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Trento
30 luglio | 20:40

Turismo, il miglior inverno del decennio ma la val di Fiemme frena e cala per le Olimpiadi: "La redditività è stata più alta e c'è l'investimento nella visibilità"

I dati di Ispat certificano che l'inverno scorso si è chiuso con segno "più" e rappresenta il miglior risultato degli ultimi 10 anni. Il mese di febbraio in negativo e nel periodo invernale soffrono, solo nei numeri, le strutture ricettive della val di Fiemme e della val di Fassa in concomitanza con le Olimpiadi. In aumento tutte le altre destinazioni del Trentino 

Turismo, il miglior inverno del decennio ma la val di Fiemme frena e cala per le Olimpiadi

TRENTO. Una stagione positiva. Il miglior risultato dell'ultimo decennio, un dato che conferma la solidità della ripresa post Covid con lockdown e restrizioni varie. Nell'anno delle Olimpiadi, il Trentino ritocca così ancora una volta in meglio i numeri con i pernottamenti che superano la barriera degli 8 milioni. A crescere, chi in modo più marcato e chi meno, quasi tutte le destinazioni. Gli unici segni negativi, attesi e molto contenuti, riguardano la val di Fiemme e, parzialmente, la val di Fassa.

 

Le gare sono andate in archivio come un grande successo sportivo, la logistica ha funzionato e ci sono stati ottimi riscontri per il Trentino. Le aspettative sono state rispettate, compreso qualche calo che era atteso per diversi fattori nelle strutture ricettive e, soprattutto, sulle piste da sci (Qui articolo). Qualche sofferenza. C'è stato un cambio di clientela tra prenotazioni di stanze singole, di addetti ai lavori e di qualche caso di turista che ha spostato il periodo delle vacanze oppure destinazione per evitare la concomitanza dei Giochi a cinque cerchi (Qui articolo).

La dinamica delle presenze a livello mensile mostra valori in netta crescita rispetto all’inverno precedente per quasi tutto il periodo, con gli incrementi maggiori in dicembre (+7,8%) e aprile (+12,2%). Solamente il mese di febbraio registra un calo nelle presenze del 2,2%, a cui ha contribuito la contrazione dei pernottamenti rilevata nelle zone sciistiche interessate dai Giochi olimpici invernali

 

E' arrivata così la conferma che, per certi versi, in val di Fiemme (arrivi -6,9% e presenze -2,9% nella stagione) e, parte, anche in val di Fassa (arrivi -0,9% e presenze -1,2%) si sia giocato un po' in difesa. In termini puramente numerici, s'intende.

"I dati devono essere contestualizzati", dice Paolo Gilmozzi, presidente dell'Azienda per il turismo val di Fiemme e Cembra. "Sostanzialmente abbiamo confermato i numeri della stagione precedente, che è stata molto positiva, e la redditività è migliorata".

 

Resta, quindi, la soddisfazione di un territorio che è stato assoluto protagonista di un grandissimo evento. "Una sfida che non è stata semplice ma che è stata superata. C'è stato un sacrificio e quel periodo è stato complesso, tuttavia usciamo rafforzati dalle Olimpiadi".

Il presidente dell'Azienda per il turismo val di Fiemme allarga poi il discorso. "Tutto il Trentino ha beneficiato dei Giochi. Non ci sono solo le infrastrutture nella nostra destinazione ma ci sono state diverse iniziative che hanno interessato il territorio provinciale", spiega Gilmozzi. "A questo si aggiungono la visibilità e la promozione che c'è stata a livello internazionale di questo appuntamento. Il ragionamento è sempre stato di prospettiva e per questo abbiamo grande fiducia per il futuro".

 

Una certezza, dati Ispat alla mano, è che in generale ci si è messi alle spalle la stagione migliore dell'ultimo decennio con una crescita di 3,4% percentuali delle presenze. Il settore alberghiero evidenzia valori positivi sia per gli arrivi che per le presenze (entrambi con il +2,3%) e il settore extralberghiero mostra un incremento ancora più marcato (+7,5% gli arrivi e +8,1% i pernottamenti). L’aumento delle presenze coinvolge tanto i turisti italiani quanto quegli stranieri (+3,4% per entrambi).

 

La performance dei singoli territori è positiva in quasi tutti gli ambiti turistici. Buoni risultati per le zone a vocazione sciistica come Val di Sole (+3,6% nelle presenze rispetto all’inverno precedente), Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena, Giudicarie centrali e Valle del Chiese (+1,5%), Altopiano della Paganella, Piana della Rotaliana e San Lorenzo Dorsino (+2%), San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi (+6,3%), Altipiani Cimbri e Vigolana (+6,8%).

 

Salgono anche Rovereto, Vallagarina, Monte Baldo (+22,3%), Garda Dolomiti (+15,1%), Trento, Monte Bondone e Pinè (+6,8%), Valsugana (6,5%) e val di Non (+0,8%). 

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