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Trento
19 ottobre | 00:28

"L'assalto conferma che il prodotto montagna funziona sempre", gli impiantisti si preparano alla stagione delle Olimpiadi e lanciano il manifesto programmatico

Risultati positivi, crescita del turismo estivo e spinta all’innovazione tecnologica: la presidente Valeria Ghezzi traccia la nuova visione di Anef per le vette italiane tra destagionalizzazione, innevamento programmato come risorsa strategica e dialogo costruttivo con le istituzioni per una montagna sempre più sostenibile e competitiva

"L'assalto conferma che il prodotto montagna funziona sempre"

TRENTO. "L’assalto alle località appenniniche dopo le nevicate conferma che, quando le condizioni sono favorevoli, il prodotto montagna funziona sempre", queste le parole di Valeria Ghezzi, presidente di Anef e di Funivie Seggiovie San Martino. Un settore reduce da un inverno positivo e da un'estate dai numeri interessanti. "I dati confermano la montagna come meta in crescita, trainata da trekking, ciclismo e natura. È la dimostrazione del successo delle strategie di destagionalizzazione, che stanno rendendo la montagna viva e competitiva dodici mesi l’anno".

 

Nonostante le difficoltà legate al meteo e ai cambiamenti climatici, la stagione 2024/2025 si è chiusa per gli impiantisti con un bilancio complessivamente positivo. Gli impiantisti evidenziano così la solidità del comparto e la capacità di adattamento delle località montane, destinazioni in Trentino rinfrancate dall'indagine condotta da Noto Sondaggi su incarico di Trentino Marketing: quasi il 70% dei cittadini del Trentino considera il turismo invernale da valorizzare e il 57% delle persone ritiene che la crescita dei flussi abbia portato più vantaggi che problemi, anzi migliorano la qualità della vita e la vitalità economica del territorio (Qui articolo). Analisi che si collocano a ridosso della nuova stagione, quella delle Olimpiadi Milano-Cortina (con Trentino e Alto Adige).

 

"L'innevamento programmato è una risorsa imprescindibile per garantire la continuità della stagione: le affluenze sulle Alpi si sono mantenute elevate. Positivi anche i segnali provenienti dall’Appennino, che sta ritrovando centralità grazie agli investimenti pubblici e privati incentivati dai bandi governativi", aggiunge Ghezzi. "I flussi turistici, inoltre, hanno evidenziato una crescita della presenza straniera, a fronte di un lieve calo di italiani, in linea con l’andamento generale del turismo nazionale".

 

Il 2025 è stato anche un anno di conferme internazionali: le vette italiane "oggi rappresentano il terzo Paese europeo per fatturato e giornate sci, dopo Austria e Francia, e il quinto al mondo dopo Stati Uniti e Giappone", ricorda Ghezzi, che è anche presidente della Fianet, la federazione europea dei gestori di impianti a fune. "Con 1,3 miliardi di euro di fatturato diretto e circa 8 miliardi di indotto, rappresentiamo una realtà solida e di riferimento a livello internazionale".  

 

Nel suo mandato alla guida della federazione europea, Ghezzi ha promosso un lavoro di coordinamento tra i Paesi membri per raccogliere dati condivisi e definire una visione comune del ruolo socio-economico del comparto: "Ho stimolato i colleghi europei a raccogliere informazioni e dati comparabili, che saranno presto condensati in un documento unitario. Lo presenteremo agli Europarlamentari per illustrare il valore strategico del nostro lavoro all’interno del sistema economico e sociale europeo".

 

Un altro punto è il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del trasporto a fune, firmato nel maggio 2025 in tempi record. "Un’impresa impegnativa che ha però saputo trovare un punto di equilibrio tra la tutela dei lavoratori e la sostenibilità per le imprese. Il nuovo accordo, infatti, coniuga le richieste di adeguamento salariale legate all’inflazione con la necessità di garantire stabilità economica alle aziende del settore, in particolare a quelle che hanno vissuto stagioni più difficili".

 

Un lancio della prossima stagione avvenuto a Milano e sono stati tanti i temi toccati nei rapporti con le istituzioni. "E' la città dell’energia e del movimento, un motore per il Paese come gli impianti a fune lo sono per la montagna. Inoltre la decisione di partecipare all'Apreski per noi vuol dire far parte di un vero e proprio forum internazionale che mette in dialogo mondi diversi e crea contaminazioni tra sport invernali, turismo alpino, cultura, intrattenimento, scienza e innovazione. Una piattaforma nata in un momento cruciale, a pochi mesi dai Giochi Olimpici e Paralimpici, e che valorizza la montagna come ecosistema vivo, competitivo e sostenibile".

 

Diverse le interlocuzioni con il governo e il parlamento per tematiche a cuore degli impiantisti. "Il ministero guidato da Daniela Santanché ha emanato misure specifiche per le aziende funiviarie, a sostegno degli investimenti in sostenibilità, innovazione, destagionalizzazione e sicurezza, inclusa la dismissione degli impianti obsoleti". Grande valore lo hanno avuto i bandi per l’emergenza Appennino, che così riconoscono l’importanza strategica delle imprese attive nel centro e nel sud Italia, impegnate a mantenere viva l’economia turistica montana in contesti più fragili.

 

Canali aperti anche con il Ministero dello sport e il ministro Andrea Abodi con obiettivi concreti di aggiornamento normativo. "Abbiamo lavorato e stiamo tuttora lavorando per perfezionare il Decreto Legislativo 40 del 2021, così da renderlo coerente con le esigenze di sicurezza e più chiaro per gli operatori e gli sciatori. Alcuni articoli critici sono già stati modificati, ma restano punti da precisare per evitare interpretazioni discrezionali". 

 

Sul fronte della sicurezza, inoltre, Anef collabora con il Ministero dei trasporti e con Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali. "Quest’anno si sono concretizzati importanti passi avanti nella formazione e nei collaudi", continua Ghezzi. "È cambiata la modalità di verifica per alcune categorie di impianti, ora affidata a tecnici qualificati iscritti in un registro specifico, è stato emanato il decreto che definisce i requisiti per assumere il ruolo di esercente funiviario".

 

E poi c'è la legge sulla montagna, recentemente approvato sotto la regia del ministro Roberto Calderoli. "E' un provvedimento fondamentale per il futuro dei territori di alta quota. Pur non intervenendo direttamente sul settore funiviario, la legge riconosce e affronta le peculiarità e le criticità delle comunità montane, introducendo misure di sostegno a scuola, sanità, imprenditoria giovanile, agricoltura e gestione delle risorse idriche. Un passo importante per garantire continuità e qualità di vita a chi vive e lavora in montagna".

 

La cornice di Milano è stata inoltre l'occasione per lanciare il manifesto programmatico del "sistema montagna" - "Ritmo verticale" - del futuro. Una parola chiave è rispetto. "Perché dove c’è rispetto non c’è distruzione, ma spazio per tutti: equilibrio tra ospiti e residenti, capacità di adattarsi e valorizzare il territorio senza snaturarlo". Segue comunità, intesa come luogo di tradizioni vive e ritmi autentici: "La montagna è culla di comunità che vogliono conservare la propria identità senza rinunciare al comfort e alla tecnologia, strumenti capaci di trasformare questi valori in benessere diffuso, anche per chi arriva da ospite".

 

Tra i concetti cardine anche continuità e trasformazione: "Gli investimenti sono parte essenziale della nostra quotidianità, e non solo per i turisti. La tecnologia, se usata con equilibrio, consente di vivere e lavorare in montagna, garantendo sviluppo e sostenibilità". Un esempio portato sul tavolo è la Funivia delle Mele del Consorzio Melinda, che unisce tecnologia funiviaria e agricoltura riducendo drasticamente le emissioni: un modello concreto di sostenibilità Esg e di innovazione radicata nel territorio.

 

Sono stati poi richiamati i valori di solidarietà e connessione: "La solidarietà è vitale per territori dove l’isolamento è stato a lungo una sfida. La connessione, tecnologica e sociale, è la chiave per garantire sicurezza, dialogo e per ricostruire un legame umano forte tra passato, presente e futuro. È anche la base per coinvolgere i giovani e invitarli a tornare a vivere la montagna".

 

A questi si aggiungono cura e sicurezza: "Cura verso l’ospite e verso le infrastrutture, per noi prima garanzia di sicurezza. Ma sicurezza è anche una percezione, un senso di tranquillità che vogliamo trasmettere a chi arriva in alta quota e si apre all’immensità del paesaggio". Si chiude con responsabilità e semplicità, due valori che per Anef devono camminare insieme: "La semplicità non è contraria alla tecnologia, ma ne rappresenta la forma più evoluta: quella che migliora la vita e rispetta l’ambiente senza invaderlo. Queste parole non sono slogan, ma rappresentano la vita quotidiana delle terre alte. L’importante è crederci fino in fondo, e che ciascuno faccia la propria parte per costruire una montagna dal futuro sempre più solido, evoluto e consapevole", conclude Ghezzi.

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