto gli impianti restano aperti sempre più a lungo, sempre più spesso omologati anche al trasporto bici oppure collegato a qualche altro servizio. Una fruizione che segue e incentiva anche la destagionalizzazione.
"L'idea è di investire nei bike park e nei sentieri, così come in quei prodotti adatti alle caratteristiche di un territorio", evidenzia la presidente di Anef. "Le aperture primaverili, estive ed autunnali consentono di realizzare iniziative che affiancano e integrano la tradizionale offerta turistica invernale e che compongono un’offerta innovativa e trasversale, idonea a soddisfare tutte le attitudini dei turisti, con particolare attenzione agli anziani, ai disabili e ai soggetti più fragili".
Destagionalizzazione e diversificazione dell'offerta. "Esperienze rilassanti come passeggiate tematiche, picnic in alta quota, escursioni in mountain bike o corsi di fotografia panoramica, fino alle attività più specialistiche e adrenaliniche quali il downhill, l’arrampicata o il parapendio. Questa strategia consente di vivere la montagna senza vincoli, anche nei periodi considerati 'meno vocati', e di identificarla quale luogo di cultura, tradizione, natura, avventura e benessere, creando valore condiviso per il territorio e per le persone che lo abitano.
Esistono modelli, che possono essere replicati, ma l'approccio deve essere quello di non snaturare una destinazione. Trovare poi una formula su misura che possa valorizzare una vocazione. "L'estate presenta ancora molti margini di manovra per strutturare un prodotto, un'offerta che può essere più ampia e variegata rispetto all'inverno. Si deve chiaramente ragionare sulle caratteristiche della località. Copiare può essere facile ma non tutto va bene ovunque: ci deve essere spazio per l'identità della montagna".
Il Trentino ormai da qualche anno punta sulle belle stagioni per una migliore gestione dei flussi, limitare per quanto possibile il fenomeno dell'overtourism, sviluppare migliori opportunità occupazioni e distribuire la redditività sull'anno.
"Questa strategia, però, può avere successo e può generare risultati concreti solo con un approccio coordinato. Ma ora non c'è un eccesso di offerta. Il processo di destagionalizzazione richiede tempo, lavoro e investimenti. Per distribuire in modo più uniforme i flussi turistici e supportare le economie locali è fondamentale anche l'intervento delle istituzioni, per esempio attraverso l'introduzione di vacanze scolastiche scaglionate, come accade in altri Paesi: le funivie e le cabinovie sono un mezzo per aprire le porte della montagna", conclude Ghezzi.













